NAPOLI ALLA FINESTRA – PARLA ANTONIO ASCIONE (ROTARY CLUB): “FIDUCIA IN MANFREDI, MODELLO TIRANA PER I TRASPORTI”

Giuseppe Manzo – “Napoli alla finestra” è il titolo di un ciclo di interviste per capire lo stato della città e di chi la amministra. Alla finestra come quando si sta fermi a vedere ciò che succede e a fissare un punto: questo appare lo stato d’animo di una Napoli stremata e incapace di affrontare le questioni urgenti per il suo futuro perdendosi in ridicoli dibattiti su panni stesi, pizza e putipù.

Dopo i rappresentanti politici di centrosinistra e centrodestra a parlare è la società civile. Oggi il confronto è con Antonio Ascione, socio fondatore e Presidente di SMS Engineering, azienda leader in Italia dell’Information and Communication Technologies Premio Nazionale per l’Innovazione, con sedi a Napoli, Roma, Firenze, Milano e Londra. Dal 4 luglio è presidente del Rotary Club Napoli.

Presidente Ascione, qual è il suo giudizio sull’attuale Amministrazione dopo i primi nove mesi della Giunta del sindaco Gaetano Manfredi?

Gaetano Manfredi è stato eletto sindaco di Napoli al primo turno con un risultato così importante e ampio che ha espresso chiaramente l’orientamento degli elettori, stanchi di vedere una Napoli abbandonata al proprio destino. Destino, che era praticamente segnato, visto il dissesto economico del Comune che è stato riscritto grazie alla famosa legge “salva comuni” che ha portato ossigeno nelle casse della città. Un risultato strategico importante, arrivato grazie e soprattutto alle capacità politiche del Sindaco e della sua Giunta. Capacità che sono totalmente mancate nella gestione precedente e che hanno portato Napoli all’isolamento sia dal governo centrale, che da quello regionale.

Il giudizio, quindi, è ottimo e le prospettive sembrano finalmente più rosee. Ovviamente i problemi da affrontare sono tanti, Mobilità, raccolta rifiuti e pulizia delle strade, gestione del verde, lavori pubblici sono problemi strutturali che richiedono tempo e una corretta pianificazione. Qualcosa lentamente si muove e noi napoletani attendiamo fiduciosi.

In questa pandemia la città è uscita non solo con l’attuale crisi economica e sociale ma vive una grande criticità criminale e della violenza urbana: cosa chiede alle istituzioni?

Rispondo in maniera volutamente provocatoria: dal punto di vista della letteratura le associazioni criminali sono degli esempi su come si applicano quei concetti di change management e rebranding. Infatti, la distribuzione a pioggia dei contributi del PNRR, i bonus edilizi, il reddito di cittadinanza, sono occasioni che la criminalità non si è fatta sfuggire. Nel frattempo, la criminalità, cogliendo la debolezza di alcune classi imprenditoriali, soprattutto quelle piccole, colpite in pieno dalla crisi economica post-pandemica, ha trovato terreno fertile su cui investire generando consenso e dipendenza, quindi controllo.

L’ultima relazione semestrale della Direzione Nazionale Antimafia ci informa proprio sul rafforzamento e sul consolidamento delle associazioni camorristiche.

Alle istituzioni chiediamo, pertanto, cose semplici, più controlli, più presenza sul territorio ma anche più istruzione e lavoro che sono gli anticorpi naturali alla criminalità. Inoltre, rendendomi anche impopolare, è necessaria l’abolizione del Reddito di Cittadinanza, o meglio, una sua rivisitazione, obbligando i percettori di tale reddito a svolgere attività lavorative per il bene della comunità. Ne trarremo vantaggio tutti e non avremo falsi bisognosi di reddito.

I trasporti sono un altro grande vulnus della vivibilità e soprattutto anche un problema per la prima risorsa economica cittadina: il turismo. Come si può colmare questo gap?

Anche questo è un grande tema che richiede risorse e tempo. Da tanti, troppi anni, stiamo attendendo il completamento delle linee metropolitane cittadine. Qualcosa si muove, anzi ciò che è ancorato al terreno è in fase più avanzata di ciò che deve camminarci sopra. Mi riferisco ai famosi treni della Linea 1 della Metropolitana. Gli assessori e il comune stanno lavorando molto in proposito, con la speranza di rendere la nostra metropolitana funzionale come una metro di una grande città come Napoli dovrebbe essere. Anche il trasporto pubblico su gomma è al palo: conosciamo benissimo quali siano i disagi che incontra un turista che deve, per esempio, raggiungere Posillipo da piazza Garibaldi.

Un elemento su cui le amministrazioni locali possono intervenire è la liberalizzazione dei trasporti pubblici su gomma con il fine ultimo di ottenere servizi migliori a prezzi più bassi per i cittadini e maggiore occupazione. Se guardiamo oltremanica, in particolar modo in Scozia, grazie a un processo di deregolamentazione, è stato permesso a compagnie private di entrare nel settore del trasporto pubblico. Esiste una vera e propria competizione ad offrire servizi migliori ai cittadini per accaparrarsi quanti più clienti possibili. Ciò ha avuto ovviamente una ricaduta positiva sia sulla qualità del servizio che sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Un altro esempio virtuosissimo è Tirana. Nella capitale albanese esistono quattro compagnie private operative che si fanno concorrenza con un risparmio di danaro pubblico, un considerevole aumento dell’occupazione diretta e indiretta, e un notevole miglioramento dei servizi offerti per i cittadini.

Le nostre amministrazioni potrebbero creare dei bandi per regolamentare i percorsi, le aree e gli orari coperti, i requisiti minimi di qualità e i servizi accessori (App per il tracciamento, prenotazione, pagamento on line). Nascerebbero certamente più compagnie di trasporto con più aree coperte. Si avrebbe un miglioramento rilevante dei servizi, della qualità percepita e un incremento occupazionale diretto e indiretto considerevole.

A proposito di turismo ci sono anche i grandi eventi che recentemente hanno visto scoppiare la polemica sull’utilizzo del Lungomare e la richiesta di allargare anche alle periferie concerti, festival e altre manifestazioni: lei è d’accordo?

Il paradigma “centro-periferia” non riguarda solo la distanza geografica, ma anche quella sociale e culturale. La distanza fisica, delocalizzando i grandi eventi, può essere ridotta solo dotando il territorio di infrastrutture adeguate che consentirebbero ai cittadini e ai turisti di poter partecipare agli eventi senza ostacoli. La distanza sociale, culturale e psicologica, invece, può essere ridotta ridistribuendo sul territorio non solo gli eventi, ma anche le istituzioni e la cultura. È chiaro che il secondo Gap è strettamente dipendente dal primo: si può ridurre solo se viene garantita la mobilità delle persone. Una cosa è certa, la periferia può essere benessere e ricchezza così come lo è il centro. Bisogna avvicinare fisicamente le parti per creare quella contaminazione positiva, anticamera di un benessere distribuito. Le amministrazioni dovranno lavorare lungamente a ciò, ma la strada è percorribile.

Il turismo da solo non basta, serve una programmazione imprenditoriale a partire dall’innovazione: qual è il settore, secondo lei, su cui bisogna investire per creare lavoro e opportunità?

È vero che il turismo da solo non può sostenere economicamente il nostro territorio ma, è pur vero, che oggi le sue potenzialità di sviluppo sono notevoli. Se ne potrebbe parlare tanto. Il primo ambito su cui investire è ovviamente quello strettamente legato al comparto hi-tech e digitale, dove proliferano quotidianamente start-up e PMI innovative. Investimenti in tale settore possono essere altamente remunerativi e non estremamente rischiosi. Ciò che scarseggia però in tale ambito è la disponibilità delle competenze: è pertanto urgente e necessario potenziare i collegamenti tra università, territorio e impresa, per favorire la formazione dei giovani e il loro inserimento nel mercato del lavoro.

È di fondamentale importanza investire anche sulla nostra storia e sulle nostre tradizioni valorizzando quelle attività imprenditoriali storiche, peculiari della nostra terra, che hanno l’opportunità di creare maggior benessere e lavoro semplicemente interpretando l’innovazione tecnologica come una potenziale fonte di trasformazione dei loro modelli di business.  Si tratterebbe cioè di applicare tecnologie all’avanguardia alle produzioni classiche, moda, agroalimentare, ceramiche, coralli, etc, in modo da rendere innovative e competitive le aziende sul mercato nazionale e internazionale.

Da molti anni il Rotary Napoli lancia premi e riconoscimenti per chi si impegna sui temi della vivibilità e della solidarietà: lei vede una disuguaglianza territoriale nella stessa città tra zone “ricche” e rioni di grande malessere sociale?

Le disuguaglianze ovviamente esistono e, come detto in precedenza, costituiscono una minaccia per l’equità sociale. Una delle mission del Rotary è quella di creare le condizioni per migliorare la vita delle persone, sostenendo l’istruzione e creando le opportunità per sviluppare il lavoro, in particolar modo per i giovani. Negli ultimi anni una particolare attenzione è stata rivolta anche alla tutela dell’ambiente ideando progetti e usando il nostro network, per cambiare le normative e per pianificare il futuro. Il Rotary Club Napoli investe nei giovani assegnando borse di studio agli studenti e ai ricercatori meritevoli nell’ambito della biologia (Premio Giovani Biologi), dell’ingegneria chimica e industriale (Premio Jacopetti), favorisce l’apprendimento delle nuove tecnologie per le classi più deboli (Corso informatica per i non vedenti), aiuta e contribuisce a realizzare pranzi solidali per i meno abbienti e, più in generale, effettua opere di informazione e sensibilizzazione su tematiche importanti che hanno impatto sulla salute e sull’istruzione delle comunità del nostro territorio.

Quali priorità chiede al sindaco Manfredi da affrontare e quali risultati da realizzare entro il 2022?

L’elenco degli obiettivi e le loro priorità ci sono stati illustrati dal Sindaco durante il suo insediamento. Ha toccato tutti i temi fondamentali per la comunità e ben noti a tutti noi cittadini: lavoro, centralità del porto, trasporti pubblici, riqualificazione delle aree urbane pubbliche, etc. Se volessi indicare una mia personale priorità, agirei su lavoro, trasporti e riqualificazione urbana.  In particolare, chiederei il massimo sforzo nel completamento e rafforzamento della linea 1 della metro e la riqualificazione del verde. Sono elementi essenziali per rendere la città più attrattiva sia nei confronti del turismo che nei confronti degli investitori, nonché più vivibile per tutti noi.

Infine, quali saranno le prossime iniziative del Rotary a Napoli?

Le iniziative in cantiere sono tante, sia quelle di portata storica citate in precedenza, sia quelle in fase di progettazione e pianificazione. Il focus del Club è centrato sulla realizzazione di progetti che hanno impatto sul nostro territorio e le sue comunità.  La realizzazione di tali progetti richiede impegno e visione per raggiungere gli obiettivi. Noi rotariani lavoriamo facendo leva sulle nostre competenze specifiche, sulla passione, sull’energia e l’intraprendenza per realizzare idee sostenibili. Partiranno a breve due nuove iniziative ad alto impatto sociale. La prima è focalizzata nell’offrire un percorso di riabilitazione a persone affette da patologie neurodegenerative quali Parkinson e Sclerosi Multipla, attraverso l’utilizzo di passi, figure, esercizi di tecnica e musica di tango argentino, che vengono scelti e combinati tra loro in base alla specifica problematica da migliorare dei soggetti coinvolti e alla loro reale capacità/potenzialità. Progetto che sarà realizzato con il contributo della Scuola di Medicina della Federico II.

Il secondo progetto ha come obiettivo la realizzazione di una campagna informativa e uno sportello permanente di assistenza medica e psicologica alle giovani donne affette da Vulvodinia, una malattia ginecologica caratterizzata da dolore cronico, di frequente riscontro, e percepita come difficile d’affrontare, che può essere gestita efficacemente con un adeguato protocollo terapeutico interdisciplinare. Proprio la nostra interdisciplinarità ci aiuterà ad affrontare il problema in modo innovativo per fornire adeguato supporto alle pazienti.

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