PERQUISIZIONE NELLA SEDE USB A ROMA, PRESIDIO A NAPOLI. SOLIDARIETÀ DA SINDACATI E SINISTRA

Una denuncia telefonica, una perquisizione a colpo sicuro, una pistola che salta fuori dallo scarico di un water. È la sintesi dell’operazione dei carabinieri andata in scena ieri mattina contro l’Unione Sindacale di Base. Poco prima delle 11 i militari si presentano nella sede nazionale di USB, in via dell’Aeroporto 129 a Roma, pretendendo di operare un’ispezione alla ricerca di armi, segnalate telefonicamente da un anonimo al mattino presto.

I dirigenti USB attivano lo staff legale del sindacato e i parlamentari di ManifestA. Si chiede ai militari presenti, che invocano la procedibilità senza mandato in forza dell’articolo 4 della legge 152/1975, un provvedimento scritto dell’autorità giudiziaria.

Le forze dell’ordine vanno a colpo sicuro. L’anonimo segnalatore ha indicato dove trovare “le armi”: lo scarico di un water, “quello” scarico di “quel” water nei bagni riservati al pubblico maschile. Salta così fuori una pistola malamente avvolta nel cellophane e immersa nell’acqua.

USB denuncia “la chiara ed evidente macchinazione contro un sindacato conflittuale, una messa in scena che fa comodo a molti, troppi. I locali di via dell’Aeroporto sono quotidianamente aperti al pubblico, come tutte le sedi USB. Di certo l’ultimo posto in cui nascondere qualcosa, figurarsi delle armi. Di certo il primo posto in cui tentare il colpo di mano per screditare un’intera organizzazione e le moltitudini di lavoratori, di disoccupati, di precari, di senza casa che la supportano”.

Le reazioni

Solidarietà è arrivata da altri sindacati di base come il Si Cobas che parla di “atto infame e preoccupante”. A Napoli si è svolto un presidio davanti alla Prefettura che ha visto il sostegno di Potere al popolo

Anche il collettivo Gkn è intervenuto con una nota sulla pagina facebook: nel caso specifico non può sfuggire a nessuno che l’accusa a un sindacato nazionale di “nascondere armi” in una sede nazionale è di una gravità tale che di solito si accompagna con indagini approfondite, verifiche accurate. Ma in questo caso invece si trattava e si tratta evidentemente di una perquisizione “bufala” il cui scopo non è avvalorare l’accusa ma intimidire chi riceve la presunta accusa”.

Per il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo “la libertà di organizzazione sindacale è un caposaldo della democrazia costituzionale. È inaccettabile che un’organizzazione di lavoratrici e lavoratori che ha sempre agito alla luce del sole sia oggetto di un tentativo di criminalizzazione”.

Luigi de Magistris, presidente Dema ed ex sindaco di Napoli, ha espresso “vicinanza e solidarietà al sindacato USB con riferimento alla perquisizione eseguita dai carabinieri nella giornata di ieri.  Intendo testimoniare come sindacalisti, lavoratrici e lavoratori dell’USB sono sempre in prima linea per l’attuazione dei diritti costituzionali, la giustizia sociale, l’uguaglianza e la solidarietà.” 

“Si può constatare come negli ultimi tempi – continua de Magistris – forte è stata l’opposizione sociale della USB nei confronti delle politiche del Governo Draghi e netto il suo schieramento nel fronte pacifista contro la guerra, l’invio delle armi e l’aumento delle spese militari.  Auspico che la magistratura, nella sua autonomia e indipendenza, possa fare luce su un episodio che appare anomalo e che oggettivamente danneggia e rischia di delegittimare un sindacato che rappresenta un presidio democratico nel nostro Paese.”

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