NAPOLI ALLA FINESTRA – PARLA ANTONIO BASSOLINO: “CRITICO MANFREDI, SERVE RAPPORTO CON LA VITA QUOTIDIANA”

Giuseppe Manzo – “Napoli alla finestra” è il titolo di un ciclo di interviste per capire lo stato della città e di chi la amministra. Alla finestra come quando si sta fermi a vedere ciò che succede e a fissare un punto: questo appare lo stato d’animo di una Napoli stremata e incapace di affrontare le questioni urgenti per il suo futuro perdendosi in ridicoli dibattiti su panni stesi, pizza e putipù.

Oggi il confronto è con il presidente Antonio Bassolino che dopo la corsa per tornare a Palazzo San Giacomo oggi siede in Consiglio comunale con lo sguardo attento e puntuale sui problemi della città: in questa intervista a tutto campo parla di trasporti, periferie, cultura, Pnrr e anche del destino della sinistra italiana.

Presidente Bassolino, a nove mesi dall’insediamento della nuova Amministrazione la città sembra smarrita tra problemi e annunci di soluzioni: lei più volte ha lanciato moniti su diversi temi, a partire dalla mancanza di una visione di città. Qual è il suo giudizio?

Nove mesi non sono molti ma neppure pochi. È infatti consuetudine fare un realistico e provvisorio bilancio dopo i primi 100 giorni ma da parte della nuova giunta questo non è avvenuto ed invece bisogna sempre cercare di parlare e di dialogare con la città. Per ora il mio è un giudizio critico, pur tenendo ben conto di tutte le difficoltà, e mi riferisco sia ad una inadeguata attenzione alla vita quotidiana delle persone sia al non riuscire a suscitare ancora un sentimento di partecipazione.

Il sindaco Manfredi le ha dato ragione sui grandi eventi: non solo lungomare ma anche le periferie che restano fuori dal circuito del flusso turistico. Lei ha più volte indicato la Mostra d’Oltremare: è la strada giusta o si rischia un diktat come per il Pizza Fest?

Mi fa naturalmente piacere che il sindaco Manfredi abbia tenuto conto delle considerazioni che ho portato avanti in consiglio comunale e con interviste e dichiarazioni pubbliche. Dobbiamo stare attenti. Gli eventi sono importanti e proprio per questo, e soprattutto quelli molto affollati, devono svolgersi nei luoghi più adatti. Una particolare attenzione e tutela sono doverose per il nostro lungomare che è un luogo davvero delicato. Per diverse iniziative possiamo utilizzare, come già è avvenuto in passato, la Mostra d’Oltremare ed in questo modo contribuiamo a rilanciarla propio nelle sue naturali funzioni. Ma eventi significativi possono tenersi in piazza Mercato, nell’area di Agnano, nel centro direzionale, ed anche a Scampia e tra S. Giovanni e Pietrarsa.

A proposito di periferie. Ad est e ad ovest ci sono due faide sanguinose, l’omicidio brutale del 27enne Adrea Covelli e le stese a Ponticelli. In questo contesto si registra anche una violenza urbana molto pericolosa, soprattutto tra i minori: da dove deve partire un sindaco?

La violenza urbana è un problema enorme, da Napoli a Milano, da Roma a tante altre grandi aree urbane. Sono indispensabili i controlli di legalità da parte degli organi dello Stato e serve molto tutta una attività di prevenzione sociale, culturale, civile: altrimenti non ce la facciamo. È dunque necessaria, in primo luogo proprio su questi temi, una forte collaborazione tra tutte le istituzioni – Comune, Regione, Governo – e tra loro e il mondo del volontariato e della solidarietà. Anche nei quartieri più difficili sono tante le associazioni che svolgono un ruolo positivo che deve essere più riconosciuto e valorizzato.

Il Pnrr. Tanti gli allarmi sul pericolo infiltrazioni e anche su come si gestiscono questi fondi in modo efficace: la macchina comunale che lei conosce bene è in grado di gestire i progetti? Basteranno le future assunzioni dei “cervelli”?

Avremo a disposizione, nei prossimi anni, risorse importanti, europee e nazionali. Dobbiamo saperle utilizzare, rafforzando le macchine amministrative, e facendo in mondo che ai finanziamenti pubblici si aggiungano investimenti privati ed imprenditoriali in modo da creare una grande massa critica. Per Napoli e per il Mezzogiorno è una occasione irripetibile, e guai a perderla o a sprecarla. Attenzione, dunque, ed occhi aperti sui tentativi della camorra e della criminalità organizzata di mettere le mani su progetti e opere che sono fondamentali per il nostro futuro: l’esperienza del dopo terremoto ci deve essere sempre di monito.

Trasporti. Lei corre tanto e prende i bus, ha un osservatorio diretto tra le persone. Dai collegamenti con Capodichino alle linee urbane fino allo scontro sull’Eav: l’azienda unica regionale è la soluzione di questa crisi?

Quello dei trasporti è uno dei temi più sentiti, come mi conferma l’esperienza di tutti i giorni quando prendo il bus, la metro, la funicolare. Sono tante le donne e gli uomini che per spostarsi da una parte all’altra della città impiegano tempi ingiusti. Ecco: il trasporto pubblico dobbiamo intenderlo come un moderno diritto di cittadinanza e per questo si devono rafforzare tutti i soggetti interessati, su ferro e su gomma: nazionali, regionali, cittadini e metropolitani.

Da sindaco diede centralità alla cultura e agli spazi culturali, a partire dall’Istituto degli studi filosofici. Oggi resta un punto cruciale per Napoli? O gli accademici e l’ “intellighenzia” devono sentirsi più responsabili sul cambiamento della città, non solo indicarlo?

La cultura è la nostra principale risorsa produttiva e civile. Proprio in questi giorni ricorre l’anniversario del G7 e Napoli fu protagonista presentandosi come una città aperta al mondo e consapevole della sua storia. Anche per questo penso che Manfredi debba nominare come assessore alla cultura una figura autorevole e riconosciuta, che possa aiutarlo e coadiuvarlo nell’impresa di puntare sulla cultura come nostro principale punto di forza.

Presidente, per concludere: quali sono le sue priorità che devono essere realizzate entro la fine del 2022 da questa Amministrazione?

È la concretezza, il rapporto con la realtà la vera priorità che deve darsi l’amministrazione comunale: buche stradali e marciapiedi impraticabili, manutenzione ordinaria e straordinaria, verde pubblico e parchi, primi miglioramenti nel sistema dei trasporti, politiche sociali da portare avanti assieme a Regione e Governo verso i nuovi e i vecchi poveri che sono cresciuti nelle più diverse parti della città e della nostra area metropolitana. È così che poi si può creare quella fiducia verso le istituzioni che è non meno importante delle risorse finanziarie ed è così che si può costruire meglio un futuro di nuovo sviluppo economico e civile.

Un’ultima domanda, dovuta per la sua storia politica: verso le prossime elezioni politiche la sinistra in questo Paese andrà incontro a una sconfitta o ad un’occasione per una sua vera ricostruzione?

La partita delle prossime elezioni politiche è tutta aperta, e molto dipende da come le varie forze politiche si muoveranno nei prossimi mesi. Per me il futuro della sinistra e di un moderno centrosinistra dipendono in primo luogo dai legami, che devono essere molto rafforzati, con la società: la sinistra è tale se il suo radicamento è nel mondo del lavoro e nelle fasce sociali più deboli.

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