SVENDITA NAPOLI: DAL SOGNO SCUDETTO ORA SPALLETTI SI TROVA TRA LE MANI UN GRANDE REBUS

Giuseppe Manzo – Insigne, Koulibaly, Mertens, Ospina e ultim’ora anche Fabian. Il Napoli 2022/23 ha perso i suoi top player senza averli sostituiti con calciatori di pari livello. A parte la promessa Kvara sono arrivati giovani stranieri che devono dimostrare il loro livello in Italia e in Champions, soprattutto in difesa come Ostigard (qualche errore in precampionato) e Kim.

Spalletti lo ha detto chiaro e tondo: “la rosa è incompleta”. Partendo dal portiere Meret è sfiduciato da tutti, allenatore e tifosi. Kepa o Navas questo è il primo nodo da sciogliere. Rahamani, Jesus e i due nuovi acquisti hanno mostrato già crepe con il Napoli che sempre subito gol tranne nello 0-0 contro l’Espanyol.

A centrocampo fuori Fabian al Psg le chiavi sono in mano a Lobotka con Aguissa e a questo punto Zielinsky (?) come spalle di reparto. Le alternative sono Demme e Gaetano con il possibile arrivo di Barack. In attacco ci sono le note più liete con Kvara che ha dimostrato lampi di classe e potenzialità da top player con Osimhen e Lozano compagni di reparto già collaudati.

Troppo poco, pochissimo se diventa anche complicato comprare una promessa come Giacomino Raspadori. Sulla bilancia quello che è andato via non ha avuto un giusto contrappeso in termini di esperienza europea e qualità tecnica.

Cosa ancora più grave è l’assenza di una strategia a 1 settimana dall’inizio del campionato o almento l’unica che sembra emergere è vendere. In questo scenario si inserisce un ambiente ostile con tensioni fortissime dei tifosi contro la società viste a Dimaro e il tormentone #A16 che campeggia anche durante le dirette delle amichevoli. Anche in questo senso si nota una mancanza di percezione del sentiment con le parole su Ciro Mertens mentre in città sono pronti a dargli la cittadinanza onoraria e a dedicargli un murales.

Infine, lo scivolone del capo comunicazione Lombardo contro il giornalista Manuel Parlato che per fare una domanda a Dela viene accusato di fare un “agguato”. Secondo la lingua italiana il termine significa: “imboscata o insidia che si tende al nemico per coglierlo alla sprovvista e assalirlo con minor pericolo”. Se Adl e il suo staff si vedono circondati da nemici è il caso di porsi qualche domanda sulla gestione di una società che come a Roma non è solo proprietaria di un marchio ma ha in mano una religione laica a Napoli dal 1926.

Fra otto giorni a Verona si scende in campo a Verona. Il clima non è dei migliori e la squadra che ad aprile sognava lo scudetto oggi è solo un grande rebus nelle mani di Spalletti.

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