SALERNO, L’ALLARME DEL SINDACATO MEDICI ITALIANI: “CARENZA PERSONALE SULLE AMBULANZE”

“Abbiamo scritto in merito alla carenza cronica di personale medico sulle ambulanze, allo svuotamento e chiusura dei presidi di continuità assistenziale e alla continua esposizione all’aggressione del personale medico al direttore generale dell’Asl Salerno, Mario Iervolino, al direttore sanitario aziendale Asl Salerno, Ferdinando Primiano, e al direttore sanitario UOC Emergenza Asl Salerno, Domenico Violante”.

È quanto annuncia, in una nota, il segretario provinciale del Sindacato Medici Italiani, Pasquale Contaldi. Lo Smi, spiega, “denuncia la continua carenza di personale medico a bordo delle ambulanze. Questa carenza, costringe spesso la centrale del 118 a richiedere ai medici di Continuità Assistenziale di provvedere all’accompagnamento di pazienti in autombulanza. Per lo stesso motivo, inoltre, sempre più spesso il medico di pronto soccorso è costretto ad accompagnare il paziente durante il trasferimento ad un altro nosocomio. L’allontanamento dal posto di lavoro produce una ulteriore mancanza di disponibilità locale alle emergenze. L’allontanamento del sanitario dal posto di lavoro, inoltre, lo espone all’aggressione della popolazione che non trova risposta alla domanda di assistenza”.

È per queste ragioni, prosegue Contaldi, che “chiediamo ai responsabili della sanita di Salerno di predisporre adeguati percorsi di formazione dedicati all’assunzione di personale da destinarsi all’uopo e, nel frattempo, di assumere personale provvisorio per garantire la carenza dovuta alla mancata formazione. A tal fine, chiediamo in tempi ragionevolmente brevi, un tavolo di confronto sindacale, secondo quanto previsto dall’art.3 A.I.R. vigente (ex art 63 ACN)”. In attesa delle nuove assunzioni e della necessaria formazioni il sindacato propone di “provvedere ad ulteriori incarichi provvisori o ad allungare nel tempo gli incarichi già concessi, con un aumento del massimale orario limitato nel tempo, invece di continuare nella disastrosa chiusura di punti di servizio e nella riduzione delle risorse umane”.

Obiettivo per lo Smi è la possibilità di continuare a garantire i servizi. “Il tutto – concludono dallo Smi – lo si farà al prezzo di gravi sacrifici da parte di chi rimane in servizio e dell’utenza che otterrà per forza di cose prestazioni meno qualificate e più dilazionate: ancora una volta si lavorerà oltremodo solo sull’urgenza e nell’emergenza. Per superare questa seria condizione di fatto, necessita la concertazione sindacale, per migliorare i percorsi e nel ridurre e semplificare le procedure di accesso dei medici che vincono i concorsi ed infine favorire la mobilità dei professionisti”.

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