NAPOLI, DOPO IL DECESSO AL CARDARELLI LA DENUNCIA: “NOSTRO PADRE DERUBATO IN OSPEDALE”

G. M. – La denuncia di un furto all’ospedale Cardarelli ai danni di una persona deceduta. Il fatto avvenuto il 24 marzo scorso e denunciato dai familiari di Carlo Lombardi. Il figlio Salvatore, funzionario del Mef, in una lettera inviata alla direzione ospedaliera, alla Procura della Repubblica e al governatore Vincenzo De Luca ricostruisce la vicenda insieme alla denuncia del 25 marzo presso il commissariato di polizia dell’Arenella.

“Mentre il resto della mia famiglia era nella camera mortuaria dell’Ospedale Cardarelli a vegliare la salma di mio padre Carlo Lombardi – scrive Salvatore – venuto a mancare nella notte precedente, il sottoscritto si è dovuto destreggiare tra vari plessi del nosocomio, rimbalzato tra i vari reparti e presidi, alla ricerca (vana) degli effetti personali di mio padre”.

Carlo Lombardi arriva al Cardarelli con un’ambulanza privata il 21 marzo in codice rosso, a causa del peggioramento improvviso e imprevisto delle proprie condizioni di salute, relative a patologie del fegato.

“Mio padre era stato accompagnato, in ambulanza, da mia madre – continua Salvatore – la quale, come da procedure del Pronto Soccorso, non aveva potuto seguirlo all’interno del reparto; da quel momento nessuno della famiglia ha potuto rivedere in vita mio padre, spentosi pochi giorni dopo. Lo stesso 21 marzo mio padre, verso le ore 22: veniva trasferito nel reparto medicina d’urgenza, al 4° piano del fabbricato alle spalle del Pronto Soccorso; il decesso è stato registrato alle ore 22:30 del giorno 24 marzo”

“In merito agli effetti personali di mio padre – aggiunge Salvatore – al momento del trasporto al Pronto Soccorso, questi consistevano nell’abbigliamento (pantaloni elasticizzati e felpa, maglietta, indumenti intimi), due coperte utilizzate durante il trasporto in ospedale, e una catenina in oro con ciondoli (un crocifisso e un cornetto portafortuna, anch’essi in oro); in particolare mio padre aveva per quest’ultima un profondo attaccamento, non separandosene mai, in quanto regalo di sua madre”.

A questo punto per i familiari di Carlo Lombardi inizia un vero e proprio ping pong tra i reparti con la speranza di ritrovare gli effetti personali tra il Pronto soccorso e il reparto di Medicina d’urgenza.  Dopo una serie di risposte evasive dei vari operatori contattati, scatta la denuncia.

“Si domanda, quindi, di porre in essere tutte le azioni possibili per stroncare questo fenomeno indecoroso, che infanga anche l’azione dei tanti che provano a impegnarsi nel garantire una assistenza dignitosa ai malati, nonostante le croniche difficoltà e le deficienze strutturali in cui versa il nostro sistema sanitario. In una struttura sanitaria un paziente, che vive già lo sconforto della malattia, non può doversi preoccupare anche della sicurezza dei propri effetti personali. Nel caso di mio padre, fra l’altro, stiamo parlando di una persona affidata alla assistenza del Servizio Sanitario Pubblico in uno stato di incoscienza, impossibilitata in ogni modo a difendersi; l’azione di certi individui, che passano sopra i sentimenti e la vita delle persone senza alcuna remora, non può essere ignorata”, conclude Salvatore Lombardi.

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