NAPOLI, VIA ULTIMO PEZZO DELLA VECCHIA CENTRALE DI VIGLIENA: IL RACCONTO

Riceviamo e pubblichiamo un racconto approfondito sulla storia della vecchia centrale a carbone di San Giovanni a cura di Vincenzo Morreale, Comitato civico San Giovanni

A Vigliena il 2 marzo 2022 sono terminate le operazioni di demolizione della vecchia centrale termoelettrica “Vigliena”, inaugurata dalla S.M.E. il 2 marzo del 1953. Per puro caso l’abbattimento delle ultime travi di ferro è avvenuto in occasione del sessantanovesimo anniversario, probabilmente negli stessi istanti in cui furono avviate le turbine. Nell’impianto attivo per un quarantennio è stato bruciato carbone e «olio residuo di raffineria».

La demolizione del vecchio impianto, costruito praticamente sull’arenile e nello spazio sottratto al mare, ha restituito la visione del panorama del litorale napoletano. È persino superfluo rilevare che si tratta di una veduta, nonostante le alterazioni, ancora affascinante. Dalle “Cento Cammarelle”, sul lato destro del Golfo, si riconoscono nitidamente: Palazzo Reale, Castelnuovo, Castel dell’Ovo, Santa Chiara, Castel Sant’Elmo, la Certosa di San Martino, Posillipo, Ischia, nonché il Monte Epomeo, e tutto il Golfo di Napoli.

Ahimè, l’ammalio durerà poco poiché l’impianto è stato abbattuto, unicamente, per consentire il compimento del progetto di ampliamento del Porto Commerciale dove si prevede di scaricare, fra non  molto, centinaia di migliaia di container in quello che diventerà il “Terminale Contenitori di Napoli Levante”. Il progetto fu avviato il 23 dicembre 2000 con la sottoscrizione di un Accordo di Programma tra Regione Campania, Comune di Napoli, Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, Università Federico II, Ministero dei Trasporti e Ministero dei Lavori Pubblici. Il progetto è stato poi confermato da tutte le amministrazioni susseguitesi.

Solo pochi anni prima era stata prospettata una effettiva riqualificazione del litorale con la demolizione dei vecchi impianti termoelettrici “Vigliena” e “Napoli Levante” (la “M. Capuano” fu demolita negli anni ‘80). Il nuovo progetto prevedeva la restituzione di un’area di oltre 140.000 mq. sul mare, proprio davanti al Forte. Il piano annunciava la costruzione di «una struttura per lo spettacolo e il tempo libero, in particolare dedicata ai giovani e alla musica». Durò poco, giusto il tempo di mettere a punto il programma per costruire una nuova turbogas da 400 MW e il prolungamento del Porto Commerciale.

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