NAPOLI, SCONTRI ANTI-LOCKDOWN: INDAGATI FIORE E ALTRI FN. STATUA DI MARADONA: AVVISI A 3 EX ASSESSORI

(g. m.) – Un anno e mezzo dopo la notte di Santa Lucia arriva la chiusura delle indagini della Procura di Napoli: 46 indagati per gli scontri durissimi tra il palazzo della Regione e il lungomare il 23 ottobre 2020 allo scadere del coprifuoco prima e della successiva zona rossa in piena pandemia.

Si riversarono in quelle strade diverse figure colpite dalle chiusure e dalle restrizioni: dalle partite Iva a lavoratori autonomi di diversi settore fino a tanti giovani e studenti. Sotto il palazzo della Giunta comunale scoppiò il finimondo: scontri, corpo a corpo, giornalisti e videomaker aggrediti.

L’inchiesta è affidata al pool di magistrati istituito dal procuratore Giovanni Melillo e composto dai sostituti procuratori Celeste Carrano, Luciano D’Angelo, Danilo De Simone e Antonello Ardituro; al termine delle indagini è stata delegata alle forze dell’ordine la notifica degli avvisi di conclusione

Frange di estrema destra e della criminalità organizzata furono subito nel mirino degli inquirenti per la regia di scontri che ebbero il cappello politico di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, che mise un sugello sulla protesta e poi fu lui stesso protagonista dell’invasione nella sede nazionale della Cgil un anno dopo.

A soffiare sul fuoco anche frange della camorra interessate a non far chiudere le attività commerciali e sospendere gli affari collaterali della microciminalità. Nel mirino, infine, sono finiti tra gli indagati anche esponenti delle sigle studentesche autonome dei centri sociali e del sindacalismo di base nonostante che le proteste anti-lockdown e anti-green pass della galassia della sinistra radicale abbiano avuto altre dinamiche e rivendicate in modo chiaro: solo due giorni dopo ci furono le tensioni in piazza dei Martiri con il Si Cobas.

Da questa inchiesta, poi, è partito il filone ancora più scottante perchè vede indagati 3 ex assessori comunali dell’Amministrazione de Magistris: Eleonora De Majo, Giovanni Pagano e Ciro Borriello (quest’ultimo attualmente consigliere comunale) e con loro Egidio Giordano, compagno della De Majo ed ex assessore alla terza municipalità. L’accusa riguarda una turbativa d’asta per presunte pressioni sulla realizzazione della statua di Maradona.

Questa inchiesta fa già parlare per l’ampiezza delle accuse in una fase di grandi tensioni sociali in piena pandemia e per il coinvolgimento di esponenti politici ex Dema, arancioni e attuali 5 Stelle. Gli eventuali sviluppi dovranno chiarire tutte le eventuali responsabilità e intanto arrivano accuse di una “montatura” per colpire chi a sinistra scende in piazza o porta avanti vertenze conflittuali.

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