NAPOLI, SANITÀ 20/30. GOVERNATORE MOLISE TOMA: “DE LUCA HA RAGIONE, AGGIUSTARE CRITERI RIPARTO”

“Io sono convinto che un aggiustamento dei criteri vada fatto, De Luca non ha tutti i torti, anzi”. La pensa così Donato Toma, governatore del Molise e componente dell’ufficio di presidenza della Conferenza delle Regioni, che ha parlato con i giornalisti a margine dell’iniziativa Laboratorio Sanità 2030 in corso a Napoli, a Città della Scienza.

“Però – avverte – anche gli aggiustamenti, anche la messa a terra di nuovi criteri va progressivamente attuata perché ci sono Regioni che potrebbero avere degli sconvolgimenti in materia di attribuzione di risorse. Una di questa è proprio la mia, il Molise, che ha una popolazione molto anziana. Ribaltare il criterio, cioè ripartire in base alla popolazione più giovane, potrebbe creare dei problemi a queste regioni che hanno una popolazione ultra 65enne in percentuale maggiore rispetto al resto. Il criterio di riparto, la quota di accesso, dovrebbe essere la sintesi di diversi criteri: quello del numero della popolazione, quello della cronicità delle malattie che nelle popolazioni superiori a 65 anni è maggiore, quindi c’è più richiesta di sanità, quello, per noi importantissimo, che è la densità di popolazione. Un altro importantissimo – conclude Toma – è l’orografia del territorio”.

Poi ha aggiunto:  “ci aspettiamo la rapidità, ma questo dipende molto dalle Regioni, di messa a terra dei progetti e ci aspettiamo una sanità migliore e più efficiente che vada incontro alle esigenze dei cittadini”.

Cosa ha detto De Luca

“Sul personale siamo in condizioni drammatiche, tra personale medico già contagiato e assente dai reparti, piano ferie che dobbiamo fare, pensionamenti che ci sono, l’aumento incredibile dei contagi. Ma a Roma viaggiano fra le nuvole, sono totalmente estranei a questi problemi concreti. Poi c’è il problema specifico della Campania, che continua ad essere derubata ogni anno di 220 milioni di euro perché il criterio del riparto è delinquenziale. Abbiamo posto il problema, che è molto semplice: la stessa dignità e le stesse risorse per ogni cittadino italiano, non mi pare una linea eversiva ma semplicemente corretta”.

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