NAPOLI, “A LEZIONE DI INCLUSIONE” CON LA STORIA DI SIMONA: AL GAY PRIDE PROF E STUDENTI CON I-KEN

Ci saranno insegnanti, studenti e studentesse delle scuole di Napoli dietro lo striscione di I-Ken al Gay Pride di domani. “A lezione di inclusione” dove trans, gay, lesbiche ed etero sono “tutti alunni miei”. Infatti l’associazione diffonde la testimonianza della professoressa Simona Fatima Cira Aiello che racconta il suo percorso di transizione.

“Non è stato sempre facile trovare il giusto compromesso fra il viaggio di transizione, il mondo che mi circondava e quello lavorativo. Tuttavia man mano che il mio corpo cambiava non ho avuto impellenti necessità di apparire subito donna ma è avvenuto spontaneamente senza il bisogno di ricorrere a strategie di copertura. Le paure e le incertezze sono state tante e molte. In fondo tutte le persone che mi conoscevano nella vita precedente e le stesse del mondo lavorativo di cui facevo parte, avevano solamente necessità di abituarsi a vedere e vivere non più un uomo nel corpo ma una donna che diveniva lentamente tale. Il graduale processo di adattamento alla nuova vita e la paziente attesa di diventare ciò che ho sempre sognato, ha creato situazioni positive e favorevoli. La manifestazione lenta e per gradi della mia nuova identità di genere, non ha creato fratture di continuità, anzi ha predisposto nuove connessioni fra ciò che stavo divenendo e le realtà di sempre. Gli stessi alunni dopo qualche tempo, vedendo la loro prof mutare, giorno dopo giorno, veniva loro di chiamarmi, con assoluta naturalezza, professoressa. Di fronte alla evidente nascita di un nuovo corso delle cose e di diversa considerazione del sé della propria insegnante, non sono mai intervenuta con atti correttivi. In fondo la mia transizione non è stata una scelta, ma soltanto un riadeguamento del mio corpo a ciò che conteneva l’anima. I miei colleghi, ad esempio, mi hanno vissuta con positività e accettazione, in quanto non sono stati colpiti da un pugno nell’occhio, come fa un fulmine che squarcia il sereno. Hanno visto la loro collega trasformarsi, con grande senso di responsabilità e di rispetto sia per loro che per la comunità educante tutta.

Sono sempre stata spontanea nei miei atteggiamenti e proponimenti. Il mio lento divenire trasformativo, ha permesso a tutti, ma soprattutto a me stessa, di creare un ponte, una continuità fra quello che ero stato e la diversa me che diveniva quotidianamente. Le persone che ci circondano, che ci vivono, guardano al rispetto e alla cura per noi stesse, al valore che si dà al viaggio di trasformazione, impegnativo e doloroso, come la transizione. A tal fine non si è fatto presente di fare una scelta tra l’accettazione e la negazione. Quando di fronte ci si trova qualcuno come me che ha saputo amarsi ed è stata pronta ad amare il proprio mondo, il proprio lavoro e i legami nuovi e di sempre, proprio come ho fatto io.

Un giorno la mia psicanalista mi disse: ‘Simona lei è un nuovo modello di transessualità’. Con il tempo e con la dovuta riflessione delle sue parole, oggi, sento di affermare, con molta umiltà, che aveva proprio ragione”.

Appuntamento domani in piazza a Napoli per la tappa del pride month, l’orgoglio Lgbtq che ha attraversato il Paese per tutto il mese di giugno.

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