NAPOLI, SCONTRI DAVANTI LA SEDE INDUSTRIALI NEL NOME DI LORENZO: LA CRISI SOCIALE PRESENTA IL CONTO

Tensioni e scontri nel nome di Lorenzo. È accaduto in diverse città, da Torino a Roma e ieri sera anche a Napoli. Nel mirino le sedi di Confindustria come quella di piazza dei Martiri. Gli studenti di diversi collettivi, sigle, centri sociali, Potere al Popolo e sostenuti dal Movimento 7 Novembre sono entrati in contatto con i reparti di carabinieri: manganellate e fumogeni, poi tutti in corteo sul lungomare.

“Una rabbia giusta sotto la sede di Confindustria – scrive su Facebook la rete Napoli senza confini – Tanti studenti giovani e giovanissimi, ma anche precari e disoccupati. Lorenzo Parelli è stato ucciso da chi lo ha strappato alla scuola per mandarlo a farsi sfruttare per niente in un paese in cui di lavoro ancora si muore. Ogni giorno. La ‘buona scuola’ è una scuola che ha rinunciato al suo compito per diventare sempre più l’ingranaggio della macchina del profitto”.

Il Movimento di lotta 7 novembre, principale organizzazione dal basso delle lotte sociali e del lavoro in città e in provincia, era in piazza dei Martiri.  “Ancora una volta, fuori Confindustria, alla prima iniziativa per sanzionare chi è il vero mandante delle morti sul lavoro, sono scattate cariche violente a cui disoccupati e studenti hanno resistito e hanno conquistato il diritto al corteo fino a Piazza Municipio, passando per il lungomare. Addirittura i disoccupati sono stati caricati dalla polizia dalle spalle, mentre tentavano di resistere alle cariche e supportare gli studenti”.

“Durante il corteo – aggiunge il Movimento – abbiamo occupato le impalcature di Via Acton con uno striscione in riferimento alla nostra vertenza ‘Pnrr e Gol sono arrivati: ora risposte ai disoccupati’. Ogni volta che scendiamo anche in piazze generali la nostra vertenza è sempre al centro delle nostre azioni legandola ad una prospettiva generale di lotta in questo paese”.

Martedì alle 10 allo Scugnizzo Liberato si terrà l’assemblea generale del Movimento e poi inizia il presidio permanente a Piazza Municipio. La crisi sociale e le tensioni per il lavoro iniziano a presentare il conto alle istituzioni cittadini, regionali e del Paese.

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