LA LETTERA – NON SOLO RAZZISMO: ALIKA VITTIMA DI UNA VIOLENZA IMPERANTE CHE COLPISCE TUTTI

Alika Ogorchukwu – Foto dal suo profilo Facebook

Riceviamo e pubblichiamo

Gentile redazione,

La morte di Alika Ogorchukwu ucciso di botte e a colpi di stampella a Civitanova Marche è l’ennesimo episodio di violenza efferata dove il razzismo può essere solo una macabra aggravante. Siamo di fronte a una violenza urbana che non conosce limiti e tante persone sembrano attraversate da una rabbia cieca, illogica, pronta allo scontro alla prima occasione.

Lo affermo perchè voglio raccontare un episodio che mi è capitato a Napoli solo alcuni giorni fa. Ero fermo in una piazza del centro cittadino, in auto, aspettando un amico che era entrato in un edificio per una commissione. Accostando con l’auto un uomo sulla 50ina, con panni da lavoro e fisicamente gracile, inizia a borbottare dopo che avevo fermato auto. Inizia a protestare per l’auto accesa (che stavo spegnendo) e poi arriva fino al finestrino iniziando a inveire per cercare la rissa.

Tutto questo è avvenuto senza un motivo plausibile. Questa persona cercava esclusivamente lo scontro con il primo che gli capitava a tiro e non so per quale motivo mentale. Sono 30enne e fisicamente molto più robusto di quell’uomo, non sono nemmeno uno che avrebbe avuto paura a reagire e probabilmente quel personaggio avrebbe avuto la peggio rovinosamente.

Il mio sangue freddo e la mia educazione hanno evitato una rissa che non si sa dove sarebbe arrivata, perchè basta poco: anche un pugno o una stampella. Ci sono tanti conoscenti che mi hanno raccontato episodi analoghi e qualche mio amico è finito al pronto soccorso.

Il fatto che a Civitanova nessuno abbia alzato un dito limitandosi a filmare o a gridare “così lo uccidi” è in questo modo di vivere la strada come un terno al lotto e pensare “oggi non è toccato a me”. C’è una torsione sociale dove i momenti collettivi si sono persi o al massimo sono “assembramenti”. La pandemia e la crisi sono una cornice dove questo processo di imbarbarimento colpisce le relazioni umane. Il povero Alika, al netto del fattore razziale e delle strumentalizzazioni politico-mediatiche in campagna elettorale, è rimasto vittima di questa violenza cieca ma nessuno può essere escluso da questa arancia meccanica, da Nord a Sud.

Lettera firmata

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