NAPOLI, SPAZI VERDI ABBANDONATI AL CENTRO STORICO: RIFIUTI E DEGRADO AL PARCO RE LADISLAO

G. M. / T. R. – Erbacce e rifiuti in un parco abbandonato in pieno centro storico a Napoli. Siamo in zona via Giovanni Carbonara, via Cardinale Seripando: il parco Re Ladislao è uno spazio verde dimenticato e condannato al degrado. Si tratta di un vero e proprio gioiello in quell’area “patrimonio Unesco” e prende il nome da un celebre Re di Napoli, Ladislao d’Angiò – Durazzo, vissuto tra la fine del 1300 e l’inizio del 1400.

La denuncia arriva dai residenti che segnalano come il parco comunale sia diventato ricovero per persone dipendenti da alcol e droghe. Di giorno lo spazio è invivibile perchè per le mamme e per i bambini non è possibile passare qualche ora in quelle condizioni a rischio igienico-sanitario.

Sull’area annessa all’omonimo complesso religioso fu restaurato nel 2001 il giardino storico, esempio emblematico di antico hortus conclusus, nascosto alla vista da alte mura, e occupante una superficie di 4.500 mq. Molto formale e geometrico, questo tipo di contesto, derivato
direttamente dal modello romano, oscillava tra una finalità estetico contemplativa e quella pratica e produttiva.

Il parco re Ladislao si connota come giardino dei semplici, in cui i monaci coltivavano, nel rigore di una tecnica attenta e di una antica sapienza, piante aromatiche e medicinali. Gli agrumeti fornivano un’integrazione preziosa alla dieta, creando nel contempo un ambiente di particolare, intima suggestione.

A distanza di alcuni secoli, invece, ecco come è ridotto questo polmone verde nella città asfissiata dal caldo e dall’abbandono.

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