LAMORGESE E IL MOVIMENTO 7 NOVEMBRE: L’ERRORE DELLA MINISTRA A DEFINIRLO VIOLENTO

G. M. – Destano sorpresa le dichiarazioni di Luciana Lamorgese sulle manifestazioni studentesche dopo la morte di Lorenzo Parelli. La ministra dell’Interno è intervenuta dopo le polemiche per le maniere forti da parte delle forze dell’ordine sostenendo che le legittime rivendicazioni degli studenti e delle studentesse siano state offuscate dalla presenza di facinorosi e violenti.

Nello specifico la responsabile del Viminale punta il dito contro i disoccupati e le disoccupate del Movimento 7 Novembre che erano in piazza a Napoli che avrebbero avuto un ruolo nelle tensioni. Eppure le polemiche sono nate soprattutto per le reazioni degli agenti a Torino dove due ragazzi sono rimasti feriti a sangue.

Secondo il Movimento “la verità è che tutto questo fa paura alla ministra, al governo e ai padroni. Che tremano perché il loro peggior incubo si sta materializzando. Sempre più giovani e giovanissimi stanno prendendo parola provando a determinare il proprio presente e il proprio futuro e nel farlo hanno deciso di confrontarsi con gli altri sfruttati e sfruttate, disoccupati, lavoratori attivisti dei movimenti ambientali e contro le discriminazioni di genere”.

In serata le stesse organizzazioni studentesche hanno respinto la tesi degli “infiltrati” – citati anche il centro sociale Askatasuna, il Fronte della gioventù comunista e i centri sociali – e hanno ribadito la loro solidarietà a queste sigle rilanciando un nuovo appuntamento in piazza Dante domani.

L’errore di individuare una sigla che in questo momento è in stretto contatto con tutte le istituzioni, governo compreso attraverso il ministro Orlando, Comune e Regione per una vertenza su un percorso formazione-lavoro previsto inoltre dall’Accordo sicurezza firmato a Napoli dalla stessa Lamorgese.

“Risparmiatevi il solito copione trito e ritrito: non ci sono professionisti della violenza”, ribadisce il Movimento che, pur con modalità radicali, in piazza non è mai sceso travisato o armato di bastoni ma blocchi stradali, sit-in, presidi e cortei sono avvenuti alla luce del sole tanto da subire diversi provvedimenti penali e sanzioni amministrative.

Non solo. Tutti gli attori politici, candidati a sindaco e ora capigruppo, riconoscono il ruolo di questo movimento attraverso audizioni e attestati di stima per le tante iniziative gratuite e solidali: dalla pulizia degli arenili fino alla donazione di mascherine FFP2 a detenuti e detenute delle carceri napoletane.

Dunque, o si tratta di una svista ma è difficile pensarlo per una donna dello Stato come la Lamorgese oppure sono arrivati suggerimenti perchè il Movimento si sta battendo perché i fondi in arrivo creino occasioni trasparenti di lavoro dopo aver denunciato anche l’impiego di agenzie interinali in un’azienda partecipata: vicenda che ha portato anche all’apertura di un’indagine della magistratura.

Infine, come disse Bassolino in estate elogiando il Movimento e paragonandolo al sindacalista Giuseppe Di Vittorio, sarebbe davvero un errore criminalizzare un movimento che può garantire un riferimento organizzato a tensioni sociali in una città dove il crimine organizzato e la disperazione rischiano di essere davvero gli unici facinorosi nascosti nell’ombra.

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