TELESE, DISAGIO GIOVANILE: PSICHIATRIA DEMOCRATICA IN CAMPO CON LA CURIA E IL SINDACO

Il gruppo sannita di Psichiatria Democratica, con il team di psicologi e psicoterapeuti, ha aderito   al Tavolo di confronto istituito tra Amministrazione di Telese con il sindaco Giovanni Caporaso e la Curia Vescovile di Cerreto-Telese-Sant’Agata con il Monsignor Giuseppe Mazzafaro.

L’obiettivo è quello di elaborare risposte concrete, a partire da un  confronto cittadino, ai problemi aperti dal disagio giovanile e dalla preoccupazione, talvolta impotente, delle loro famiglie, che attraverso episodi di risse, bullismi e aumento del consumo di sostanze da abuso, ha acuito i già preoccupanti esiti della crisi pandemica che anche nel territorio telesino si è peraltro caratterizzata per un contesto  sociale di relazioni/non relazioni interpersonali e sociali. 

“Il fare squadra”, proposto da Mons. Mazzafaro, è l’invito raccolto dai soci di Psichiatria Democratica che è da tempo impegnata nel contribuire a costruire percorsi ed esperienze di salute mentale nelle comunità. “Rifuggendo, ma non rinunciando nelle valenze più utili – dichiara il segretario nazionale dell’associaizone Salvatore Di Fede – al ruolo di tecnici della mente, rilanciando invece la pratica di ‘sporcarsi le mani’ nei problemi che concretamente hanno necessità di essere prima attivamente raccolti e ascoltati e poi, con tutti i soggetti investiti dal problema,  là dove possibile, portati a soluzione”. 

La grande esperienza del Vescovo e del Parroco di Telese in tema non solo di analisi  del fenomeno sociale in essere “ma anche di motivare risorse umane peraltro già attive nell’ambito cittadino e la capacità organizzativa e di sostegno operativo del Sindaco di Telese, credo davvero potranno fare di questo incontro tra noi tutti, un’esperienza importante e pilota nell’affrontamento più corretto di quanto accade tra i giovanissimi”.

Psichiatria Democratica farà la sua parte con un apporto gratuito e settimanale, ogni mercoledì pomeriggio e sabato mattina, “offrendo uno spazio di colloquio con famiglie e singoli e quanti ne avranno necessità, soprattutto con chi non può permettersi percorsi di  psicoterapia o di sostegno psicologico per condizioni economiche di svantaggi”, conclude Di Fede.

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