LEGGE ROGNONI-LA TORRE, 40 ANNI DOPO: A PALERMO SE NE PARLA AL “PALAZZO DELLE AQUILE”

Si svolgerà a Palermo l’8 aprile alle 16, nella “Sala delle Lapidi” del Palazzo delle Aquile, l’incontro “40 anni della legge Rognoni-La Torre. L’evento, organizzato dalla “Associazione per onorare la memoria dei Caduti nella lotta contro la mafia” e dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Palermo, vede la collaborazione di “Partecipa Palermo”, della “Associazione internazionale Joe Petrosino”, della “Unione degli Ordini Forensi di Sicilia” e della Presidenza nazionale della “A.N.S.I.”.

L’incontro sarà introdotto dal Sen. Carmine Mancuso, presidente dalla “Associazione per onorare la memoria dei Caduti nella lotta contro la mafia”. Relazioni a cura del dott. Antonio Balsamo, Presidente del Tribunale di Palermo, del prof. Francesco Callari, docente di Ordinamento giudiziario di Unipa, dell’avv. Nino Caleca, penalista e dell’avv. Gioacchino Genchi, penalista.

Sono previsti gli interventi del dott. Leopoldo Laricchia, Questore di Palermo, del dott. Vincenzo Terranova, Presidente della Corte d’Assise di Palermo, dell’avv. Giuseppe di Stefano, Presidente “Unione Ordini Forensi di Sicilia”, del dott. Marco Romano, direttore “Giornale di Sicilia”, dell’avv. Antonello Armetta, Presidente del “Consiglio Ordine degli Avvocati” di Palermo e del dott. Leonardo Agueci, già Procuratore Aggiunto di Palermo. L’incontro sarà moderato dal dott. Lillo Miceli, giornalista.

La legge n. 646, del 13 settembre 1982, nota come legge “Rognoni-La Torre“, introdusse per la prima volta nel codice penale la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” (art. 416 bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali. Alcune intuizioni del progetto iniziale di Pio La Torre furono sviluppate solo nella normativa successiva, come quella introdotta con la legge n. 109 del 1996 che prevedeva il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati, con un duplice obiettivo: impedire il loro recupero da parte delle organizzazioni criminali; restituirli alla collettività per rendere concreto, effettivo ed evidente il ripristino della legalità e della dignità”.

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