IL CARATTERE CREA IL DESTINO: DALLA GENETICA AL CONTESTO AMBIENTALE – DI ANTONIO GIORDANO

Antonio Giordano* – Il carattere è il modo abituale con cui un individuo risponde alle sollecitazioni esterne e corrisponde alla “coerenza” personale che lo contraddistingue nel mondo; è la struttura più profonda della personalità ed è anche la parte più resistente al cambiamento.

Ebbene, la genetica comportamentale ci dice che il carattere dipenderebbe in prima battuta dai geni per cui erediteremmo ciò che determina le scelte e i gusti. 

Il carattere, poi, sarebbe influenzato anche dall’ambiente in cui si cresce e, quindi, dalla storia familiare.

Eraclito fu il primo a pensare che le nostre vite sono determinate da come siamo fatti intimamente, cioè da quella serie di consuetudini che la psicologia definisce “carattere” e che considera come “elemento centrale” di trasformazione della realtà e di realizzazione delle potenzialità. 

Il carattere di ciascuno di noi ci fornisce una impronta indelebile tale da orientare la nostra vita. Tuttavia, un altro studio evidenzia che una coppia di gemelli  omozigoti, che pure hanno un patrimonio genetico identico, penseranno in modo “simile” ma non identico, mostreranno gusti e scelte diverse.

L’uomo adulto, infatti, è per metà ciò che il suo genoma gli “indica” e per metà ciò che egli stesso ha “scelto”. E’ l’elemento volitivo ad avere un ruolo fondamentale capace di influire sul destino. 

Il carattere di ciascuno dipende da una combinazione di infiniti fattori, non è solo argilla come vuole la religione o volontà degli Dei come cantava Omero

Eraclito fu il primo a spostare l’attenzione all’interiorità dell’uomo abolendo il ruolo del Fato.

Eppure, l’idea che il carattere di un uomo determini il suo destino, resta una teoria affascinante sin dai tempi di Platone secondo cui nell’aldilà le anime avrebbero l’opportunità di scegliere il loro destino e di adottarlo come modello che influenzerà la loro scelta futura. Una volta discese sulla Terra per adempiere quel destino, bevendo l’acqua del fiume Lete, dimenticherebbero la loro scelta, anche se il daimon che li accompagna continuerebbe a ricordargliela.

Ecco perché trovare il proprio  destino significa realizzare la felicità, (eudamonia) trovare ciò che il demone e, dunque, il carattere ci indicano. La scienza, la filosofia e la mitologia cercano di spiegare quale sia il “peso delle nostre scelte”, quanto realmente dipenda da noi, quale sia “il margine di cambiamento” rispetto ad un codice genetico e ad un destino già scritto, e capire che ruolo abbia la volontà nel sovvertire una strada segnata da circostanze avverse da difficoltà, da disabilità, da disagi economici.

Ciascuno di noi nasce con delle “attitudini”, anch’esse ereditate dal corredo genetico, ma coltivarle, potenziarle, spenderle, dipende dalla volontà personale.

*presidente Sbarro Institute di Filadelfia – professore Università di Siena, ha coordinato il gruppo programma ambiente e salute Pnrr per il Ministero della Sanità

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