NAPOLI ALLA FINESTRA – PARLA CATELLO MARESCA: “AFFRONTARE QUESTIONE SICUREZZA: TASER AD AGENTI E CONTROLLO PNRR”

Giuseppe Manzo – “Napoli alla finestra” è il titolo di un ciclo di interviste per capire lo stato della città e di chi la amministra. Alla finestra come quando si sta fermi a vedere ciò che succede e a fissare un punto: questo appare lo stato d’animo di una Napoli stremata e incapace di affrontare le questioni urgenti per il suo futuro perdendosi in ridicoli dibattiti su panni stesi, pizza e putipù.

Oggi il confronto è con il magistrato Catello Maresca, candidato sindaco alle scorse elezioni e attuale consigliere comunale a capo dell’opposizione di centrodestra. Presiede l’Osservatorio di monitoraggio sui fondi del Pnrr al Comune.

Lei presiede l’Osservatorio sul Pnrr che è la grande sfida e opportunità per la città. Ha più volte denunciato il rischio infiltrazioni e alcuni progetti, come quelli per i parchi e per l’Abc, sono andati a vuoto. Qual è la situazione?

Purtroppo il rischio di perdere fondi esisteva e si sta concretizzando. Temo non finirà qui. Il vero problema sarà spendere questi soldi e farlo bene. In questi pochi mesi di attività mi sono reso conto che il problema vero del Meridione non è la disponibilità di risorse economiche, ma l’organizzazione e la qualità delle risorse umane. Da questo punto di vista c’è ancora molto da lavorare

La sicurezza. C’è una recrudescenza di violenza urbana e di una illegalità diffusa, spesso legata alla crisi sociale post covid ma anche a radicate consuetudini che a Napoli diventano legge. Lei è favorevole al taser per la polizia municipale: è uno strumento che crea anche molte polemiche. Cosa serve secondo lei?

La questione sicurezza è maledettamente seria e va affrontata con decisione e fiducia. Tentennamenti e ulteriori mosse false sarebbero letali. La camorra ha iniziato la guerra per il controllo del territorio che significherà anche controllo degli appalti e delle iniziative economiche più importanti. Occorre subito una legge speciale per Napoli, prima che la situazione diventi irrimediabilmente compromessa. La camorra deve capire subito che non ci sarà spazio per i suoi loschi affari e che il PNRR non sarà, come accaduto per il passato in situazioni emergenziali simili, un piatto succulento nel quale mangiare fino a strafogarsi. La strategia da mettere in campo è una e noi abbiamo scritto metodi e strumenti. In primo luogo deve essere riaffermato il primato della legalità attraverso il presidio del territorio, razionalizzando le risorse disponibili e impiegando se necessario l’esercito con regole di ingaggio chiare. Anche la polizia locale – con le sue oltre mille unità – in questo deve fare la sua parte, con le nuove dotazioni (taser/pistole a impulsi elettrici) che presto dovranno essere adottate. Occorre poi un profondo controllo sugli appalti per la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Da questo punto di vista segnali importanti arrivano dalle istituzioni con la decisione, adottata dal Consiglio comunale su nostra proposta, di istituire una sede distaccata del ministero per il Sud a Napoli, con funzioni di impulso e monitoraggio costante. Ma occorre ora far capire concretamente che non ci sarà spazio per i camorristi e i loro prestanome, che le procedure saranno controllate e assolutamente trasparenti. Il messaggio deve essere chiaro e ben visibile: via la camorra dalla nostra terra e giù le mani dal futuro dei nostri figli

I trasporti sono un vulnus che a Napoli mette a rischio non solo la vivibilità e la mobilità sostenibile ma anche il turismo che è la principale fonte economica cittadina: cosa fare?

Purtroppo il trasporto è uno dei problemi atavici a Napoli. E non sembra esserci una strategia d’uscita dalla crisi profonda in cui i trasporti versano da anni. Anche qui non è una questione di soldi, che ci sono e vengono spesi, ma di organizzazione del servizio. Le ricadute sulla reputazione della città sono ovviamente negative e pesanti. Io andrei subito verso un sistema misto pubblico-privato. Solo così potremmo uscirne. Ma anche qui la mano della sinistra nella gestione o la mano nella gestione sinistra, che su questo settore sembra la stessa cosa, ha fatto il suo corso portando alla drammatica situazione attuale

Le periferie urbane vengono sempre messe in primo piano durante le elezioni. Ci sono alcuni progetti in campo ma da est a ovest della città a tenere banco sono le faide tra clan: cosa fare nell’immediato?

L’ho già detto: il presidio del territorio è la premessa fondamentale, al centro come nelle periferie. Ogni altra iniziativa, senza il controllo del territorio, è un inutile e costoso palliativo

La cultura non ha ancora un assessore. Su questo giornale Antonio Bassolino ha chiesto al sindaco di fornire subito una delega e intanto sembra che l’intellighenzia sia sempre più distante dai fatti della città: lei cosa pensa?

Non so se il problema sia solo la mancanza di un assessore. Il problema di quella che lei definisce “intellighenzia” è che non esiste, o, se esiste ancora, non si vede. La classe dirigente di questa città non si è mai particolarmente distinta negli ultimi 40 anni. Anzi, spesso è stata sopraffatta dai nuovi ricchi provenienti dalla provincia. Io vedo solo più o meno attrezzati gruppi di potere che proiettano i loro interessi sulle opportunità che la città offre. Manca una visione di insieme e manca un vero spirito critico costruttivo, aperto e proiettato davvero a realizzare l’interesse dei cittadini

Dal 1993, elezione diretta del sindaco, la città è sempre stata amministrata da sinistra e centrosinistra. Tornando indietro a Maurizio Valenzi è quasi mezzo secolo. Cosa manca al centrodestra o una coalizione moderata di conquistare palazzo San Giacomo? Napoli è un fortino inespugnabile della sinistra?

Se siamo in queste condizioni un motivo, facendo i dovuti distinguo,  sarà pure questo. Credo che per indole il popolo napoletano abbia bisogno di regole precise e polso fermo. E forse alcune amministrazioni di sinistra non sono state improntate proprio a questo principio. Neanche sotto il profilo economico mi sembra siano stati raggiunti grandi risultati, né tantomeno sul fronte del welfare. E questo fa ancora più riflettere, perché dovrebbe essere un cavallo di battaglia della sinistra. Si vede che tante cose non sono andate bene e tante persone non sono state adeguate. Ma alle ultime elezioni i napoletani hanno scelto ancora la sinistra. Vedremo come andrà a finire

Infine, quali sono secondo lei le priorità che questa Amministrazione deve portare a termine entro il 2022?

Sono le stesse del 2021 e degli anni precedenti, a cui le medesime amministrazioni di sinistra non hanno dato risposte. Peraltro con l’estate l’anno già volge al termine e temo che nulla di nuovo vedremo. Non ci sono risposte soddisfacenti sulla sicurezza, altrettanto si dica per la pulizia e il decoro urbano

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