ISOCHIMICA, LE CONDANNE PER L’AMIANTO E LA STRADA PER LA GIUSTIZIA. GIORDANO: “RICHIAMO PER BONIFICHE”

Il professore Antonio Giordano, direttore Sbarro Institute, è stato consulente tecnico d’ufficio al processo Isochimica – In home page la foto con l’artista Tonino Iannaccone sulla lapide che ricorda le vittime dell’amianto

G. M. – Isochimica di Avellino: le condanne ai dirigenti aprono un nuovo capitolo sulla vicenda amianto e non solo. La sentenza di primo grado ha disposto quattro condanne a dieci anni di reclusione per il responsabile della sicurezza di Isochimica, Vincenzo Izzo, e il suo vice, Pasquale De Luca e per Aldo Serio e Giovanni Notarangelo, funzionari di Ferrovie dello Stato.

Tra le 22 assoluzioni pronunciate,  anche quelle per l’ex sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso e la sua giunta e per l’altro ex primo cittadino, Paolo Foti.

All’Isochimica, a partire dalla fine degli anni ’70 e per circa 10 anni, sono state bonificate le carrozze ferroviarie su commessa delle FS.Con la sentenza è stata disposta anche una provvisionale di 50mila euro per ogni famiglia dei 33 operai morti per patologie legate all’esposizione all’amianto. 

“Con la sentenza di quest’oggi – dichiarano Mariateresa Imparato e Antonio Di Gisi, presidente regionale e circolo di Legambiente – si è cominciato a scrivere una pagina di “verità e giustizia” su quella che rappresenta una tremenda ferita aperta nel cuore della città. Verità e giustizia che non restituiranno la perdita di vite e di salute ma che rappresentano il primo passo verso un futuro sostenibile costruito sulla libertà e dignità. Dopo 40 anni di lotta si restituisce dignità ai lavoratori e agli abitanti del quartiere”.

Sulla vicenda e’ intervienuto anche il professore dell’Università di Siena, Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Filadelfia, che in questo processo ha rivestito il ruolo di consulente tecnico d’ufficio (Ctu): “Si apre un capitolo sulle responsabilità penali e storiche non solo rispetto  all’amianto, ma, più in generale relativamente al rapporto tra ambiente e salute”. 

Infine, Giordano, che ha avuto anche un ruolo nella stesura del Pnrr coordinando il Gruppo ambiente e salute del ministero della Salute, ha concluso: “questa sentenza richiama tutti alle bonifiche, al biomonitoraggio e, prima ancora alle responsabilità istituzionali. Nel Pnrr ci sono opportunità su cui bisogna vigilare e fare in modo che diventino strumento per bonificare luoghi e territori inquinati da amianto e da sostanza patogene come è avvenuto in Campania. E con queste risorse migliorare le strutture ospedalierie campane, spesso fatiscenti”.

Lo scienziato ha citato il caso della nostra anche in un’intervista ad Authority Magazine su medium.com: “negli ultimi anni ho concentrato gli sforzi sullo studio del rapporto tra cancro e inquinamento ambientale in Campania, legando la mia carriera di ricercatore a quella di divulgatore scientifico. Sono stato tra i primi a segnalare un aumento dell’incidenza di vari tipi di cancro nelle popolazioni vicino a siti illegali di rifiuti tossici. Ho pubblicato numerosi risultati sul legame tra cancro e molteplici tipi di tossine attribuite ai rifiuti della discarica, riportando alti livelli di diossine cancerogene nella fauna circostante e alti livelli di metalli pesanti nei malati di cancro della regione.

Non solo abbiamo pubblicato articoli scientifici sull’argomento – afferma Giordano in un’articolata risposta alla domanda del giornalista Savio Clemente – ma mi sono anche impegnato a far conoscere questi dati attraverso due libri sull’argomento, ‘Campania, lterra di veleni’ e ‘Monnezza di stato’ a cura rispettivamente di Denaro Libri e Minerva. Il primo è stato prodotto anche come film. Le pubblicazioni hanno anche lanciato una petizione per la tutela dell’ambiente, firmata da oltre 500 ricercatori e persone di vari settori professionali. Ho inoltre promosso numerose iniziative senza fini di lucro volte alla salvaguardia dell’ambiente e della salute umana”.

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