NAPOLI, LE “4 GIORNATE” DEL 7 NOVEMBRE TRA LOTTA E IMPEGNO: OGGI RIPULISCONO IL PARCO SAN GENNARO

Dopo “le quattro giornate” di presidio permanente a Piazza Municipio il Movimento di lotta 7 novembre traccia una sintesi di quanto è avvenuto in questi giorni chiaramente iniziando dalle informazioni sulla vertenza. Oltre 300 disoccupati organizzati hanno portato avanti un presidio permanente con diverse iniziative di lotta e oggi sono al Parco San Gennaro per ripulirlo dai rifiuti.

“La Prefettura ci ha ricevuto comunicandoci che ha interloquito con il Comune di Napoli – scrive il Movimento – e la Regione Campania circa gli assi di finanziamento per progetti che possano prevedere soluzioni per la formazione/lavoro per i disoccupati da individuare tramite le risorse del PNRR, le misure del G.O.L. e accelerando tutto questo tramite l’Accordo Sulla Sicurezza Integrata firmato con il Ministero degli Interni, potendo “utilizzare” l’Art.11 in riferimento al disagio sociale legato ad alcune vertenze per l’occupazione ed il lavoro”.

I disoccupati confermano di aver avuto “interlocuzione con il Ministero del Lavoro da Roma che ha dato il via libera per la nuova convocazione del Tavolo Inter-istituzionale, come confermato dal Viceprefetto aggiunto”.

Il Movimento è stato ricevuto dall’assessore al Lavoro del Comune di Napoli e dalla segreteria del Sindaco “per convocare un incontro tecnico per inizio settimana prossima al Comune di Napoli e con l’Assessorato al Lavoro abbiamo esposto tutte le nostre preoccupazioni e criticità circa eventuali contrasti tra i “PUC” e la nostra vertenza”.

Tutte le forze politiche del Consiglio Comunale, maggioranza ed opposizione, all’unanimità con tutti i capogruppi, “hanno sottoscritto un documento politico rivolto al Prefetto, al Presidente della Regione Campania, all’Assessore al Lavoro del Comune di Napoli indicando chiaramente il sostegno e la sollecitazione a tutti gli enti di trovare soluzioni veloci e concrete per la nostra vertenza”. È arrivata anche la conferma dell’interlocuzione tra Sindaco e Prefetto che hanno concordato le modalità di riconvocazione del tavolo inter-istituzionale.

Questi sono i principali punti ottenuti durante la mobilitazione permanente e l’assemblea ieri ha deciso di sospendere il presidio per riprendere la mobilitazione lunedì mattina alle 9 a in piazza Municipio con iniziative di agitazione in città. “Non possiamo continuare con impegni generali senza costruire una soluzione concreta e risolutiva per la vertenza, per questo è necessario continuare a mobilitarci”, aggiunge il 7 Novembre.

Oltre la vertenza, però, le “quattro giornate” dei disoccupati sono stati anche un momento per denunciare questioni sociali più ampie come il caro bollette e i blitz fuori l’Agenzia delle entrate o come quelle contro il Green Pass.

Il presidio è diventato anche un punto di incontro con altre realtà e mobilitazioni come “le donne in lotta” che si sono incontrate in assemblea preparando un calendario di iniziative ed impegni verso lo sciopero dell’8 Marzo.

E ancora ci sono stati i collegamenti con il Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze, i lavoratori e lavoratrici di Alitalia del Comitato Tutti A Bordo – No al piano Ita e il Si Cobas Lavoratori Autorganizzati. Infine gli studenti e i collettivi che sono in mobilitazione in tutte le città dopo la morte del 18enne Lorenzo Parelli.

Non solo lotta, però, in queste giornate di presidio ma anche impegno civile e sociale. Questa mattina con le pettorine i disoccupati hanno ripulito il Parco San Gennaro lanciando non solo un messaggio di cura e decoro degli spazi urbani ma per denunciare anche “l’idea di sfruttamento previsto con i Puc dove i disoccupati percettori lavoreranno per il Comune senza garanzie previdenziali e senza contratto”

“Abbiamo raccolto un contributo per le spese legali, solo nel mese di marzo abbiamo 6 udienze al Tribunale di Napoli. Ed è proseguita la raccolta delle FFP2 per le detenute del carcere di Pozzuoli e la consegna avverrà mercoledì della prossima settimana alle ore 9:30 all’esterno del carcere”.

Dopo il decennio arancione che ha visto i centri sociali tanto protagonisti quanto poi dissolversi il Movimento di lotta 7 novembre è diventato l’unico soggetto di riferimento sulle mobilitazioni per lavoro, diritti e salute capace di tenere una piazza e di formare una comunità politica dalle classi subalterne.

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