DRAMMA CASA NELLA PROVINCIA DI NAPOLI, UNIONE INQUILINI: “SIAMO A 8MILA SFRATTI ESECUTIVI”

Area metropolitana di Napoli, aumentano gli sfratti. “Servono nuove case popolari per superare l’emergenza sfratti nell’area metropolitana di Napoli e tornare alla normalità”, scrive in una nota Unione Inquilini.

Il blocco degli sfratti per finita locazione e morosità nel nostro paese è stato eliminato dal Governo il 31 dicembre 2021 e “subito sono ripresi gli sfratti con famiglie buttate, senza pietà, in strada”.

Nella sola area metropolitana di Napoli sono arrivati alla fase dell’esecuzione “oltre 8.000 sfratti e ben 16.000 esecuzione complessiva di provvedimenti di rilascio pendenti presso i vari tribunali”.

A questi dati ufficiali rilasciati dalle competenti autorità giudiziarie bisogna, secondo Unione Inquilini, “aggiungere le migliaia di sfratti già eseguiti con intimidazione da parte di tanti proprietari che si rivolgono ad amici degli amici per entrare subito in possesso dell’alloggio stante una morosità incolpevole dovuta all’emergenza sanitaria in corso e alla perdita di lavoro spesso in nero di tanti inquilini”.

Nei mesi scorsi la Prefettura di Napoli invitò le Organizzazioni Sindacali degli Inquilini, i Comuni, la Regione e la proprietà edilizia a sottoscrivere un protocollo d’intesa che non si limitasse solo all’osservazione del dramma umano e sociale dello sfratto ma che si impegnasse a trovare una soluzione alloggiativa alternativa alla strada: “il Protocollo d’intesa proposto dalla Prefettura sei mesi fa allo stato attuale dei fatti non è stato ancora sottoscritto dalle organizzazioni sindacali della proprietà, degli inquilini e dalle istituzioni e questo è un ritardo inaccettabile e incomprensibile visto che altre città ( Bologna Firenze ) lo hanno già sottoscritto. Il problema resta sempre lo stesso, al dramma degli sfratti bisogna dare risposte abitative concrete e non promesse”.

Nei fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza “bisogna trovare risorse economiche e finanziarie aggiuntive che devono sostenere lo sforzo di incrementare il patrimonio abitativo pubblico senza altra colata di cemento”.

“Bisogna recuperare e riconvertire patrimonio abitativo pubblico abbandonato – prosegue il sindacato degli inquilini – incentivare e punire proprietari che non affittano per pura speculazione finanziaria, abbattere edilizia vecchia, decadente e putrefatta e al loro posto costruire nuovi fabbricati di edilizia residenziale pubblica”.

“Bisogna intervenire sui vecchi centri storici delle mille città del nostro universo metropolitano per riqualificare , recuperare e restituire la vecchia bellezza di questi luoghi deturpati dal cemento selvaggio. Bisogna mobilitarsi per fronteggiare le varie emergenze abitative e trovare soluzioni adeguate per passare dall’emergenza alla normalità”, conclude la nota.

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