CROTONE, IL CASO DEL NUOVO AVVISO PER LA CONSULTA COMUNALE POLITICHE SOCIALI: PARLA SESTITO

Oggi scade il termine fissato dal Comune di Crotone, mediante apposito Avviso, per la presentazione della manifestazione di interesse per la partecipazione alla Consulta comunale delle politiche sociali e qualità della vita. Sulla vicenda interviene Filippo Sestito di Un’altra Calabria è possibile.

“Un piccolo particolare sfugge alla nostra comprensione e visto che nessuno parla abbiamo alcune domande da porre. Che fine ha fatto il precedente Avviso che poneva la scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse per la costituzione della Consulta comunale delle politiche sociali e qualità della vita a gennaio 2022? Chi ha partecipato già a quell’avviso ed ha inoltrato la documentazione richiesta, ha ricevuto qualche comunicazione in merito? Chi ha partecipato già a quell’avviso ricevendo dall’amministrazione comunale formale richiesta di integrazione della manifestazione di interesse con ulteriori specifiche sull’attività svolta ed ha provveduto, ha ricevuto qualche comunicazione in merito?”

Queste le domande che pone Sestito. E poi continua: “a noi non risulta per cui ne ricaviamo che, senza tenere in considerazione gli atti ufficiali pregressi e soprattutto le manifestazioni di interesse già trasmesse dagli enti del terzo settore interessati, il Comune ha deciso di emanare un nuovo avviso con regole di accesso differenti. Già perché nel frattempo il regolamento della Consulta delle politiche sociali e qualità della vita è stato modificato, e cosa è stato modificato?E’ stato modificato l’art. 7 che prevede per la composizione, oltre alla presenza dell’Assessore ai Servizi Sociali e di due consiglieri comunali come da precedente formulazione, il presidente della commissione consiliare competente in materia di politiche sociali ed altri due consiglieri comunali per un totale di quattro.A relazionare sulla modifica del regolamento proprio il consigliere figliol prodigo Corigliano, prima dissidente ed oggi strenuo difensore della giunta Voce”.

Sestito poi aggiunge: “Come mai è necessaria questa massiccia presenza di consiglieri comunali in un organo consultivo? Non sarà solo ed esclusivamente per una questione di “controllo” dell’attività, vogliamo sperare. Forse il motivo è la necessità di dare posti e posticini al sole per qualche consigliere affamato di visibilità. In più, le modifiche apportate al regolamento, hanno cancellato alcuni requisiti previsti per l’accesso alla consulta ovvero la dimostrazione di essere attiva da almeno 5 anni e di essere operativa, con gestione diretta di progetti e/o servizi, negli ultimi tre anni. Come mai? Forse perché i requisiti indicati non erano di gradimento dell’amministrazione comunale? E’ possibile visionare l’elenco degli enti che avevano già presentato la manifestazione d’interesse per partecipare alla Consulta in risposta al precedente avviso e quelli attuali?”.

Alle tante domande in attesa di risposta Sestito conclude con un’ultima riflessione, poi, sul modello di funzionamento: “tra gli Organi della Consulta non figura il coordinamento o un equivalente organo ristretto formato dai componenti l’assemblea che certamente avrebbe consentito un migliore lavoro sia in relazione alla funzione consultiva che in relazione alla funzione propositiva. Considerato che si è comunque proceduto ad una modifica del Regolamento, come mai non si è pensato di introdurre un’articolazione del genere? Il rischio concreto è che si pregiudichi l’effettiva operatività della Consulta svuotandola di ogni significato rendendo questo importante organismo solo apparenza, o peggio uno strumento sotto il diretto controllo dell’amministrazione comunale, certificando l’ennesima occasione persa anziché consentire una reale partecipazione del terzo settore alla vita della comunità”.

“Infine, ci rivolgiamo alle forze autenticamente democratiche presenti in consiglio comunale chiedendo loro di vigilare sui lavori del consiglio e delle commissioni, ascoltare le forze sociali e svolgere appieno il ruolo di rappresentanza degli interessi reali dei cittadini crotonese, principalmente delle fasce sociali che necessitano di maggiore attenzione e tutela”, conclude Sestito.

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