I RIFIUTI TOSSICI DALLA TUNISIA ALLA PIANA DEL SELE: BOMBA ECOLOGICA CHE RIGUARDA TUTTI – di Antonio Giordano

Antonio Giordano* – Ennesimo sfregio alla comunità della Piana del Sele: la decisione della Regione Campania di riportare oltre 200 container provenienti dalla Tunisia, contenenti centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti “non definiti” nel sito di stoccaggio, nella zona militare di Persano, Comune di Serre.

Di poche ore fa è la notizia del sequestro operato dai Carabinieri di oltre 200 container di provenienza tunisina, oggetto di una audizione alla Commissione Ecomafie del Parlamento. I rifiuti erano partiti, nei mesi scorsi, dal Vallo del Diano per raggiungere la Tunisia. Lo Stato nordafricano, però, li ha rispediti al mittente, in Campania. Al termine delle operazioni di sbarco, i militari del Noe hanno provveduto al sequestro relativo ai 213 container, contenenti 6.390 tonnellate di rifiuti “speciali” di proprietà della “Sviluppo risorse ambientali Srl”. Il Comandante del nucleo, Valerio Giardina, ha riferito in Commissione sul “traffico illecito di rifiuti” già segnalato dal Nucleo operativo ecologico di Salerno alla Dda, nel 2020, rilevando l’esistenza di un complesso traffico di rifiuti tra Italia e Tunisia.

Alla notizia della decisione di posizionare una tale mole di container nell’area militare di Persano, i Comuni della Piana del Sele sono insorti, chiedendo a gran voce, un cambio di destinazione. Non si può restare indifferenti a quella che rappresenta una sistematica trasformazione dei Monti Alburni e della Piana del Sele in un sito di stoccaggio, in discarica della Campania, considerando ciò che questo rappresenta in termini di rischio ambientale per i cittadini della zona, per la produzione agroalimentare a ridosso di queste zone e all’aumento delle patologie soprattutto oncologiche legate al territorio, gia’ da tempo oggetto di monitoraggio.

Questa “vertenza” Piana del Sele-Regione Campania, riguarda tutti; è una bomba ecologica i cui effetti si riversano su tutto il territorio campano. E’ necessario fare luce sul perché sia stata scelta proprio quell’area di Persano, soprattutto perché, sembrerebbe, che di questa decisione non sono stati partecipati gli amministratori di zona.

La vicenda e’ al vaglio dei Carabinieri e della Magistratura. La procura di Salerno e l’Arpav, alla presenza della Sra di Polla che aveva spedito i box, svuoterà i container e controllerà se all’interno vi sia corrispondenza tra quanto dichiarato nei documenti di trasporto e quanto e’ stato trasportato.

La Piana del Sele è stata negli anni continuamente bersaglio di scelte arbitrarie. La scelta di concentrare la gestione dei rifiuti in queste zone non risponde a criteri di omogeneità territoriale ed equa distribuzione dei rifiuti.  Di fatto si mortifica un territorio già vessato da anni che rappresenta una risorsa economica e una riserva naturale importante da tutelare. Una terra come la Piana del Sele, a spiccata vocazione agroalimentare, turistica e culturale, è danneggiata da una politica scellerata che, invece, di puntare sulle risorse la sommerge di rifiuti.

*direttore Sbarro Institute di Filadelfia, professore Università di Siena, coordina il gruppo programma ambiente e salute Pnrr per il Ministero della Salute

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