NAPOLI, ARRIVA IL MINISTRO FRANCESCHINI E SCATTA LA PROTESTA: “LA CULTURA NON SI SVENDE”

Domani 16 giugno alle 18 in piazza Municipaio le associazioni, comitati e beni comuni scendono in piazza in occasione della visita del ministro Franceschini con i ministri della cultura del Mediterraneo. Lo rende noto in un comunicato il Gridas di Scampia che da mesi si mobilita contro l’imminente provvedimento di sfratto dai locali del rione Monterosa.

“In una città dove continua imperterrito il percorso verso la privatizzazione degli spazi culturali – è scritto nella nota – dove si assiste alla perdita di partecipazione democratica, la protesta delle associazioni non si ferma. Il presidio, previsto inizialmente in piazza del Plebiscito, è stato spostato in piazza Municipio, sempre alle h 18:00, poiché non è stata concessa l’autorizzazione ad avvicinarsi alla piazza”.

“Palazzo Reale, in cui si terrà l’incontro internazionale, ospita oltre agli appartamenti storici la Biblioteca Nazionale – aggiungono associazioni e comitati – in questi mesi minacciata da un inutile e dannoso spostamento a Palazzo Fuga (Albergo dei poveri), con l’intenzione di sradicarla dalla sua sede storica per mettere a reddito i suoi meravigliosi spazi. La biblioteca e il palazzo reale saranno inoltre chiusi al pubblico in vista dell’incontro, a danno di fruitori, ricercatori e visitatori. Blindata anche tutta la piazza, senza possibilità neppure di passeggiare”.

“Assistiamo giorno dopo giorno a scelte calate dall’alto dal ministro Franceschini – sottolineano – che vuole lo spostamento della Biblioteca Nazionale, o l’alta velocità a Pompei – per alzare ancor di più i folli numeri delle presenze nel sito. Nel frattempo il sindaco Manfredi svende il patrimonio pubblico e crea inutili Fondazioni di gestione”.

“Attiviste e attivisti scenderanno in piazza per dire no alla privatizzazione del patrimonio pubblico napoletano, per ribadire il dissenso verso una falsa partecipazione alle politiche culturali cittadine, per chiedere investimenti strutturali nella cultura e per scongiurare il declassamento di fatto della Biblioteca Nazionale”, conclude la nota.

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