ARZANO, IN PIAZZA PER BIAGIO CHIARIELLO. RUOTOLO: “SAPPIAMO I MANDANTI DELLE MINACCE”

“Noi sappiamo chi è il mandante delle minacce di morte al Comandante della polizia municipale di Arzano: è il clan della camorra della 167 di Arzano. Sono i Monfregolo che occupano abusivamente gli alloggi popolari”.

Lo ha detto il Senatore Sandro Ruotolo, ribadendo, a nome del Comitato per la liberazione della camorra dell’area a nord di Napoli, la solidarietà al Comandante Biagio Chiariello nel corso del sit in promosso nel Comando della polizia municipale di Arzano.

“È una minaccia seria quella che ha ricevuto Chiariello. La camorra ha bisogno di intimidire, di silenziare, ha bisogno del buio. Non vuole che lo Stato interferisca con i suoi affari, con il “suo” controllo del territorio. La nostra risposta è stata quella di accendere i riflettori e di far sentire la nostra voce. Ma questa mattina, nella manifestazione promossa dal Comitato di liberazione dalla camorra dell’area Nord di Napoli, avevamo bisogno anche di sentire un segnale forte da parte delle Istituzioni. È il segnale c’è stato e ci sarà” aggiunge Ruotolo.

“Stamattina c’erano i rappresentanti delle forze politiche, i sindacati, i Comandanti delle Polizie municipali dei Comuni del circondario, i Sindaci di alcuni di questi Comuni insieme alla prima cittadina di Arzano, Cinzia Aruta. E c’era l’assessore regionale alla legalità, Mario Morcone, che ha assicurato l’impegno per l’installazione di tante telecamere per la sorveglianza che è uno dei nostri obiettivi” spiega il Senatore sottolineando che “c’è bisogno di fare rete, di fare squadra, perché il rischio in questi territori è la sovraesposizione”.

“E’ un rischio vero, concreto, che mette a rischio le vite delle persone. In questo momento dobbiamo garantire protezione al comandante Chiariello e, al tempo stesso, avere una squadra nella società civile, ma anche nelle Istituzioni. La camorra conta sulla paura della gente, sull’indifferenza. Noi siamo tanti e siamo di più. Insieme batteremo camorra e indifferenza perché ‘O si è contro la camorra o si è complici della camorra”.

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