NAPOLI, I DISOCCUPATI PROMETTONO UN”AUTUNNO CALDO”: “SAREMO A TUTTI I COMIZI ELETTORALI”

A Napoli i disoccupati fanno sentire la loro voce attraverso gli striscioni srotolati dal centro alla periferia. Movimento 7 Novembre e Cantiere 167 promettono un “autunno caldo” dopo le tensioni della scorsa settimana davanti al consiglio comunale. Carovita, Reddito di cittadinanza, Fondi Pnrr e la vertenza interrotta dalla crisi di governo: sono gli ingredienti di una miscela sociale che può diventare esplosiva.

“Mentre il Governo taglia l’erogazione del Reddito di Cittadinanza a chi casomai ha commesso un reato 10 anni fa invitandolo a continuare a delinquere – è scritto in una nota – questa mattina in contemporanea, dal ponte della Sanità alle Vele di Scampia, passando per il Rione Traiano e Montesanto, disoccupati e disoccupate per le strade calano striscioni contro guerra, crisi sanitaria, disoccupazione, carovita ed annunciano una stagione di mobilitazione”.

“Dopo le cariche di settimana scorsa all’esterno del Consiglio Comunale – proseguono i disoccupati – la Commissione Lavoro all’unanimità ha votato un documento a sostegno della vertenza per portare a termine gli impegni assunti dalle Istituzioni il 6 Luglio in Prefettura a Napoli su 3 ipotesi progettuali per i disoccupati di lunga durata iscritti ai centri per l’impiego ed alle platee storiche di senza lavoro”.

La lotta dei disoccupati e la vertenza che dura da 8 anni si inseriscono “in un contesto di crisi capitalistica che ci consegna una fase economica, sociale, sanitaria composta da un mix esplosivo di aumento delle spese militari frutto dell’escalation bellica ai danni della spesa, dei servizi sociali e dei livelli salariali ai minimi, aumento delle bollette di acqua, luce e gas, costo della benzina, del costo del pane, pasta e cereali, in generale del costo della vita, aumento dei tassi d’interesse, mancanza d’acqua, aumento del costo di pane, pasta e cereali, chiusura di piccole e medie aziende con conseguenti licenziamenti, aumento vertiginoso del costo della vita, ripresa grave della crisi sanitaria, esacerbazione crisi climatica ed ambientale, mancanza di scorte di gas con inverno freddo, ancora aumenti del costo della benzina”.

Oggi i disoccupati ribadiscono che l’unica alternativa è “l’unità tra tutte le forze della classe che lottano per un salario dignitoso ed un lavoro nella prospettiva di collegamento di tutte le lotte sociali per rimettere al centro gli interessi dei proletari e delle masse impoverite dalla crisi”.

I movimenti dettano l’agenda delle prossime mobilitazioni: “impegniamo entro l’autunno, nelle prime settimane di Novembre ad una grande ed imponente manifestazione nazionale a Napoli per insorgere sperando che succeda in tutto il paese. Da fine Agosto e per tutto Settembre andremo a tutti i comizi elettorali a portare un poco di realtà e della condizione dei proletari e strati impoveriti”.

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