NAPOLI EST: IL FUOCO, I ROM E IL DEGRADO NELLA TERRA DI NESSUNO A GIANTURCO DOPO IL MEGA ROGO

G. M. – Il fuoco, i roghi, le periferie, i rom. Un poker d’assi di degrado e capri espiatori di una Napoli che ciclicamente rivede le stesse scene, ripropone la stessa indignazione e le stesse promesse. Ieri il mega rogo dell’ex mercato ortofrutticolo di Gianturco ha due vittime: l’ambiente e la salute.

“Si tratta di una prima risposta di emergenza per i soggetti più fragili, nuclei familiari con anziani, minori e pazienti oncologici ai quali abbiamo offerto posti letto e pasti. Altre 80 persone sono invece ancora da collocare, in queste ore stanno entrando nei luoghi dell’incendio per cercare di recuperare le loro cose che si sono salvate dalle fiamme. Oggi pomeriggio ci sarà una nuova riunione operativa col servizio Welfare, con la protezione civile, con l’assessorato alla Sicurezza, l’assessorato all’Urbanistica e con i Gesuiti per valutare come collocare in maniera dignitosa le altre persone”. Lo ha detto l’assessore al Welfare del Comune di Napoli, Luca Trapanese, il giorno dopo l’incendio nell’ex Mercato ortofrutticolo del Centro direzionale comunicando che le prime 50 persone sono state sistemate nell’ex scuola Grazia Deledda.

Una proposta arriva dal consigliere municipale Armando Simeone: “una proposta concreta potrebbe essere qualche fabbricato di proprietà del Comune attualmente sgombro, come l’edificio di Via Rossaroll ( ex anagrafe centrale). Insomma, si cerchi di dare dignità a queste persone, offrendo servizi e tutela, anche sotto l’aspetto sanitario ed istruzione per i minori”.

Per la Lega di Salvini la ricetta è molto più semplice e la spiega Severino Nappi: “non serve a nulla indignarsi e mostrare preoccupazione dopo che si è registrato il peggio, occorre invece attivarsi subito con gli sgomberi e la riqualificazione di zone che vanno strappate all’illegalità e all’abbandono. Non c’è altra soluzione”.

Promette battaglia invece Potere al popolo che punta il dito contro la scelta dell’attuale Amministrazione che ha confermato l’inidirizzo della precedente su un impianto di rifiuti nell’area est: “con l’avvicinarsi della stagione estiva assisteremo alla ripresa di questi “strani incendi” su cui mai nessuna inchiesta ha stabilito cause e responsabilità mentre la popolazione del territorio è sottoposta a questa autentica forma di avvelenamento di massa e di produzione di morte. Da tempo si susseguono passerelle istituzionali circa la necessità urgente di una Bonifica del territorio e di una sua salvaguardia ambientale. Da tempo sia i vari Governi nazionali che i vari Enti si prodigano in dichiarazioni, promesse di piani risolutivi e di interventi radicali. In realtà è tutto fermo. Anzi, come stabilito recentemente dalla nuova Amministrazione Comunale di Napoli, si decide di localizzare a Napoli Est l’ennesimo impianto di trattamento dei rifiuti in un contesto territoriale e sociale che necessiterebbe di ben altri interventi”.

Ponticelli 2008: incendi campi rom via Argine. Agosto 2021: incendi campi rom Barra e Scampia. Maggio 2022: a Gianturco la stessa scena dello stesso film in una città che in 15 anni sa digerire tutto affinché nulla cambi.

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