Attualità

ELEZIONI REGIONALI, VIOLA CAROFALO: “IN CAMPANIA POTERE AL POPOLO IN CORSA DA SOLO”

TURISMO FERMO, GUIDE TURISTICHE ABBANDONATE: “CHIEDIAMO SOSTEGNO AL GOVERNO”

PICCOLE E MEDIE IMPRESE, CONFAPI: “UN DRAMMA, FORTE RISCHIO INFILTRAZIONI CLAN”

NAPOLI, SFIDUCIA AL SINDACO. ESPOSITO (PD): “DE MAGISTRIS FALLIMENTARE, PERIFERIE DIMENTICATE”

TATUAGGI E COVID-19, PARLA DAVIDE BOMBART: “NOI LAVORIAMO SEMPRE IN SICUREZZA”

SARTORIA NAPOLETANA, ESPOSITO: “NESSUN SOSTEGNO, A MARZO SALTATA INAUGURAZIONE”

MATURITÀ 2020 E SICUREZZA, STUDENTI: “VOGLIAMO SOSTENERE ESAMI ONLINE”

ANTONIO AMORETTI, IL PARTIGIANO DELLE 4 GIORNATE CHE NON HA PAURA DEL COVID E PARLA AI GIOVANI

MATURITÀ 2020 E COVID-19, IL DOCENTE: “GLI ESAMI SI DEVONO FARE ON LINE PER LA SICUREZZA”

Esami di maturità al tempo del Covid-19. Parla Aldo Ficara (a sinistra nella foto), docente di elettrotecnica in una scuola di Messina e promotore del gruppo facebook Maturità 2020 on line che conta migliaia di membri.

Ascolta l’intervista.

MOVIDA, TAR ACCOGLIE RICORSO REGIONE. SILB: “POLEMICHE DANNEGGIANO CONDIZIONE LOCALI”

GEORGE FLOYD, LA PANDEMIA DELLA RIVOLTA: NEGLI USA (E NEL MONDO) AUMENTA LA RABBIA SOCIALE

ATLANTA, GA – MAY 31: A young boy raises his fist for a photo by a family friend during a demonstration on May 31, 2020 in Atlanta, Georgia. Across the country, protests have erupted following the recent death of George Floyd while in police custody in Minneapolis, Minnesota. Elijah Nouvelage/Getty Images/AFP/Ansa

Si sta espandendo un’altra pandemia: la rivolta dopo l’uccisione di George Floyd da parte della polizia negli Usa. Scontri, guerriglia, saccheggi, agenti feriti, manifestanti uccisi e assalti si stanno propagando in tutti gli Stati Uniti con la Casa Bianca assediata tanto da far riparare Trump nel bunker della sicurezza nazionale.

Anche mentre crescono le tensioni tra Forze dell’ordine e manifestanti per la morte di Floyd, alcuni dirigenti di polizia e agenti si sono uniti ai dimostranti in segno di solidarietà. A volte chinandosi su un ginocchio – un atto di protesta popolare nel mondo sportivo americano per denunciare le iniquità razziali – come hanno fatto due agenti nel Queens, a New York, rimanendo in cerchio mentre venivano letti i nomi di altri afroamericani uccisi dalla polizia, come Trayvon Martin e Philando Castile. In Michigan lo sceriffo della contea di Genesee Chris Swanson ha marciato con i dimostranti, come pure il capo della polizia di Norfolk, in Virginia. In ginocchio anche alcuni agenti al Lafayette Park nella capitale, davanti alla Casa Bianca, a Miami e a Santa Cruz. Tutti episodi circolati sui social e diventati virali.

Mentre oggi, a Minneapolis, comparirà in tribunale Derek Chauvin, l’agente incriminato per l’uccisione di Floyd, in molte località degli Stati Uniti è andata in scena la sesta giornata di proteste, in alcuni casi anche fino a notte fonda. Coprifuoco in 40 città, con la Guardia nazionale mobilitata in 15 Stati. In totale nel weekend, secondo un bilancio del Washington Post, la polizia ha arrestato 2.564 persone, un quinto circa delle quali a Los Angeles. Le accuse includono la violazione del coprifuoco, furto e danneggiamento. A New York, invasa da migliaia di manifestanti, tra gli arrestati di sabato c’è stata anche Chiara de Blasio, figlia del sindaco della città.

Il Covid sembra già un ricordo di fronte all’ennesima violenza razzista della polizia americana che sta portando a proteste in ogni parte del mondo. Ieri, ad esempio, si sono tenute manifestazioni a Toronto, Berlino, Londra (11 arresti) e ad Auckland, in Nuova Zelanda.

“Siamo colpiti come neri. Si tratta di una violenza sistematica sui corpi, George Floyd è solo l’ultima persona ad aver subito questo tipo di violenza: c’è chi è stato ucciso perché faceva jogging, chi perché aveva il cappuccio, chi per altri futili motivi. C’è una linea sottile, lunghissima, che unisce questi corpi ai corpi distrutti dalla schiavitù, come ricorda Colson Whitehead in ‘La ferrovia sotterranea’. Ancora oggi quei corpi non si sono mai affrancati dal passato di sottomissione, è una schiavitù più evoluta, ma che continua nel linciaggio e in queste morti sistemiche: non importa il motivo, distruggono il tuo corpo perché sei nero”. Lo afferma la scrittrice italo-somala Igiaba Scego, intervistata da Eleonora Camilli sull’agenzia stampa Redattore Sociale.

(Fonti: Ansa e Redattore Sociale)

SCUOLA, PARLA BARBARA PIERRO: “DIDATTICA ON LINE È EMERGENZA, TROPPI STUDENTI ESCLUSI”

Continua il nostro dibattito sulla scuola e sulla didattica a distanza. Ne parliamo con l’avvocato Barbara Pierro (a sinistra nella foto), presidente dell’associazione Chi rom e chi no di Scampia

Ascolta l’intervista.

“SCUDO GENETICO”: ANTONIO GIORDANO SPIEGA COME SI SIA SALVATO IL SUD DAL COVID-19

OSSERVATORIO MAFIE – ROMA, ALLARME USURA E LE MANI SU TURISMO E RISTORAZIONE: PARLA LINO BUSÀ

GIOCO ON LINE, I DATI. DON ZAPPOLINI: “PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO PER ARGINARE FENOMENO DELLA LUDOPATIA”

SCUOLA, COPPETO: RIPARTIRE A SETTEMBRE MA PREOCCUPA ASSENZA STRUTTURE ADEGUATE

NAPOLI, COMUNE CONDANNATO PER I BUONI SPESA: PARLA ROBERTA ARIA DI ASGI

SANITÀ, PRIMA E DOPO IL COVID-19. COSTANZO (ISDE): “SCELTE SCELLERATE CHE HANNO POTENZIATO I PRIVATI”

DIRITTO ALLO STUDIO, FLASH MOB DAVANTI LA SEDE DELL’UNIVERSITÀ FEDERICO II

NAPOLI, LA CASA DELLA SOCIALITÀ ANCORA CHIUSA: PROTESTE

FILIERA ALIMENTARE: COMPETERE.EU LANCIA L’OSSERVATORIO SUSTAINABLE NUTRITION

NAPOLI EST, IL DIBATTITO: POTERE AL POPOLO RISPONDE ALLA SENATRICE DEL PD

Potere al Popolo pubblica una lunga nota di risposta all’articolo della senatrice Valeria Valente apparso lo scorso 22 maggio sul Corriere del Mezzogiorno. La senatrice del PD parla di Napoli Est dei disastri ambientali, di de-industrializzazione e di abbandono sociale, politico ed economico, proprio come li scoprisse all’improvviso, come non fosse anch’ella una abitante di questa nostra città.

Secondo PaP Napoli “è importante che siano ricordate alcune cose, perché coltivare la memoria è fondamentale, anche per impedire al “vecchio” di riciclarsi come “nuovo”. Qui a Napoli Est attivisti, comitati di zona, associazioni e noi di Potere al Popolo da sempre combattiamo lo stato di abbandono e di desertificazione di cui la Valente sembra accorgersi solo ora”.

“Gli interessi su Napoli Est sono stati finora di tipo speculativo – dichiara PaP – e hanno prodotto sperpero di denaro pubblico; basta guardare il sovrappasso di Vigliena, l’abbattimento e la costruzione del sottopasso che ha fatto sorgere un parco di cemento armato, il tutto a quattro passi dal famoso Fortino di Vigliena, di interesse storico e culturale per tutta la città. Iniziative che si sono intrecciate con le mobilitazioni della scorsa estate dinanzi al sito ex ICM, trasformato in discarica a cielo aperto; o con quelle di questi ultimi giorni contro l’ipotesi di utilizzare i terreni in Via Carlo Miranda (quartiere Ponticelli) come luogo di sversamento del terreno di Pianura, senza un chiarimento sostanziale che fugasse i legittimi dubbi della popolazione residente e che desse risposta alle rivendicazioni di benessere e vivibilità. Solo grazie all’agitazione e alla mobilitazione dei cittadini e di attivisti che si è per ora impedito il peggio”.

La senatrice Valente affronta il tema della de-industrializzazione. “Da tempo – continua la nota – discutiamo della dismissione e della delocalizzazione di aziende e plessi industriali, un tempo fiori all’occhiello e che oggi rendono Napoli Est il  cimitero delle fabbriche; quello che però sfugge alla senatrice del PD è che oggi gli unici stabilimenti industriali che cercano di resistere, grazie alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici, sono Whirlpool e Ansaldo Breda (oggi Hitachi perché venduta al conglomerato giapponese). La Whirlpool rischia però di chiudere perché così ha deciso la multinazionale statunitense, non prima di essersi accaparrata, per anni, però, incentivi pubblici con il beneplacito di tutti i governi susseguitisi alla guida del Paese negli ultimi 30 anni. Del resto, l’ubbidienza incondizionata dei governi alle imposizioni dell’Unione Europea e l’applicazione di politiche di austerity è stato tratto comune alla quasi totalità dei partiti, di maggioranza o di opposizione, e di tutti gli esecutivi, che fossero a trazione PD oppure Lega–FdI–FI. Mentre i Cinque Stelle hanno tradito il proprio popolo implementando un reddito di cittadinanza, che si è rivelato sì un lenimento della sofferenza di enormi fette di popolazione, ma insufficiente e, in secondo luogo, senza che sia sorretto da un vero progetto che consegni finalmente alla città lavoro dignitoso e futuro. A tutt’oggi l’unica forza politica, anche se sicuramente piccola, che cerca di contrastare sfruttamento, precarietà e disoccupazione è Potere al Popolo!. Mai abbiamo trovato il PD della senatrice Valente al fianco delle battaglie della cittadinanza”

Secondo Potere al Popolo “mai nessuno dei governi, nazionali, regionali e comunali si sono occupati di Napoli Est (Prodi, Berlusconi, Bassolino, Rastrelli, Iervolino, De Magistris)”. Gli abitanti di questo pezzo di città lo sanno bene “non perché sia Potere al Popolo a raccontargliele, ma per averle vissute sulla propria pelle; perché in periodo elettorale tutti, nessuno escluso – dal centro destra al centro sinistra, dal PD a Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, ecc. – fanno quelle che a Napoli chiamiamo “messe scalze”, andando casa per casa per reperire voti in cambio di promesse che puntualmente non mantengono”.

“Da parte nostra abbiamo sempre battagliato sostenendo le mobilitazioni che i comitati civici e di lotta hanno intrapreso per la vivibilità e la sostenibilità del territorio e della popolazione. Diverse sono le proposte, vecchie e nuove: dalla valorizzazione dell’Archivio storico Enel (storia dell’elettrificazione del Meridione d’Italia) al recupero e valorizzazione di parchi, giardini e ville vesuviane; fino ad intensificare il Terzo Settore, progetti di mobilità ecologica e sostenibile per incentivare intelletti, creatività e per creare nuove opportunità di lavoro. All’inizio ci eravamo illusi che con la costruzione del Polo Universitario a San Giovanni a Teduccio le cose potessero cambiare, ma i benefici sono tutti interni agli addetti ai lavori e ai loro più strettissimi collaboratori: se si domandasse a un cittadino di Napoli Est dove si trovi il polo logistico della Apple non saprebbe forse nemmeno rispondere. Perché? Semplicemente perché non gli arrivano né benefici né intravede ricadute sociali ed economiche per il territorio e per gli abitanti. All’illusione di qualche tempo fa è succeduta la consapevolezza dell’ennesima cattedrale avulsa dal tessuto cittadino che pure, urbanisticamente parlando, la circonda. Eppure tra il Polo e i suoi dintorni non si è creata la connessione che speravamo”, prosegue PaP.

Su una cosa PaP concorda con la senatrice Valente: “Napoli Est è ricca di potenzialità, bisogna saperle suscitare e capire in che direzione le indirizziamo. Noi di Potere al Popolo di Napoli Est abbiamo scelto: stiamo dalla parte del popolo e della nostra terra e non accetteremo la prossima speculazione, elettorale o economica che sia, come al solito sulle nostre spalle. Abbiamo progetti diversi per questo pezzo di città e ci battiamo tutti i giorni affinché possano trasformarsi in concretezza che apporti dignità, lavoro, diritti, vivibilità e benessere a un pezzo di città cui troppo a lungo tutto ciò è stato negato”.

“SANITÀ ITALIANA CON MEDICI PREPARATI, PROBLEMI SONO I TAGLI. SOCCORSI IN MARE, È DRAMMA”. PARLA LA PRESIDENTE DI MSF ITALIA

PARLA CARMELO MUSUMECI, L’EX BOSS ORA SCRITTORE “NATO COLPEVOLE” CHE SI BATTE CONTRO L’ERGASTOLO

NAPOLI: DAL 28 MAGGIO FUNICOLARI E METRÒ RIPRENDONO IL NORMALE SERVIZIO

SCUOLA, FONDAZIONE BANCO DI NAPOLI DONA 12 TABLET ALLA ‘RISTORI’ DI FORCELLA

La scuola fattore centrale per la ripresa dopo l’emergenza coronavirus. Con questa consapevolezza, in vista degli esami di Terza Media che saranno svolti in modalità telematica, la Fondazione Banco di Napoli ha deciso di consegnare 12 tablet ai giovani studenti della scuola ‘Adelaide Ristori’ di Forcella.

I dispositivi informatici sono stati consegnati nella sede della Fondazione in via Tribunali alle madri dei ragazzi. “Abbiamo raccolto l’appello lanciato da Unicef Italia finalizzato ad aiutare le famiglie che non hanno avuto a disposizione i computer per studiare a distanza – ha spiegato Rossella Paliotto, presidente della Fondazione Banco di Napoli -. Abbiamo attivato la collaborazione con la scuola Ristori di Forcella perché radicati su questo territorio. Doniamo dodici tablet alla scuola in comodato d’uso che li affida ai ragazzi che devono svolgere l’esame di terza media. Per tenerli lontani dalle devianze si devono instillare la curiosità e la conoscenza, oggi ancora più del passato”.

Il presidente dell’Associazione Amici della Fondazione Banconapoli, Alfredo Guardiano, ha sottolineato come sia necessario “combattere il divario digitale che dipende da infrastrutture, residenza territoriale ed estrazione sociale”.

Dall’Unicef è partito l’appello. “Si tratta della terza consegna di strumenti informatici dopo quella alle scuole di Aversa con l’Università Vanvitelli e quella con Apple Academy e Federico II San Giovanni a Teduccio – ha spiegato Ettore Nardi segretario Unicef Campania -. Abbiamo recepito l’appello delle famiglie rispondendo alla campagna lanciata da Unicef Italia veicolata dal comitato Campania insieme a Emilia Narciso delegata Unicef per l’emergenza Covid per la Campania”.

Soddisfatta la dirigente scolastica Immacolata Iadicicco: “La scuola è il settore più penalizzato dalla pandemia: tra il 60 e il 70 per cento dei nostri studenti non avevano un dispositivo. Piano piano sono arrivati e comunque i professori hanno contattato anche chi non si era connesso. Questa iniziativa è molto significativa per il presente e come segnale futuro”.

CAPRI-NAPOLI, GARA UFFICIALE E PROVA NON COMPETITIVA: TUTTO CONCENTRATO A SETTEMBRE

Foto da federnuoto

La Capri-Napoli a settembre raddoppia. La decisione, nell’aria da alcuni giorni, adesso è ufficiale: non si terranno, come inizialmente previsto, a fine giugno e a metà luglio le due prove non competitive, già sold out dallo scorso mese di dicembre e che avevano fatto registrare la quota record di partecipanti superiore a cento atleti.

Impossibile prevedere l’arrivo da fuori Italia della maggioranza dei nuotatori intenzionati a prendere il via sia alla prova Solo sia a quella a staffette e, sentiti gli iscritti, si è stabilito di fissare una sola data di recupero, venerdì 11 settembre, che vedrà al via una quarantina di atleti italiani e stranieri tra singolo, duo e staffette. Per gli altri invece iscrizione “congelata” e appuntamento rimandato al 2021.

La non competitiva quindi si disputerà una settimana dopo la prova dei big, in programma sabato 5 settembre. Anche in questo caso gli organizzatori della Eventualmente Eventi & Comunicazione hanno interpellato tutti gli iscritti, ricevendo rassicurazioni sulla presenza di almeno una dozzina di atleti che già avevano ufficializzato la loro partecipazione alla gara sulla distanza di 36 km.

“Sono stati gli stessi atleti – confessa Luciano Cotena, presidente del comitato organizzatore della Capri-Napoli – a chiederci di lasciare in calendario la gara, nonostante nelle ultime settimane siano arrivate le cancellazioni di altre prove di nuoto in acque libere in giro per il mondo. Un attestato al quale non potevamo che dare il nostro pieno assenso. Insomma, se le condizioni della pandemia a livello italiano, europeo e mondiale dovessero consentirlo, la Capri-Napoli 2020 si terrà regolarmente, ovviamente con tutte le precauzioni dettate dai protocolli nazionale e internazionale”.

Restano problemi per alcuni atleti delle nazioni dove il numero dei contagi è attualmente in crescita: “Le perplessità maggiori – conclude Cotena – mi sono ad esempio venute dal Sudamerica, in particolare dall’Argentina, dove attualmente i voli da e per l’Italia sono sospesi fino al prossimo primo settembre e prenotare oggi un volo sarebbe estremamente difficile oltre che oneroso. Ma da tutti i nuotatori italiani interessati e da larga parte di quelli europei, l’invito è stato a tenere in calendario la data del 5 settembre. Richiesta che volentieri abbiamo deciso di assecondare”.

MAFIA E NDRANGHETA: ONDATA DI ARRESTI IN SICILIA E CALABRIA

CASTROVILLARI, IL SINDACO EMANA ORDINANZA: A CASA ALLE 21 E MINORI SOLO COI GENITORI

BLITZ CONTRO CLAN NUVOLETTA-POLVERINO: DAVANO SOLDI A FAMIGLIE DEI KILLER DI GIANCARLO SIANI

SUD, LE MANI SUI FONDI STRUTTURALI. MARRA (PRC): “FERMARE I POTERI FORTI”

CAMPANIA, CON I GIOCHI DEI NONNI LA DISTANZA NON FRENA LA SOCIALITÀ DEI BAMBINI

FASE 2 E GIORNALISTI, PARLA BEPPE GIULIETTI (FNSI): “CONTRO L’EMERGENZA SERVE UN PIANO STRAORDINARIO”

ECONOMIA E FASE 2, LEPRE (PMI ARTIGIANE): “BASTA DECRETI, PROMUOVERE MADE IN ITALY

NAPOLI, LE TENSIONI. SORGE (SI COBAS): “RIBALTIAMO VERSIONE DEI FATTI, OGGI TORNEREMO IN PIAZZA”

CAPACI, PARLA L’AUTISTA DI FALCONE: “HO LA COLPA DI ESSERE VIVO, I RESPOSANBILI NON SONO SOLO I MAFIOSI”

NAPOLI, LA POLIZIA LOCALE SMENTISCE I GIORNALI: “SUL LUNGOMARE NESSUNA NOTTE DI FOLLIA”

TENSIONI A NAPOLI, LA FASE 2 DELLE LOTTE SOCIALI: COBAS E DISOCCUPATI REPLICANO A GABRIELLI

Tensioni e qualche tafferuglio in pieno centro a Napoli ieri. La questione sociale si fa sempre più grave e le risposte arrivano sul piano repressivo. Il capo della Polizia Franco Gabrielli ha giudicato “gravissima” la manifestazione di piazza Dante e arriva la replica dei promotori: SI Cobas Napoli  e Caserta, SI Cobas Manutenzione Stradale- Banchi Nuovi, Movimento Disoccupati 7 novembre, Laboratorio Politico Iskra e Mensa Occupata.

“Ci siamo ripresi le piazze cittadine non per lo ‘sfizio’ di violare le norme contenute nel Dpcm della cosiddetta “fase-2” – scrivono in una nota – ma in base a una necessità oramai vitale per migliaia di lavoratori, precari e disoccupati: essere ascoltati e ricevere risposte concrete a quella miriade di vertenze e di emergenze sociali che da mesi abbiamo posto all’attenzione delle istituzioni cittadine e regionali, della Prefettura e dell’Inps, e che da mesi restano puntualmente lettera morta”.

“Mentre lo Stato centrale con l’alibi dell’emergenza-Coronavirus accentua sempre più la blindatura di ogni spazio e di ogni agibilità sindacale, sociale e politica, il Comune di Napoli e la Regione Campania, le cosiddette ‘istituzioni di prossimità’, si sono finora dimostrate “prossime” solo per accogliere e ricevere nei palazzi le loro rispettive consorterie elettorali e i sindacati asserviti”, continua il duro attacco delle sigle di base.

“In queste settimane di quarantena obbligatoria le condizioni di vita dei proletari della nostra città e della nostra regione si sono aggravate in maniera drammatica: migliaia di operai che attendono ancora l’erogazione della cassa integrazione o della FIS, disoccupati ridotti alla fame e impossibilitati anche ad “arrangiare al nero”, lavoratori messi per strada dalla sera alla mattina, mancanza di sicurezza e misure di prevenzione sui luoghi di lavoro, mobbing, discriminazioni e condotte antisindacali tese a colpire chi non abbassa la testa, finanche negli ospedali e nel comparto sanitario”, denunciano disoccupati e sindacati.

Sono innumerevoli le vertenze che ancora attendono una risposta e una presa di posizione netta da parte delle amministrazioni locali: disoccupati, TNT, Manutenzione Stradale, Cub, Asia, Di Gennaro, Conateco, Turi Transport, lavoratori della sanità, dello spettacolo.

Perché le tensioni

“Di fronte al silenzio delle Istituzioni alla nostra richiesta di incontro urgente col sindaco De Magistris e col presidente della Campania De Luca, abbiamo deciso di muoverci tutti insieme verso piazza Matteotti, sede della Città Metropolitana, dovendo ancora una volta fare i conti con le provocazioni della Questura, che prima ha cinto d’assedio il presidio a Piazza Dante impedendo ai manifestanti persino di muoversi alla spicciolata sui marciapiedi e costringendoci a un corteo improvvisato e non previsto per i vicoli del centro storico, poi ha attaccato con i manganelli i lavoratori e i disoccupati sopraggiunti su via Roma”, spiegano.

“Nonostante queste intimidazioni, siamo riusciti a raggiungere Piazza Matteotti e ad ottenere un incontro col vicesindaco Panini e col vicepresidente della Città Metropolitana Rinaldi, i quali hanno garantito sulla disponibilità di De Magistris a svolgere un primo tavolo unitario nel pomeriggio di lunedì 25.In attesa di verificare se a queste dichiarazioni seguiranno finalmente fatti concreti, possiamo affermare con forza che ancora una volta la lotta si dimostra l’unico mezzo a disposizione dei proletari  per ricevere ascolto dai padroni e dalle loro istituzioni”, concludono.

E lunedì 25 maggio alle 18 un presidio in Piazza Municipio. La Fase 2 delle lotte sociali è appena iniziata.

ERCOLANO, SCARCERATO IL BOSS. COOP GIANCARLO SIANI: “I NOSTRI PROGETTI CONTINUANO”

La scarcerazione dei boss che un tempo hanno terrorizzato Ercolano attraverso estorsioni e spaccio di stupefacenti non preoccupa l’opera di promozione della legalità e della cultura antimafia della Cooperativa Sociale Giancarlo Siani, attiva sul territorio ormai da 10 anni.

Grazie al progetto “Voce di Comunità” finanziato dal P.O.R. Campania FSE 2014-2020, i soci e gli operatori della Cooperativa sociale continuano il lavoro di diffusione della cultura dell’antimafia sociale e della legalità in diverse scuole del territorio.

La questione è che l’antimafia, la legalità, il civismo sono concetti profondi sui quali bisogna lavorare sempre, quotidianamente.

La città di Ercolano ha mostrato nel tempo di essere capace di generare gli anticorpi per reagire a dei momenti di forte recrudescenza camorristica, grazie all’impegno sociale di associazioni e cooperative, alle denunce dei commerciati, e al grandissimo lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine.

Il tema è questo: l’impegno antimafia e di promozione della cultura delle legalità deve essere quotidiano e attuato da ogni singolo cittadino. Occorre mantenere alta l’attenzione sul fenomeno e sul suo possibile riproporsi, senza sventolare la bandiera per mero opportunismo.

Progetti concreti come antidoto contro le mafie

“Voce di comunità” un progetto svolto con le scuole del territorio e che tratta temi fondamentali della cultura antimafia: il ricordo delle vittime innocenti di mafia, promozione della legalità attraverso la cultura, rispetto e cura dell’ambiente, e infine realizzazione di laboratori formativi sui mestieri della comunicazione, soprattutto di quella web-radiofonica.

“Terra Comune” che consiste nella pratica della coltivazione di un’eccellenza vesuviana: il pomodoro del piennolo. Tale attività sarà spiegata agli alunni delle scuole partener del progetto attraverso un laboratorio di formazione agronomica e alimentare, tenuto da esperti del settore.

Entrambi i progetti sono collocati nell’ambito del circuito dell’antimafia sociale e non solo perché prendono vita all’interno di beni confiscati.

“Provare tutti ad essere concreti è il miglior antidoto contro le mafie, ad oggi la nostra Cooperativa nonostante il Covid19, è impegnata sul progetto “Voce di Comunità”- afferma il presidente Giuseppe Scognamiglio- e sulla trafila del pomodoro del Vesuvio.

Colgo l’occasione per ringraziare l’Assessore L. Fortini per la visione progettuale e i Dirigenti degli Istituti Scolastici, con cui stiamo collaborando, per il loro impegno in questo momento difficile ma soprattutto per la loro sensibilità alla causa.

La lotta alle mafie si fa costruendo l’entusiasmo e la partecipazione- continua Scognamiglio-non la paura, formando e sensibilizzando le nuove generazioni a partire dalla scuola, restando responsabili e integerrimi quando si è davanti a scelte sui temi della giustizia sociale, dell’ambiente, delle diseguaglianze, dei diritti.

Molto spesso si sentono parole vuote e finti proclami, che servono solo a rafforzare chi vuole ritornare a quella cultura camorristica fatta di oscurantismo, compromessi, ricatti e favoritismi biechi che come ben sappiamo- conclude poi -vanno soltanto a ledere e inficiare le cose belle, l’impegno disinteressato di tanti, ma soprattutto il futuro migliore dei nostri territori”.

Anche quest’anno, sabato 23 maggio 2020,  la Cooperativa Giancarlo Siani e l’associazione Antiracket Ercolano ricorderanno il magistrato Giovanni Falcone, che nella tragica strage di Capaci venne assassinato assieme alla moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro attraverso la deposizione di una corona di fiori alle ore 10:00, presso piazzale colonna e di una diretta streaming di approfondimento alle 17.30  sui canali social di Radio Siani la Radio della Legalità

DE LUCA EVITA DOMANDE IN CONFERENZA STAMPA: PROTESTANO I GIORNALISTI

Ordine dei giornalisti della Campania e Sindacato unitario Giornalisti della Campania condividono le giuste proteste dei colleghi e stigmatizzano quanto avvenuto stamattina durante la videoconferenza stampa del presidente della Regione Vincenzo De Luca, la prima dall’inizio del Coronavirus.

Dopo l’intervento del governatore, alla prima domanda dei giornalisti, per problemi audio De Luca si è alzato ed è andato via senza alcuna forma di rispetto nei confronti di chi stava parlando e degli altri colleghi che si erano prenotati.

A questa videoconferenza si era arrivati dopo settimane di trattative durante le quali Ordine, Sindacato e numerosi giornalisti avevano chiesto di poter fare, dopo quasi tre mesi, domande dirette al presidente De Luca.

NAPOLI, LA SCUOLA DEVE RIAPRIRE: IN PIAZZA DANTE DOCENTI, GENITORI E STUDENTI

Priorità sulla scuola, il Paese si mobilita. E anche a Napoli studenti, docenti, genitori e personale Ata manifestano in piazza Dante con le dovute misure di sicurezza. Chiedono la riapertura degli istituti e la ripresa della didattica di prossimità, spazi aperti, più insegnanti, assunzione precari e personale Ata.

Parla Monica Capo, Teachers for future:

Parla Roberta Moscarelli, Rete Scuola e bambini nell’emergenza Covid-19:

EDITORIALE – LA MAFIA NEL SISTEMA ECONOMICO: LA LOTTA COSTANTE COME MIGLIORE MEMORIA

Dalla pagina facebook Giovanni Falcone

L’edizione straordinaria del Tg3 di quel 23 maggio 1992 raccontò al Paese che la tregua era finita, una guerra era appena iniziata. Saltarono in aria Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, i tre agenti della scorta. Salteranno in aria Paolo Borsellino il 19 luglio, poi nel 1993 gli Uffizi a Firenze, le chiese a Roma e quelle in via Palestro a Milano: altro sangue in quell’estate delle bombe.

Come si mantiene la memoria? Come si riconduce quella strage a un presente dove il Paese e il mondo mutano così rapidamente? Sono passati 28 anni ed è difficile oggi spiegare quei morti e quella guerra in un Paese che tende a separare gli anelli della catena di un passaggio storico che va dal 1992 alle elezioni del 1994: un cambio di potere e di scenari politici internazionali, con la fine della guerra fredda e gli albori della guerra globale permanente iniziata in Iraq nel 1991.

Una ricerca di Associazione DaSud ci racconta come a Roma gli studenti siano male informati sulle mafie che si stanno comprando mezza città, come ci racconta oggi Danilo Chirico su Sud Reporter. Il tema del racconto e dell’informazione è uno dei tasselli per capire il fenomeno. Lo ha detto ieri nel nostro Osservatorio Matteo Pezzino di Sos Impresa: serve il giorno per monitorare, analizzare, capire e informare perché le mafie arrivano prima delle istituzioni anche nell’emergenza Covid-19.

Non è possibile come ha detto Maria Falcone nell’intervista rilasciata a Taisia Raio che ancora oggi ci sono magistrati isolati come avveniva 30 anni fa.

La mafia è un fenomeno umano come diceva Falcone. Nasce nell’800 come guardia armata del padrone agrario che si evolve e diventa controllo del paese, della città, della regione e diventa internazionale fino ad oggi. Gli uomini a cavallo che tengono a bada i contadini o fanno strage il I maggio a Portella della Ginestra non ci sono più.

Oggi siamo di fronte a un’organizzazione raffinata, aggiornata e tecnologica che prima di sparare pensa e agisce anticipando anche le istituzioni: un fiume di soldi per inglobare le imprese prima di intimidirle, l’economia di capitale come bacino ideale per alimentare gli affari di fa traffici illegali e per corrompere.

Siamo di fronte a organizzazioni che non fissano più il problema a Corleone, Gioia Tauro o Scampia ma dentro Piazza Affari a Milano. È fondamentale seguire il flusso dei soldi nei business legati al traffico di droga, allo smaltimento dei rifiuti tossici e industriali e in tanti settori dell’economia italiana. Se i cento passi di Peppino Impastato conducevano alla casa di “Tano seduto” oggi si dirigono verso le banche di affari.

Bisogna individuare pensieri e azioni di quelle “menti raffinatissime” che nella zona d’ombra attraversano partiti, organi istituzionali, gruppi di potere. E bisogna chiedersi perché il leader del partito del Nord chiede che in questa emergenza venga sia abolito il codice per gli appalti, misura che serve a controllare le infiltrazioni mafiose nelle imprese che partecipano a gare pubbliche.

Serve anche la ricerca storica. Questo Paese ha bisogno di mettere un punto, fissare un paletto che spieghi alle generazioni che in quel biennio quella guerra non era solo mafiosa. Che dentro lo Stato come dentro l’economia la “separazione” dal male non esiste ma ci sono centri di potere che non rispondono alla Costituzione.

Qui non è più questione di lotta alla mafia ma di lotta e alternativa a un intero sistema economico. Serve l’impegno quotidiano di tutti, non servono eroi o martiri. In questo modo si onora la memoria di chi era rimasto solo, proponendo un nuovo approccio fatto meno di chiacchiere e di risposte ai bisogni sociali e culturali delle fasce più povere che trovano nei clan “riferimenti” per il governo del territorio. È una lotta per la democrazia contro la supremazia di una minoranza: nessuno si senta escluso.

MAFIE, A ROMA GLI STUDENTI POCO INFORMATI. CHIRICO (DASUD): “I CLAN STANNO COMPRANDO PEZZI DI CITTÀ”

CHIUSURA BOSCO CAPODIMONTE: DE MAGISTRIS FURIOSO, TUTTI CONTRO BELLENGER

È furiosa la reazione del sindaco di Napoli Luigi de Magistris nei confronti di Bellenger dopo il dietrofront sul Bosco: “la chiusura del Bosco di Capodimonte è un atto gravissimo. Un parco di 120 ettari, con spazi enormi, il più grande d’Italia. La mancanza di coraggio sta corrodendo il Paese. La chiusura del parco va contro le disposizioni a tutela della salute che auspicano l’aumento degli spazi pubblici in cui le persone si possono muovere”.

Poi la richiesta del primo cittadino: “chiedo al direttore Bellenger di riaprire immediatamente il Bosco di Capodimonte al fine di non procurare un danno alla salute per gli abitanti di Napoli”.

Fa eco al sindaco anche la consigliera comunale Laura Bismuto che risiede in quella municipalità: “La vita riparte in tutte le sue attività, tra poco riprendono pure i voli internazionali, e poi si chiude lo spazio verde più grande della città? Così, solo per manifesta incapacità a gestire i flussi?”.

Per il sindacalista Giovanni Pagano (Usb) la decisione della direzione pona davanti a una forte contraddizione sul concetto di distanziamento sociale: “uno spazio aperto e che permette distanziamenti enormi, dove la maggior parte dei suoi fruitori fa attività fisica, primo comportamento da tenere per migliorare la propria salute. O questa storia del distanziamento vale sempre o non vale mai, le istituzioni non possono trattare le persone come bambini e decidere a proprio piacimento quando possiamo utilizzare uno spazio pubblico e quando non lo possiamo fare.

Bellenger ora deve rispondere alla rabbia di Palazzo San Giacomo e alle proteste diffuse contro la scelta di chiudere il polmone verde della città.

 

INIZIATIVE COMUNI: SCOPPIA LA PACE TRA DE LUCA E DE MAGISTRIS

NAPOLI, SCALE MOBILI OUT IN VIA CIMAROSA: CONTINUA LOCKDOWN PER ANZIANI E DISABILI

“Anche se i vomeresi, dopo circa due mesi di quarantena, sono tornati a passeggiare per le strade del quartiere, devono però fare i conti con i consueti disservizi delle poche strutture pubbliche, create per agevolarli nel loro cammino, specialmente a favore delle persone anziane o con problemi di deambulazione”. È l’amara constatazione di Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari.

“Situazioni che si protraggono purtroppo da lustri e che, giustamente, sortiscono  rabbia e proteste – sottolinea Capodanno – . Il discorso riguarda in particolare le tre rampe di scale mobili, che costituiscono il sistema intermodale di collegamento tra le funicolari e la stazione di piazza Vanvitelli del metrò collinare, le quali, da quando sono state inaugurate sono rimaste, a turno, in più occasioni ferme. Proprio per questa ragione sono state ribattezzate ironicamente “scale immobili”. Oramai non si contano le volte che almeno una delle rampe non può essere utilizzata dalle tante persone che devono raggiungere l’area di San Martino”.

“In particolare – puntualizza Capodanno – al momento è ancora chiusa, così come peraltro era stato già segnalato prima dell’emergenza Covid-19,  la rampa di collegamento presente in via Cimarosa, nei pressi della stazione superiore della funicolare Centrale, benché il motivo di tale fermo e la sua presumibile durata risultano del tutto ignoti, dal momento che sulla grata posta all’ingresso, chiusa con catenaccio, non vi è apposto alcun avviso. Peraltro, anche l’impianto citofonico, posto su una colonnina nei pressi della rampa,  è guasto “.

“A seguito dei numerosi fermi che ne hanno caratterizzato negli anni il funzionamento – puntualizza Capodanno –, anche in considerazione del dato che per la realizzazione di questi impianti di collegamento intermodale ci vollero ben due anni con una spesa di circa 4 miliardi delle vecchie lire, si è più volte chiesto, a tutt’oggi però senza riscontri operativi, che venisse istituita una commissione d’indagine pure al fine di verificare i motivi di questi frequenti guasti e le ragioni dei lunghi tempi di riparazione “.

Sulla questione Capodanno sollecita, ancora una volta, l’amministrazione comunale a intervenire con l’urgenza del caso, al fine di assicurare un sistema di collegamento intermodale efficiente e sempre funzionante, a servizio della numerosa utenza.

 

CHIUDE IL BOSCO CAPODIMONTE, TROPPE INFRAZIONI: CLAMOROSO DIETROFRONT

Lo scorso 18 maggio, il primo giorno di apertura dei luoghi della cultura gestiti dal Mibact è stato subito riaperto il Real Bosco di Capodimonte. Ma ora il Museo fa marcia indietro: si chiude.

“Ben consapevoli che il rischio contagio da Covid-19 non è affatto superato – scrive la direzione di Museo e Real Bosco – e che la fase 2 è la più delicata abbiamo messo in campo specifiche misure tese a mitigare il rischio del contagio con percorsi differenziati per chi svolge attività fisica, chi va in bici e chi passeggia”.

“Abbiamo invitato tutti a tenere comportamenti responsabili e a osservare le regole sanitarie di contenimento del contagio da Covid-19 (divieto di assembramento, distanziamento sanitario, uso della mascherina)”, ricorda la direzione che poi spiega i motivi del dietrofront.

“Le numerose infrazioni rilevate nei giorni scorsi e l’assenza di accordo con le parti sociali in ordine all’affiancamento della vigilanza ministeriale con personale di vigilanza privata all’interno Bosco, ma solo fuori alle Porte di accesso, hanno costretto la Direzione a richiudere il Real Bosco di Capodimonte”.

FASE 2 A PROCIDA: L’ISOLA SI MOBILITA PER PROMUOVERE IL TURISMO CIRCOLARE

FASE 2, FABIO GIULIANI (LIBERA): “ANCHE I CLAN IN CRISI, FAREMO I CAMPI ESTIVI”

OSSERVATORIO MAFIE – COVID-19, PALERMO: “I CLAN PIÙ ORGANIZZATI DELLE ISTITUZIONI”. PARLA MATTEO PEZZINO

PARTO IN SOLITUDINE, IL GINECOLOGO: “VADEMECUM ANTI-COVID PER LE DONNE IN GRAVIDANZA”

BERNARDINI DE PACE: “CON IL COVID-19 AUMENTO SEPARAZIONI. SU DIRITTO VISITA DEI FIGLI PESSIMA GESTIONE DEL GOVERNO”

TRENITALIA LANCIA FRECCIA ROSSA PER REGGIO CALABRIA: “NIENTE ECONOMY E 1 ORA IN PIÙ DI VIAGGIO”

Trenitalia lancia nuovi Frecciarossa per Reggio Calabria, Unione Difesa Consumatori sul piede di guerra: “Nessuna tariffa economy ed un’ora in più di viaggio. Intervenga l’Antitrust”.

“Non riusciamo sinceramente a comprendere come sia possibile riattivare un servizio che di fatto già esisteva prima con i Freccia Argento e creare tutti questi danni per i consumatori – scrive in una nota il Presidente Nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – gli utenti che vogliono raggiungere il Sud Italia avranno come regalo da Trenitalia un’ora in più di viaggio e lo stesso identico prezzo di prima. Oltre questo, mi preme segnalare, che sul sito ufficiale di Trenitalia sono a disposizione dei consumatori solo i biglietti con il prezzo base e tutte le altre tariffe risultano esaurite.”

“Quindi questa mattina si sarebbero svegliati milioni di italiani e avrebbero prenotato tutte le tariffe più economiche – continua Nesci – permetteteci di dire che questa è una situazione assolutamente inverosimile. Segnaleremo il comportamento di Trenitalia nei confronti degli utenti all’Antitrust, perché non saranno di certo i consumatori a pagare i danni causati dall’emergenza coronavirus. Altrimenti sarebbe anche inutile questa grande mole di rimborsi che sono stati concessi agli utenti costretti a rinunciare ai loro viaggi in questo periodo, per altro emessi come bonus per altri viaggi”.

“Con questi prezzi, di fatto, gli utenti arriveranno a pagare le stesse e identiche cifre che avrebbero pagato senza voucher. Non escludiamo – conclude Nesci – un’interrogazione parlamentare sulla questione se non dovessimo riscontrare novità sull’argomento”.

 

REGIONE CALABRIA: 20MILA TONNELLATE DI RIFIUTI NELLA DISCARICA CHIUSA NEL 2003

“Nella notte, una nuova Ordinanza della Regione Calabria cerca di alleviare in maniera temporanea la profonda crisi nella gestione dei rifiuti. Sempre a tarda sera le nuove Ordinanze sono ormai un’abitudine! Immediatamente, a stretto giro, dopo un’ora il Comune di Castrovillari ha risposto inoltrando una nota a firma del Sindaco, al Presidente della Regione ed alla Procura di Castrovillari”. Lo dichiarano in una nota il sindaco di Castrovillari Domenico Lo Polito e l’assessore all’Ambiente Pasquale Pace

Se il Comune è impegnato a chiudere la discarica per una tutela effettiva del distretto agroalimentare di Cammarata, la Regione dispone il conferimento per 20.000 tonnellate e la successiva chiusura.

“Nel fare ciò, in primo luogo – afferma il sindaco – chiarisce che con i rilievi fatti il Comune di Castrovillari aveva ragione, contrariamente a quanto da altri sostenuto, sulla capacità residua dell’impianto, omettendo però dati importanti, contestati nella nota inviata dall’Amministrazione comunale di Castrovillari”.

In primo luogo la discarica è chiusa dal 2003 anche se questa Amministrazione ha effettuato i lavori di messa in sicurezza completati nel 2017.

“Non esiste alcuna gestione dell’impianto: come si potrebbe riprendere il conferimento? In secondo luogo la Regione Calabria ordina al Comune di Castrovillari la chiusura della stessa. Con quali risorse economiche? Non è che la volontà è di riprendere i conferimenti e poi si vedrà?”, si chiede Lo Polito.

“La priorità, invece, per noi è la chiusura. Ecco perché l’Amministrazione comunale di Castrovillari ha scritto provocatoriamente alla Regione invitandola a venire loro a gestire la discarica con la chiusura della stessa e la coltivazione successiva per la tutela dell’ambiente, sempre che l’Autorità giudiziaria fornisca l’autorizzazione”, concludono sindaco e assessore

 

SICILIA, SANITÀ CORROTTA: SGOMINATO “UN CENTRO DI POTERE”, IN MANETTE L’UOMO “ANTI-COVID”

“Un centro di potere composto da faccendieri, imprenditori e pubblici ufficiali infedeli che avrebbero asservito la funzione pubblica agli interessi privati, in modo da consentire di lucrare indebiti e cospicui vantaggi economici nel settore della sanità pubblica”.

È l’ipotesi descritta dagli inquirenti che hanno fatto scattare questa mattina il blitz ‘Sorella Sanità” a Palermo, con 12 misure cautelari eseguite dalla guardia di finanza. Tra gli arrestati l’attuale coordinatore della struttura anti-Covid in Sicilia Antonio Candela, finito ai domiciliari, e l’attuale direttore Generale dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani, che è in carcere. Le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle palermitane sono andate avanti con intercettazioni, pedinamenti e analisi dei flussi finanziari.

Per gli investigatori “le articolate fasi del sistema corruttivo ruotavano introno alle gare indette dalla Centrale unica di committenza della Regione Siciliana e dall’Asp 6 di Palermo”. Le indagini fanno ipotizzare agli investigatori l’esistenza di “trame sottese all’accaparramento di appalti milionari” nel settore della sanità siciliana.

L’inchiesta ha acceso i riflettori su quattro appalti pubblici per complessivi 600 milioni di euro, aggiudicati a partire dal 2016, che sarebbero stati inquinati da “condotte di turbativa”: uno per la gestione e manutenzione di apparecchiature elettromedicali, bandita dall’Asp 6 di Palermo, del valore di 17 milioni e 635mila euro; un altro per i servizi integrati di manutenzione di apparecchiature elettromedicali bandita dalla Centrale unica di committenza del valore di 202 milioni e 400mila euro; una terza gara riguardava la fornitura di vettori energetici, conduzione e manutenzione impianti tecnologici, messa in piedi dall’Asp 6 e del valore di 126 milioni e 490mila euro; un quarto appalto per i servizi di pulizia destinati agli enti del servizio sanitario regionale, bandita dalla Centrale unica di committenza per un costo di 227 milione e 686mila euro.

Le tangenti al 5%

Il valore delle tangenti per i funzionari pubblici indagati nell’inchiesta ‘Sorella Sanita”, che a Palermo ha portato all’arresto di dieci persone, si sarebbero aggirati “intorno al 5% del valore della commessa aggiudicata”. È quanto sostengono gli investigatori che hanno portato avanti le indagini su appalti aggiudicati a partire dal 2016 e che parlano di “spregiudicate condotte illecite” che avrebbero “garantito l’arricchimento personale dei pubblici ufficiali infedeli e dei loro intermediari”.

Gli operatori economici vincitori delle gare, importanti societa’ di livello nazionale, “erano consapevoli e partecipi delle dinamiche criminali, dalle quali traevano un vantaggio – sostengono ancora le fiamme gialle del Comando provinciale di Palermo – che avrebbe remunerato nel tempo il pagamento delle tangenti”. Questo lo schema “consolidato” ricostruito dagli specialisti anticorruzione del Gruppo tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria: l’imprenditore interessato all’appalto “avvicina” il faccendiere, “noto interfaccia” del pubblico ufficiale, e quest’ultimo, concorda con l’azienda “le strategie criminali per favorire l’aggiudicazione della gara”; a quel punto la societa’, ricevute notizie dettagliate e riservate, presenta la propria “offerta guidata”, che sara’ poi “adeguatamente seguita – ancora l’atto d’accusa degli investigatori – fino all’ottenimento del risultato”.

Queste le “condotte scorrette” emerse nel corso delle indagini della Procura di Palermo: attribuzione di punteggi discrezionali “non riflettenti il merito del progetto presentato”; sostituzione delle buste contenenti le offerte economiche; pagamento di stati avanzamenti lavoro “anche in mancanza della documentazione giustificativa necessaria”; diffusione di “informazioni riservate, coperte da segreto di ufficio.

I pagamenti delle tangenti, secondo gli investigatori, avvenivano “con la classica consegna del denaro contante” nel corso di incontri riservati, ma “spesso venivano invece mimetizzati attraverso complesse operazioni contabili instaurate tra le società aggiudicatarie dell’appalto e una galassia di altre imprese intestate a prestanome ma di fatto riconducibili ai faccendieri di riferimento dei pubblici ufficiali corrotti”.

(Fonte: agenzia stampa Dire)

CASTROVILLARI: RIAPRE LA PISTA DI ATLETICA LEGGERA DEL POLISPORTIVO, GIÀ ATTIVA QUELLA PEDO-CICLABILE

La pista di atletica leggera presso il Polisportivo è pronta ad accogliere sportivi ed appassionati in modo contingentato e nel rispetto delle nuove regole- imposte dall’ultimo Dpcm per abbassare la curva epidemiologica- dopo gli interventi di manutenzione effettuati dal Comune di Castrovillari  in collaborazione con la Pollino Gestione Impianti.

Lo rende noto il Sindaco, Domenico Lo Polito, che è anche Assessore allo Sport, il quale fa presente “che la pista di atletica entrerà in funzione domani 21 maggio e sarà fruibile con idonee scarpette e nel rispetto del distanziamento tra persone, non inferiore a due metri.”

A quanti la utilizzeranno viene raccomandato, inoltre, di non calpestare  l’erbetta del centrale campo di calcio, interessato da risemina per il prato.

Al fine , poi, di evitare affollamenti su questo impianto il primo cittadino ricorda “che è funzionante pure la pista pedo-ciclabile che ricade, a nord, nel territorio di competenza sull’ex percorso ferrato delle Ferrovie Calabro-Lucane, anch’essa ottimizzata dalle recenti opere di mantenimento, la quale potrà essere goduta dai cittadini sempre con il dovuto distanziamento sociale”.

“Eccezione sulla distanza di sicurezza interpersonale per entrare sulle piste è fatta, nello specifico, per i minori  o le persone non completamente autosufficienti che devono avvalersi della presenza di un  accompagnatore. Indirizzi operativi- conclude il primo cittadino- per vivere in tranquillità ed in sicurezza queste opportunità all’aria aperta che non possiamo lasciare incustodite e che le disposizioni a riguardo ci consegnano per accompagnarle con comportamenti responsabili e rispettosi della salute generale a cui ciascuno può concorrere.”

 

CARCERE, RIPRENDONO I COLLOQUI COI DETENUTI: ECCO COME FARLO IN SICUREZZA

Il Garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, nel corso del suo “Filo diretto” su Facebook ha comunicato la ripresa dei colloqui tra i detenuti ed i loro parenti, secondo il rispetto delle norme di tutela sanitaria nell’emergenza coronavirus in Campania.

Ciambriello ha illustrato le modalità organizzative, tempi e numero di persone autorizzate ammesse ai colloqui, rispettando la piena sicurezza per i detenuti ed i familiari. In particolare, i detenuti della Campania avranno la possibilità di effettuare un colloquio entro fine maggio e due colloqui a giugno ed in queste occasioni, contestualmente, si consegneranno i pacchi.

Il Garante Ciambriello dichiara che queste misure sono state decise di concerto con il Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria, i direttori delle carceri, le autorità sanitarie, i medici competenti. Queste misure prevedono che possa entrare una persona o, al massimo, due, sempre tenendo presente le specifiche caratteristiche dei singoli istituti penitenziari. In casi eccezionali (Poggioreale, Pozzuoli, Sant’Angelo dei Lombardi) è possibile anche che un familiare possa entrare portando con sé un figlio fino a dodici anni o un minore.

“Queste modalità organizzative sono state attuate per consentire i colloqui per la sicurezza del detenuto e del familiare. Chi non effettua i colloqui potrà continuare ad usufruire delle videochiamate, modalità adottata sino ad ora”, lo ha dichiarato il Garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello.

CARCERE, RIPRENDONO I COLLOQUI COI DETENUTI: ECCO COME FARLO IN SICUREZZA

Il Garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, nel corso del suo “Filo diretto” su Facebook ha comunicato la ripresa dei colloqui tra i detenuti ed i loro parenti, secondo il rispetto delle norme di tutela sanitaria nell’emergenza coronavirus in Campania.

Ciambriello ha illustrato le modalità organizzative, tempi e numero di persone autorizzate ammesse ai colloqui, rispettando la piena sicurezza per i detenuti ed i familiari. In particolare, i detenuti della Campania avranno la possibilità di effettuare un colloquio entro fine maggio e due colloqui a giugno ed in queste occasioni, contestualmente, si consegneranno i pacchi.

Il Garante Ciambriello dichiara che queste misure sono state decise di concerto con il Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria, i direttori delle carceri, le autorità sanitarie, i medici competenti. Queste misure prevedono che possa entrare una persona o, al massimo, due, sempre tenendo presente le specifiche caratteristiche dei singoli istituti penitenziari. In casi eccezionali (Poggioreale, Pozzuoli, Sant’Angelo dei Lombardi) è possibile anche che un familiare possa entrare portando con sé un figlio fino a dodici anni o un minore.

“Queste modalità organizzative sono state attuate per consentire i colloqui per la sicurezza del detenuto e del familiare. Chi non effettua i colloqui potrà continuare ad usufruire delle videochiamate, modalità adottata sino ad ora”, lo ha dichiarato il Garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello.

SCUOLA, DISAGI PER DIDATTICA A DISTANZA: “PENALIZZATI ISTITUTI E STUDENTI DI PERIFERIA”

CAMPANIA, ECCO I ROGHI. ENZO TOSTI: “LOBBY APPROFITTANO PER NUOVE DISCARICHE E INCENERITORI”

SCUOLA, MATURITÀ NEL CAOS: “NO A SPERIMENTAZIONI SU STUDENTI E DOCENTI”

CRIMINALITÀ E VIOLENZA MINORILE, CIAMBRIELLO: “SERVE L’AGGRAVANTE DI PREDOMINIO DI BRANCO”

NAPOLI, LA “RIPARTENZA” IN VIA TOLEDO: FOLLA, NEGOZI APERTI E I BAR SONO VUOTI

Foto di Taisia Raio: fila davanti allo store

Di G. Manzo e T. Raio – Napoli e la ripartenza. Due giorni la riapertura del “lucchetto” via Toledo, la centralissima arteria dello shopping e del turismo, torna a una parvenza di normalità. I negozi riaprono, quasi tutti, e in giro torna quel serpentone di folla anche se distanziato e soprattutto silenzioso. La fila è solo fuori dai grandi brand mentre le boutique restano vuote. Anche nei bar si va in modo ordinato e il colpo d’occhio presenta tutti con la mascherina salvo rarissime eccezioni. Sono tanti gli adolescenti che in gruppo tornano all’aria aperta e alla spensieratezza tipica della stagione primaverile. In strada anche molte famiglie con bimbi e carrozzini. A controllare il tutto molte pattuglie di polizia municipale e forze dell’ordine.

Ecco il video realizzato da Taisia Raio:

E per i bar come è andata la ripartenza? Al bancone si va distanziati di un metro e con il monouso. Anche nel bar “del professore”, dove era difficile mettere piede per la folla, si entra a 3 o massimo 4 clienti alla volta.

Lo racconta il titolare Lello Ferrieri nell’intervista realizzata da Taisia Raio:

NAPOLI, FASE 2 NEL NOME DELLA MONNEZZA: CUMULI IN PIAZZA FUGA AL VOMERO

Dopo che già in un recente passato era stato più volte evidenziato lo stato di degrado igienico-sanitario nel quale si trovano diverse arterie e piazze del Vomero, Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, ritorna sulla questione per segnalare, ancora una volta, nella prima giornata che ha caratterizzato la ripresa di numerose attività, dopo l’emergenza determinata dalla pandemia, in una giornata di sole con tanta gente per strada, la presenza di diversi cumuli di rifiuti. In particolare nella centralissima piazza Fuga, nei pressi della stazione superiore della funicolare Centrale.

“Un pessimo biglietto da visita per le tante persone che utilizzano, come mezzo di trasporto, l’impianto di trasporto a fune – sottolinea Capodanno -. Proprio nei pressi della stazione, infatti, dinanzi alle campane per la raccolta differenziata si notava la presenza di numerosi sacchi anche colorati, pieni di rifiuti, di imballaggi di cartone non piegati e anche un reticolato di legno “.

“Purtroppo – stigmatizza Capodanno – diverse piazze e strade di uno dei più bei quartieri di Napoli, il Vomero, centro commerciale di primaria importanza, terzo per presenze in Europa, sono sovente ridotte a dei veri e propri letamai, col risultato che non è difficile assistere a scene di degrado igienico-sanitario, che fanno non  poco storcere il naso a quanti si trovino a passare lungo le arterie di volta in volta interessate “.

“Al riguardo – stigmatizza Capodanno  -, con non poca irritazione constatiamo che, nonostante le numerose segnalazioni legate alle inefficienze più volte manifestatesi nell’ambito della raccolta dei rifiuti di solidi urbani nell’area collinare della Città, non si osservano concreti segnali di miglioramento, con la messa in campo di valide iniziative tese alla soluzione definitiva dell’annoso quanto sentito problema e con l’arrivo della bella stagione la situazione potrebbe essere destinata a peggiorare anche per le presumibili conseguenze di natura igienico-sanitario “.

Capodanno ancora una volta sollecita l’intervento degli uffici preposti affinché indaghino sui motivi dei tanti disservizi più volte segnalati, comminando le sanzioni del caso ai trasgressori e eliminando i cumuli di spazzatura presenti su marciapiedi e carreggiate.  Ma anche accertando e perseguendo  eventuali responsabilità, pure in relazione a presumibili comportamenti omissivi, del degrado determinato dalla presenza di rifiuti, tra i quali molti ingombranti, che continuano ad essere abbandonati per strada a tutte le ore del giorno.

 

“MAGISTRATI ANTIMAFIA: CONTINUATE LA VOSTRA LOTTA PER L’ITALIA”. INTERVISTA A MARIA FALCONE

NAPOLI, RIPARTONO I PARRUCCHIERI: “PRESI D’ASSALTO, BILANCIO POSITIVO CON LE MISURE DI SICUREZZA”

A Napoli la ripartenza riguarda anche i parrucchieri. Ecco quali sono le misure adottate in questa testimonianza di Antonio Cuomo, titolare di Hair Do Top.

Guarda e ascolta l’intervista.

 

PUGLIA, CGIL E UNIVERSITÀ PER I 50 ANNI DELLO STATUTO DEI LAVORATORI

A 50 anni dall’approvazione dello Statuto dei lavoratori, la legge 300/1970, la Cgil di Puglia intende celebrare questa ricorrenza con una piccola cerimonia che si terrà mercoledì 20 maggio dalle ore 12 presso l’Aula Magna di Palazzo Ateneo dell’Università degli Studi di Bari. All’iniziativa partecipano la Camera del Lavoro di Bari, la Federazione lavoratori della Conoscenza regionale, il Dipartimento Politiche Giovanili della Cgil Puglia e una rappresentanza di studenti della Rete della Conoscenza, Link e Uds,

Sarà consegnata una piccola targa ricordo a Stefano Bronzini, Rettore dell’ateneo dove per quindici anni ha insegnato il padre dello Statuto, il giurista Gino Giugni, che inaugurò una straordinaria stagione di giuslavoristi, la cosiddetta “scuola barese”, nata attorno all’Istituto di Diritto del Lavoro. Per l’Università parteciperanno anche il professore Roberto Voza, Docente di Diritto del Lavoro e responsabile del Dipartimento di Giurisprudenza, e Giuseppe Moro, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche.

Una “scuola barese” che ancora vanta studiosi e docenti di altissimo valore accademico, alcuni dei quali hanno collaborato alla stesura della Carta dei diritti universali dei lavoratori e delle lavoratrici, una proposta di nuovo statuto del lavoro presentato dalla Cgil attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare, per la quale sono state raccolte quasi un milione e mezzo di firme e che non è stata mai incanalata negli iter di discussione parlamentare, come prevedono le norme. Nell’occasione pertanto sarà consegnata al Rettore anche una copia della Carta dei diritti, che per la Cgil intende innovare gli strumenti contrattuali al mutare del lavoro, preservando e anzi estendendo i diritti fondamentali, da riconoscere a tutti indipendentemente dalla tipologia contrattuale.

Per la Cgil parteciperanno alla breve cerimonia il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo; il segretario generale della Camera del Lavoro di Bari, Gigia Bucci; il segretario generale della Flc Cgil Puglia, Claudio Menga; la coordinatrice del Dipartimento Politiche Giovanili della Cgil regionale, Maria Giorgia Vulcano

SANITÀ, PRIMA E DOPO IL COVID-19. FIERRO (ME.DEM.): “DEFICIT DEMOCRAZIA, OPERATORI SEGNALATI SE DENUNCIANO”

Parliamo di sanità in Campania, continuiamo il dibattito aperto in queste settimane con i primi due interventi e le criticità che vengono fuori nonostante una comunicazione istituzionale che parla di successo per la regione.

Oggi abbiamo con noi Paolo Fierro (a sinistra nella foto), dirigente medico unità operativa otorinolaringoiatria all’Ospedale del mare e vicepresidente nazionale di Medicina democratica.

Ascolta l’intervista.

Leggi gli interventi precedenti:

Francesco Maranta, Forum Diritti e Salute

Giuseppe Russo, primario al Ruggi d’Aragona di Salerno

FASE 2 E GIORNALISTI, PARLA CARLO VERNA: “SERVE LEGISLAZIONE DI EMERGENZA”

NAPOLI, COME RIAPRONO I CENTRI ESTETICI TRA DISTANZA E SICUREZZA: GUARDA IL VIDEO

L’Italia riapre e ripartono i centri estetici presi d’assalto dalle clienti dopo due mesi di lockdown. Misure di distanziamento e sicurezza a Napoli, siamo stati questa mattina al centro estetico Beauty Bi:

Ecco cosa dice Bianca Di Matteo – titolare centro estetico Beauty Bi – che spiega le misure adottate per la riapertura:

 

ANTOCI, A 4 ANNI DALL’ATTENTATO IL SUO “PROTOCOLLO” UN ESEMPIO CONCRETO DI LOTTA ALLA MAFIA

Il 18 maggio 2016 la mafia tentò di uccidere l’allora presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe
Antoci.  Antoci riuscì a salvarsi solo grazie al valoroso ruolo svolto dalla sua scorta e all’auto
blindata sulla quale viaggiava, essendo già da tempo nel mirino delle mafie.

La colpa di Peppe Antoci, per la mafia, era quella di aver svolto il proprio dovere di presidente del parco dei Nebrodi cercando efficacemente di mettere fuori mafiosi e corrotti dalla gestione dei fondi comunitari e dalla gestione oscura dei suoli di pertinenza del Parco.

Nacque grazie a questo impegno il “Protocollo Antoci” che oggi è applicato in tutta Italia e che resta un esempio concreto di come si fa la lotta alla mafia e alla corruzione, senza chiacchiere e proclami, bensì con i fatti, fatti concreti ed efficaci, sebbene rischiosi. Questo Protocollo ha arrecato grandi danni alla mafia, e non solo alla mafia, e ancora oggi Peppe Antoci, insieme alla sua famiglia, restano nel mirino della “malacarne”. Anche chi non è mafioso ogni tanto cerca di colpire la straordinaria stagione di governo del Parco dei Nebrodi e il Protocollo che Antoci ideò.

“Oggi SOS IMPRESA Rete per la Legalità si onora di avere Peppe Antoci tra i suoi soci onorari –
ha dichiarato Luigi Cuomo, presidente nazionale di SOS IMPRESA-RplL – perché  la nostra
associazione è sempre dalla parte giusta e con i giusti e Peppe Antoci è un uomo giusto, coraggioso
e sta dalla parte giusta, non potremmo non condividere la strada che ci porterà, sicuramente, un
giorno fuori dal potere criminale e mafioso  che ancora oggi conta tantissimi affiliati, gregari ed
estimatori, anche talvolta insospettabili.”

Vogliamo ricordare questa data perché essa contiene e rappresenta una testimonianza di antimafia vera, concreta, bella e che funziona – ha dichiarato Pippo Scandurra – vicepresidente vicario della stessa associazione. Grazie alla sua scorta oggi possiamo parlare di Giuseppe Antoci insieme a lui in incontri, assemblee e iniziative a favore della lotta alla mafia, alla corruzione per la legalità e la libertà nostra e di tutto il Paese”.

“È certamente anche grazie al lavoro svolto da Antoci – ha continuato Scandurra, che la direzione
distrettuale antimafia di Messina coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia nel gennaio scorso
ha effettuato 94 arresti di mafiosi, insospettabili notabili e professionisti tutti insieme impegnati a
mettere le mani sui fondi europei. Su questa strada anche il nostro impegno accanto alle vittime di
queste attività estorsive a danni di agricoltori onesti continuerà ancora fino al definitivo
smantellamento di queste consorterie di criminali e affaristi”.

“Grazie Beppe per quello che hai fatto e per quello che rappresenti oggi per moltissimi, in Sicilia ed
in tutta Italia. Dopo questa difficile fase di crisi sanitaria – ha concluso Scandurra – saremo lieti ed
onorati di riprendere con te le attività di sensibilizzazione responsabilizzazione di giovani ed
associazioni affinché il tempo della vittoria contro la mafia non sia ancora troppo lontano”.

 

CAPODIMONTE, RIAPRE IL REAL BOSCO: ECCO COSA SI POTRÀ FARE E COSA NO

Oggi riapre il Real Bosco di Capodimonte, secondo i consueti orari, dopo la chiusura imposta dalle misure di contenimento del contagio da Covid-19, e dopo importanti lavori di restauro e riqualificazione paesaggistica che non si sono mai fermati e che continueranno anche nei mesi futuri con un’intensa messa in sicurezza del patrimonio arboreo e valorizzazione funzionale dello stesso per ricostruire storicamente le architetture vegetali e ristabilirne le relazioni ecologiche.

Recuperati 14 ettari in più e 14 chilometri di viali, impiantati 1000 tra alberi e arbusti. Riaprirà il settecentesco Giardino Tardo-barocco, riportato alla sua forma originale (taglio verticale dei filari nei viali laterali e taglio ‘a grottone’ nel viale centrale), dopo i danni dovuti alla tempesta del 2018 che portò alla perdita di centinaia di alberi.

Lunedì 18 maggio i fruitori troveranno a disposizione complessivamente 68 ettari di bosco ma saranno chiamati a tenere comportamenti responsabili e ad osservare scrupolosamente le regole sanitarie di contenimento del contagio da Covid-19 (uso della mascherina, distanziamento sanitario e divieto di assembramento). Le specifiche prescrizioni Covid-19 si aggiungono al regolamento generale.

Il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger, da sempre attento a una fruzione culturale del Bosco e del Giardino storico, lancia un appello a tutti i cittadini: “Aiutateci ad offrirvi una fruizione in sicurezza. Contiamo, come sempre, sulla vostra collaborazione per evitare di mettere a rischio voi stessi e gli altri” e invita a segnalate ogni comportamento difforme alle prescrizioni al personale di vigilanza.

Ma cosa si potrà fare e cosa non si potrà fare da lunedì 18 nel Real Bosco?

Sarà molto importante prestare attenzione alla nuova segnaletica predisposta ai varchi e sulle bacheche presenti in tutto il Bosco che prevede una separazione tra chi i pubblici: chi passeggia, chi corre e chi vuole andare in bicicletta. Ognuno è invitato a rispettare le aree e i percorsi indicati sulla mappa per le attività motorie individuali (passeggiata-colore verde, jogging-colore azzurro e bici-colore arancione) secondo le modalità stabilite dalle normative nazionali e dalle ordinanze regionali.

Passeggiata (colore verde)

Si potrà passeggiare con obbligo di indossare la mascherina lungo i viali e le aree contrassegnate dal colore verde scuro in mappa e nella zona del Belvedere mantenendo la distanza sanitaria di 1 metro ed evitando assembramenti. Non si possono calpestare i prati ornamentali davanti alla Reggia.

Jogging (colore azzurro)

I runners dovranno indossare la mascherina ai varchi, per entrare e uscire dal Bosco con andatura da passeggio, potranno toglierla unicamente sul “percorso vita” (1,4 chilometri da Porta Caccetta a Porta Miano) indicato in azzurro sulla mappa e segnalato con frecce direzionali lungo il percorso. Saranno obbligati a tenere un distanziamento di 2 metri da chi li precede con l’obbligo di rallentare il passo o interrompere l’attività in caso di presenza ovvero di afflusso di persone in misura tale da determinare rischi di assembramento (segni blu a terra indicano la distanza di 2 metri).

Bicicletta (colore arancione)

Si potrà andare in bici, con obbligo di mascherina, con andatura moderata da passeggio unicamente lungo il percorso bici indicato sulla mappa di colore arancione rispettando il distanziamento di 2 metri. C’è l’obbligo di condurre la bici a mano dai varchi (Porta Grande, Porta Piccola o Porta Miano) fino al percorso indicato che inizia nel primo viale a sinistra di Porta di Mezzo, costeggia l’Istituto Caselli-De Sanctis e torna indietro.

Area cani

Saranno aperte le aree cani di Porta Piccola (per i cani di piccola taglia) e quella sui prati antistanti la Fagianeria (per i cani di grande taglia). Chi le frequenta è obbligato a indossare la mascherina, rispettare il distanziamento sanitario di 2 metri ed evitare assembramenti.

Vietati tutti i giochi di squadra (calcio rugby e cricket) che, in questo momento, costituiscono “assembramento” in qualsiasi area del sito culturale.

Vietati i pic-nic in qualsiasi area del sito culturale

Vietato praticare attività sportiva o andare in bici sul Belvedere, nell’area adiacente la Reggia o nelle altre area destinate unicamente alla passeggiata.

 

NAPOLI, IN RICORDO DI MAURIZIO ESTATE: VITTIMA INNOCENTE DELLA CRIMINALITÀ

“Purtroppo quest’anno, a differenza degli anni scorsi, a causa della pandemia e delle relative restrizioni, non potrà essere organizzata nessuna manifestazione nella piazzetta del quartiere Chiaia di Napoli, che porta il suo nome, per commemorare il ventisettesimo anniversario del brutale assassinio di Maurizio Estate, vittima innocente della criminalità e medaglia d’oro al valore civile, spirato tra le braccia del padre, dopo che gli avevano sparato per essere intervenuto, poco prima, sventando uno scippo. Il grave fatto di sangue, come si ricorderà, avvenne il 17 maggio 1993, a Napoli, al largo Vetriera a Chiaia, oggi largo Maurizio Estate, dove una lapide ricorda la nobile figura di questo giovane che ancora oggi rappresenta un fulgido esempio, per tante persone, di altruismo e di amore per il prossimo “.

A ricordare il tragico evento è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che in passato si è strenuamente battuto affinché lo slargo, nel quale avvenne il grave fatto di sangue, fosse intitolato al giovane eroe.

“Negli anni scorsi, in occasione della commemorazione, sono stati presenti anche gli alunni di una scuola media statale che ha assunto Maurizio Estate come simbolo di eroismo, realizzando pure un filmato dove si descriveva la vita della vittima della criminalità – ricorda Capodanno -. In occasione della commemorazione del 17 maggio 2005, il primo cittadino del capoluogo partenopeo, nel ricordare il giovane, che, quando fu ucciso, aveva appena 23 anni e stava per convolare a nozze, nel corso dell’intitolazione di una piazza a Scampia, lo paragonò a Nicola Calipari, il funzionario del Sismi che si gettò su Giuliana Sgrena per difenderla”.

“Leggendo la lapide dedicata a Maurizio – sottolinea Capodanno – vengono in mente le parole del fratello: “Spero che questa lapide sia di monito per i giovani, altrimenti ci piegheremo alla barbarie. Ricordare è importante, una città senza memoria non ha futuro. È facile andare via, il difficile è vivere qui a Napoli. Ma non possiamo andarcene. Dobbiamo sperare ed essere sempre di più a farlo”.

 

 

OMOFOBIA E TRANSFOBIA, DOSSIER ARCIGAY: SU 138 CASI 21 SONO AL SUD E 74 AL NORD

Un totale di 138 episodi, dei quali 74 avvenuti nel Nord Italia, 30 al Centro, 21 al Sud e 13 nelle Isole. 32 vicende hanno a che fare con vere e proprie aggressioni, 13 sono adescamenti a scopo di rapina, ricatto o estorsione, 9 sono violenze familiari, 31 sono discriminazioni o insulti in luoghi pubblici, come bar o  ristoranti, 17 sono scritte infamanti su muri, auto, abitazioni, 25 sono episodi di hate speech e di incitazione all’odio, online e offline, scatenati da esponenti politici, gruppi, movimenti.

Sono questi i numeri del dossier di Arcigay per la Giornata mondiale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia. “Maglia nera al Nord, – commenta Gabriele Piazzoni, presidente nazionale Arcigay – dove hanno avuto luogo più della metà delle storie censite e dove in effetti, in particolare in alcune città, abbiamo la sensazione concreta di un rafforzamento dell’istanza omotransfobica, spesso legittimata e reiterata anche dalle istituzioni. Ed è al Nord, infatti, che più di frequente perfino la politica attinge al linguaggio della violenza e dell’istigazione nei confronti delle persone lgbti. Sempre nel Nord si concentra uno dei fenomeni più preoccupanti che il rapporto ci rappresenta, non inedito, ma mai come quest’anno consolidato e ricorrente: gay maschi, spesso anziani ma non necessariamente, che vengono contattati da ragazzi giovani, di solito via chat. Ragazzi che poi incontrano ma dai quali vengono rapinati, o ricattati attraverso fotografie intime o sotto la minaccia di rivelare l’orientamento sessuale dell’uomo. Quello che un tempo era un fenomeno saltuario che riguardava di solito il degenerare di una relazione sexworker/cliente, oggi ha tutt’altre sembianze, cioè quelle di una trappola metodica rivolta a persone identificate come vulnerabili. Sono in tutto 13 gli episodi di questo tipo che la cronaca ha raccontato nell’ultimo anno. E ancora: al Nord si sono verificate la metà delle aggressioni (16 su 32) dei passati dodici mesi, avvenute quasi tutte per strada. Infine: guardiamo sempre con preoccupazione alle violenze familiari, presenti al Nord, come al Centro o al Sud, che quasi sempre restano nascoste ai media, ma che sono un fenomeno sempre presente e che registriamo quotidianamente attraverso le nostre reti associative, fenomeno che si è esasperato dopo le settimane di lockdown”.

Danno chiavi di lettura utili a leggere questa fotografia i dati comunicati due giorni fa dall’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione europea, relativi alla più grande ricerca mai realizzata sulla popolazione lgbti, con oltre 140mila persone intervistate provenienti da circa 30 Paesi (qui il report dell’Italia) .

“Il 62% delle persone lgbti intervistate nel nostro Paese – dice Piazzoni –  evita di tenere per mano il compagno o la compagna in pubblico e il 30% di loro si tiene alla larga da certi luoghi o certe zone per paura di essere aggredito o aggredita. Le persone lgbti visibili nel proprio contesto sono sotto la soglia del 40%, quindi oltre il 60% preferisce vivere nell’ombra. È questa invisibilità a produrre quella vulnerabilità che rende le persone lgbti ricattabili ed esposte a fortissime violenze psicologiche, prima ancora che fisiche. Ma per socializzare con serenità la propria condizione, una persona lgbti deve sentire attorno a sé un contesto sicuro e accogliente. A questo serve il grande lavoro culturale che da anni le associazioni come Arcigay portano avanti, a volte con grande sostegno delle istituzioni, altre volte superando i loro tentativi di censura. E a questo servirebbe una legge contro i crimini e le parole d’odio nei confronti delle persone lgbti, che da anni chiediamo e che sappiamo prossima al dibattito in aula. In quella battaglia il nostro faro sarà l’efficacia della norma e la sua corrispondenza alla domanda di giustizia che raccogliamo ogni giorno dalle persone colpite dall’odio”.

 

COVID-19 E ANTIMAFIA, FIORENZA: “SCARCERAZIONE BOSS GRAVI FERITE PER FAMILIARI DELLE VITTIME”

COVID-19: COSA BISOGNA FARE. L’ARTICOLO DEL PROFESSORE ANTONIO GIORDANO

LE MINACCE E LA SOLITUDINE MA CATELLO MARESCA NON SI ARRENDE: “IN FUTURO NON ESCLUDO MIO RUOLO IN POLITICA”

OSSERVATORIO MAFIE – LE MANI DEI CLAN SULLE IMPRESE E LE INIZIATIVE DI SOS IMPRESA: PARLA IL PRESIDENTE LUIGI CUOMO

CAPORALATO, CGIL PUGLIA: “NO AI VOUCHER, CASA E TRASPORTI PER I BRACCIANTI”

Foto da infoaut

Con il decreto rilancio è stata approvata la regolarizzazione per sei mesi dei braccianti immigrati: si stima che siano 200mila le unità necessarie per l’agricoltura. L’obiettivo è fermare lo sfruttamento dei caporali su cui ci sono interessi non solo imprenditoriali ma anche mafiosi.

La Puglia è uno dei territori, con la provincia di Foggia, dove il fenomeno è più esteso. Sulla questione interviene Pietro Gesmundo, segretario Cgil Puglia: “Il caporalato è uno dei problemi dell’agricoltura pugliese, la regolarizzazione dei lavoratori immigrati è uno dei passi necessari per sconfiggerlo insieme all’istituzione di un sistema pubblico di trasporto, alloggio e intermediazione di manodopera, senza compromessi al ribasso come i voucher, per puntare sulla qualità dei prodotti anziché sull’abbassamento dei costi del lavoro”.

SIMPLY SUMMER: LA APP DI UN TEAM NAPOLETANO PER SALVARE LA STAGIONE BALNEARE

Ordinare un fresco aperitivo direttamente dall’ombrellone con pochi tap, o fare la lezione di zumba con l’istruttore in streaming. Nasce da un’idea e da un team napoletano l’app che può potenzialmente salvare la stagione estiva 2020. Nessun distanziatore in plexiglass o altre soluzioni creative: semplicemente la possibilità di fruire di tutti i servizi del lido comodamente tramite smartphone una volta avuto accesso alla struttura balneare. Permettendo così, soprattutto nelle ore di punta, di evitare assembramenti e permettere a ogni avventore di vivere il mare in totale sicurezza.

La piattaforma – che verrà lanciata nelle prossime ore – si chiama Simply Summer ed è nata dall’intuizione dell’estroso Giuseppe Iaccarino, imprenditore del settore animazione e turismo e presidente di Professione Vacanza, con il fondamentale contributo digitale delle agenzie Hubstrat e Optima Solution. La mission è di “supportare con tutti gli strumenti possibili” la ripresa economica e della vita sociale del Paese, partendo già da questa estate. Gli obiettivi finali sono due: rendere più semplice l’osservanza delle regole di distanziamento sociale utili a contenere la pandemia da Covid-19 per gli stabilimenti balneari da un lato, far sentire i bagnanti sicuri dall’altro.

“Per noi che ci occupiamo di animazione – spiega Iaccarino – l’estate 2020 può voler dire solo due cose: o rassegnarci o rimboccarci le maniche. Noi abbiamo deciso di non arrenderci. L’idea era già nelle nostre menti da un po’ di tempo, ma la situazione attuale ci ha obbligato a spingere l’acceleratore. Attraverso il digital speriamo di contribuire a salvare la stagione estiva e un intero indotto che, senza soluzioni pratiche, rischierebbe di sparire”.

La sperimentazione sul campo permetterà poi di calibrare ancor più l’app sulle necessità degli utenti. Più si andrà avanti, maggiori saranno le possibilità che l’app potenzialmente offrirà agli stabilimenti balneari: dalla prenotazione degli ombrelloni all’interazione con video e giochi d’animazione.

“Quando Giuseppe Iaccarino ci ha proposto questa idea – spiega Corrado Sorge, di Hubstrat – abbiamo subito deciso di investire in questo progetto. A nostro modo, vogliamo dare un contributo agli stabilimenti balneari offrendo loro uno strumento che sia una risposta semplice ma al contempo concreta all’emergenza che si apprestano a vivere. Abbiamo messo a disposizione le nostre esperienze e competenze per poter offrire supporto reale e soluzioni chiare agli imprenditori del comparto”.
Come funziona l’app

“Ciascun lido che vuole usufruire dell’app – spiegano da Hubstrat – avrà un codice d’accesso personale da cui potrà generare i codici ombrellone da assegnare al cliente. Attraverso un pannello di controllo, lo stabilimento potrà generare i prodotti e successivamente i servizi offerti. Ad ogni ordine ricevuto riceverà una notifica che permetterà di prendere in carico ed evadere l’ordine in ingresso”.
Se per lo stabilimento l’utilizzo è semplicissimo, per il bagnante lo è ancora di più: “Arrivati all’ingresso, l’avventore potrà scaricare l’app ed effettuare il login tramite il codice del lido e il codice ombrellone assegnato. Da lì, potrà accedere a tutte le funzioni messe a disposizione dalla struttura con pochi semplici e intituitivi tap”.

Non ci sono costi per il bagnante. Il sistema conta di coprire le spese sostenute per l’avvio della piattaforma attraverso una piccolissima fee su ogni ordine evaso (il 10 percento) mentre per lo stabilimento ci sarà un piccolo costo di attivazione per aderire al servizio.

NAPOLI, TUTTO FERMO AL PARCO AGRICOLO-DIDATTICO DEL VOMERO: “FATE LUCE”

Nel maggio di due anni fa, a seguito dell’ennesima nota inviata da Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che da lustri si batte per la nascita del parco agricolo didattico che dovrebbe sorgere, ma il condizionale a questo punto è d’obbligo, nell’area dell’ex gasometro, che si estende su una superficie posta tra viale Raffaello e salita Cacciottoli, al Vomero, l’annosa vicenda era ritornata alla ribalta delle cronache. Nell’occasione si parlo anche di un’imminente apertura.

“Da allora però nulla è cambiato – sottolinea amareggiato Capodanno – . Nonostante gli impegni e le promesse fatte in quella circostanza, del parco agricolo non si è saputo più nulla, dal momento che è di nuovo calato il più assoluto silenzio sull’intera vicenda mentre i lavori sono fermi da oltre un anno senza che siano state mai rese note le motivazioni alla base di quest’ennesimo stop”.

“Eppure – puntualizza Capodanno – il 20 marzo scorso sono decorsi ben quattro anni da quando un incendio, scoppiato proprio nell’area dell’ex gasometro, con fiamme che lambirono pericolosamente anche alcuni fabbricati, creando notevole panico tra i residenti, ripropose al centro all’attenzione della pubblica opinione le annose questioni, legate alla destinazione di quell’area e ai notevoli ritardi maturati nella realizzazione del parco agricolo didattico “.

“Precedentemente, nel marzo del 2011, dopo varie traversie – sottolinea Capodanno -, il progetto del parco era stato anche presentato in pompa magna alla stampa, nel mentre, dopo anni d’attesa, erano da poco iniziati i lavori per la sua realizzazione, lavori che sarebbero dovuti durare sei mesi ma che invece furono improvvisamente sospesi. Da allora dunque sono passati quasi nove anni e, di fatto, il parco è rimasto solo sulla carta, arenandosi, per molto tempo, nelle vicende giudiziarie tra la proprietà e il Comune di Napoli “.

“Lustri d’attesa, oltre due milioni di euro a suo tempo finanziati – prosegue Capodanno – ma a tutt’oggi ancora non è dato sapere se e quando vedrà la luce questo parco che doveva sorgere su di un’area di circa 14mila metri quadrati, acquisita dal Comune di Napoli, area che fino agli anni ’80 era stata occupata da una campana gassometrica, successivamente in disuso, e dalle relative attrezzature per il suo funzionamento “.

“Il parco era stato progettato su un’area vincolata, che apparteneva ad un privato, e sotto una parte della quale si ventilava l’ipotesi che potesse sorgere un parcheggio interrato  – ricorda Capodanno -. Dopo una serie di battaglie sostenute dai comitati e dalle associazioni di zona, il Comune di Napoli elaborò una variante per un progetto di riqualificazione,  pubblicato all’epoca anche nelle cartografie del sito internet del Comune di Napoli, variante approvata con deliberazione consiliare n. 44/2001 e con deliberazione di Giunta comunale n. 2365/2002. Successivamente con decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania n. 529 del 24 settembre 2004 la stessa variante fu approvata anche dalla Regione Campania “.

CONDANNATA A UN RISARCIMENTO DAL BOSS: I COMMERCIANTI DI FORCELLA A SOSTEGNO DELLA CRONISTA DE IL MATTINO

ESTORSIONE, SCACCO AI CLAN DEL VESUVIANO. SOS IMPRESA: “BISOGNA DENUNCIARE, CON LA NOSTRA RETE MAI SOLI”

Foto repertorio Roberta Basile/Kontrolab

Stamattina gli agenti della Squadra Mobile e del commissariato di Portici Ercolano hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli su richiesta dalla Procura della Repubblica di Napoli , nei confronti di 17 persone indagate, a vario titolo, per plurimi episodi di estorsione commessi con l’aggravante del metodo mafioso, al fine di agevolare clan camorristici operanti nei comuni di Portici e San Giorgio a Cremano.

Sos Impresa Rete per la Legalità esprime grande soddisfazione ed enorme gratitudine alla Procura della Repubblica  di Napoli e agli gli agenti della Squadra Mobile e del commissariato di Portici Ercolano.

“Questa imponente operazione di polizia – ha dichiarato Sergio Vigilante – dirigente regionale dell’associazione antiracket, riconsegna alle due città di Portici e di Ercolano, e a buona parte dell’intero hinterland vesuviano, spazi di libertà e di legalità che incoraggiano le persone perbene ad avere sempre più fiducia nello Stato e nelle sue Istituzioni.”

“Come risulta anche dalle indagini che hanno portato agli arresti di questa mattina, le vittime di queste estorsioni e di queste violenze sono più di quelle che fino ad ora hanno collaborato con le Forze dell’Ordine – ha dichiarato Luigi Cuomo coordinatore regionale di SOS IMPRESA-RplL Campania – e, pertanto, auspichiamo, e ci impegniamo, affinché anche altri colleghi trovino il coraggio di raccontare i soprusi patiti, soprattutto adesso che i responsabili sono finiti in manette. La collaborazione di altre vittime può consentire di assicurare questi soggetti  a pene più severe e durature. In questo modo sarà possibile difendere la libertà di tutti dell’intero territorio per molto tempo. Chi denuncia, ha proseguito Cuomo, non solo difende se stesso, la sua impresa e la propria famiglia ma rende un servizio alla intera comunità. Oltretutto a favore di chi collabora esiste una rete di solidarietà e di utilità messe in campo dallo Stato, anche attraverso le associazioni come la nostra, che garantisce un’ampia e solida rete di solidarietà e, soprattutto, non si è mai soli”.

 

UNA PISTA CICLABILE PER NAPOLI EST: L’IDEA DI DUE PROFESSIONISTI DELLA PERIFERIA ORIENTALE

NAPOLI, RIPARTENZA SOSTENIBILE: BICI, MONOPATTINI E MEZZI ELETTRICI. LO ANNUNCIA L’ASSESSORA CLEMENTE

NAPOLI, IL DEGRADO DI PARCO MASCAGNA: “GIOSTRINE IMPACCHETTATE E ABBANDONO”

“Il parco Mascagna, già conosciuto come giardini di via Ruoppolo, posto al confine dei quartieri del Vomero e dell’Arenella, uno dei pochi spazi verdi a disposizione dei residenti, che, anche dopo la recente riapertura, continua purtroppo a versare in uno stato di degrado e di abbandono”.

A intervenire, ancora una volta, sulle condizioni del parco comunale in questione è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari già presidente della Circoscrizione Vomero.

“Innanzitutto – afferma Capodanno –  va ricordato che, allo stato, sulla scorta delle disposizioni del DPCM del 26 aprile scorso, nonostante che le ore di luce siano aumentate, anche per l’entrata in vigore dell’ora legale, i cancelli di accesso al parco Mascagna dell’unico varco aperto, quello su via Ruoppolo, vengono chiusi alle 15:30 “.

“Molte delle aiuole presenti nel suddetto parco  – sottolinea Capodanno – restano ridotte a campi in terra battuta, brulle, senza un filo d’erba e senza piante e fiori che le abbelliscano, dal momento che nei quasi due mesi di chiusura, nulla si è fatto per migliorare il manto erboso e per piantare nuove essenze  “.

“Va anche sottolineato – puntualizza Capodanno –  che la disposizione del decreto succitato la quale prescrive che “le aree  attrezzate per il gioco dei bambini sono chiuse”, ha di fatto prodotto non la semplice recinzione delle aree del parco in questione, ma l’impacchettamento, con nostri di plastica bicolore, di tutte le giostrine, comprese quelle che già prima dell’emergenza Covid-19 erano rotte e che allo stato continuano ad esserlo, dal momento che non si è provveduto neppure al loro ripristino. Il risultato è che, anche per la mancanza d’idonea vigilanza, potendo accedere alle aree interessate, le giostrine restano comunque fruibili dai tanti bambini accompagnati che, anche stamani, affollavano il parco. Nel rispetto della norma andavano invece chiuse completamente le aree interessate, delimitandole con delle recinzioni, impedendone l’accesso e non impacchettando le sole giostrine, come di fatto è avvenuto “.

“Il nuovo assetto del parco – ricorda Capodanno -, vide la luce dopo lustri di attese, durante i quali una parte di esso venne utilizzata quale cantiere per i lavori del metrò collinare. Poi, finalmente, furono realizzati i lavori di sistemazione, con l’ampliamento e la recinzione dell’area a verde, realizzati tempo addietro dal Comune attraverso un finanziamento di oltre un milione e mezzo di euro. In tempi più recenti il parco rimase chiuso per oltre otto mesi, tra le vivaci proteste dei cittadini, sfociate in petizioni e sit-in, per i lavori di messa in sicurezza di alcune alberature, diverse delle quali sono state eliminate, senza essere sostituite da nuove essenze, come dimostra l’attuale presenza di numerose ceppaie “.

Sulle questioni sollevate Capodanno richiama, ancora una volta, l’attenzione degli uffici competenti per i provvedimenti del caso.

 

COVID-19 DA PIPISTRELLO A UOMO? PARLA IL PROFESSORE DI ECOLOGIA: “COLPA DEGLI UMANI, CI SARANNO ALTRE PANDEMIE”

SANITÀ, PRIMA E DOPO IL COVID-19. IL PRIMARIO RUSSO: “AD OGGI GLI OSPEDALI NON POSSONO ANCORA FARE LE VISITE”

NAPOLI, LA FLORIDIANA DIMENTICATA. CAPODANNO: “SITUAZIONE DRAMMATICA, HO SCRITTO A MATTARELLA”

FIUME SARNO, PETIZIONI E DENUNCE: RIPARTE LA BATTAGLIA. IRACE: “FORIERO DI MALATTIE TUMORALI”

IL 18 MAGGIO RIAPRONO BAR E RISTORANTI. LA RABBIA DELLA CATEGORIA: “NORME TROPPO SERVERE, DESTINATI A FALLIRE”

NAPOLI, LA SEDE DI MANI TESE SOTTO ATTACCO: CHI NON VUOLE I VOLONTARI IN PIAZZA CAVOUR?

Sotto attacco da mesi nel cuore di Napoli. È la sede di Mani Tese Campania in piazza  Cavour, associazione impegnata nella difesa delle fasce più fragili e per attività di inclusione. Il 4 maggio un atto di devastazione e danneggiamento senza precedenti con le foto pubblicate sulla pagina facebook e la successiva ondata di solidarietà con i messaggi solidali delle associazioni e del sindaco de Magistris.

“Questo è di sicuro il più grave attacco alla nostra sede mai ricevuto negli ultimi anni. Non solo per la vigliaccheria di prendersela con un’associazione impegnata di cui beneficiano le fasce più deboli della popolazione, ma soprattutto perchè in tempi amari come quelli che stiamo vivendo (pandemia globale, persone che perdono il lavoro, famiglie che non hanno risorse per accedere ai servizi più basilari per la sopravvivenza in quarantena), c’è veramente chi pensa sia il momento giusto per attaccare e sfregiare un’attività costruita sulla solidarietà come una ONLUS.

Qual è l’obiettivo di questi raid? Non è un luogo dove si trovano soldi o oggetti preziosi. “Cosa ne hanno ricavato? Un po’ di bigiotteria e di ninnoli d’argento, un fax e un computer già mezzo scassato. Non ci sembra una gran refurtiva, se quello era l’obiettivo. Del resto, se avessero voluto veramente appropriarsi di preziosi, di certo non si sarebbero concentrati su un’associazione di volontariato. È chiaro che rubacchiare non è il loro obiettivo.Come al solito, non sappiamo chi sia responsabile e forse non lo sapremo mai (nonostante le decine di denunce e solleciti)”

A chi dà fastidio una sede di volontari nel centro di Napoli? Chi ha preso di mira la sede di Mani Tese? Nonostante questi attacchi l’associazione promette: “il posto di Mani Tese Campania è in Piazza Cavour e da lì non ce ne andremo”.

NAPOLI, HITACHI STS: SINDACATI DENUNCIANO PRESSIONI PER TORNARE IN FABBRICA DOPO ACCORDO SU SMART WORKING

Tensione a Hitachi Sts (ex Ansaldo) di via Argine a Napoli, zona est. Le rappresentanze sindacali con la Rsu in testa contestano la marcia indietro dell’azienda sullo smart working.

“Nonostante l’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio che individua lo Smart Working come “Strumento Primario” per affrontare e limitare la diffusione del contagio e il messaggio di Andrew Barr indirizzato a tutti i dipendenti sulla valenza e la volontà di continuare a utilizzare in maniera massiva il succitato strumento, ci troviamo invece di fronte al fatto che vari capi e capetti stanno imponendo ai Lavoratori, attraverso email,  la presenza di almeno due giorni a settimana nello stabilimento, pur non avendo di fatto l’esigenza di doverlo pretendere in quanto, per attività svolte,  Questi  potrebbero tranquillamente portare il loro apporto all’azienda da casa evitando eventuali pericolosi contagi”. Questo denunciano le Rsu dell’azienda che ieri hanno lanciato una serrata di un’ora dello smart working e dell’uscita un’ora prima per chi è già presente in fabbrica. Inoltre si fermano tutte le prestazioni di lavoro straordinario.

L’accaduto ha meravigliato non poco i sindacati in quanto, neppure qualche giorno fa, era stato convenuto con l’Azienda di continuare a utilizzare in maniera massiccia e continuativa lo Smart Working almeno fino la fine di maggio. “In maniera concordata, non è stato prodotto nulla di scritto – scrivono i sindacati – ma riteniamo che la parola data conti molto di più di una firma posta sotto un testo, perché è segno di stima e di fiducia reciproca che rappresenta il cardine per ogni tipo di interlocuzione fra le parti. Nell’incontro  tenuto tra le RSU di tutte le sedi e l’Azienda, è stato chiesto a quest’ultima,  il motivo di questa brutale accelerazione tirata fuori dal cilindro all’improvviso, ebbene, non c’è stata data alcuna spiegazione degna di tale nome”.

Le Rappresentanze sindacali denunciano che “non ci è stata data risposta alcuna sul pericolo che Lavoratrici e Lavoratori debbano affrontare per raggiungere con i mezzi pubblici il posto di lavoro, per non parlare della completa mancanza di sensibilità legata alle condizioni di natura familiare che metterebbero in seria difficoltà la gestione del loro quotidiano. A fronte di tutto ciò, le R.S.U. di tutte le sedi di Hitachi STS Italia, mai vorrebbero pensare di affrontare discussioni con chi poi, nei fatti, non riesce a mantenere quanto concordato, e ancor meno avere il dubbio che dietro tutto questo si celi qualche “regia” che, di fatto, sia quella che invece determina e mette in atto azioni mai poste e discusse sui tavoli ufficiali”.

“Ribadiamo che la via maestra sia sempre quella del Buon Senso,  specialmente in questo particolare momento di inizio della “Fase Due”; Fallire in questo momento dove le restrizioni diventano meno rigide, aprendo i cancelli aziendali a una media del 50% delle presenze, comunque ingiustificata di Lavoratrici e Lavoratori, potrebbe vanificare tutti gli sforzi fin qui attuati e esporre l’azienda e il relativo business a un grave pericolo di richiusura totale”, chiedono i sindacati che aggiungono: “riconfermiamo all’Azienda,  la richiesta di rientro in sede del solo personale strettamente necessario alla prosecuzione del business, così come concordato nei precedenti incontri e in linea con le disposizioni governative, in caso contrario ci troveremo costretti ad utilizzare gli strumenti in nostro possesso per la tutela della sacrosanta e legittima salute di Lavoratrici e Lavoratori.

 

ESTORSIONI E MANI SU IMPRESE IN CRISI PER COVID-19: ARRESTATI 91 AFFILIATI AL CLAN ACQUASANTA

Questa mattina tra Palermo e Milano i finanzieri del Nucleo speciale di Polizia valutaria, guidati dal colonnello Saverio Angiulli e coordinati dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Amelia Luise e Dario Scaletta hanno eseguito 91 arresti di persone riconducibili alla famiglia mafiosa degli Acquasanta.

Secondo gli inquirenti, gestivano estorsioni, controllavano le gare all’interno di alcuni ippodromi, e si erano anche infiltrati in una cooperativa che lavora ai Cantieri navali del capoluogo siciliano. Ma, soprattutto, questa consorteria criminale stava tentando di approfittarsi della crisi economica scoppiata a seguito del coronavirus rilevando le imprese che in difficoltà. Una nuova mafia che cerca sempre di più di diventare imprenditrice riciclando soldi sporchi in imprese legali.

“Esprimiamo un grande ringraziamento all’attività degli investigatori che hanno così tempestivamente messo fine ad una delle attività mafiosa più pericolosa delle altre, ha dichiarato Luigi Cuomo presidente nazionale di SOS IMPRESA-RplL, l’infiltrazione nell’economia legale, infatti, con la conseguente trasformazione dei capitali sporchi in economia legale mina la stessa tenuta democratica del Paese. Su questo fronte auspichiamo che tutte le Procure d’Italia elevino il livello di attenzione ed indagini perché risulta che queste attività criminali non sono presenti solo a Palermo.”

“Questo rischio di maggiore infiltrazione nell’economia legale da parte delle mafie, dichiara Pippo Scandurra vice presidente vicario nazionale di SOS IMPRESA-Rete per la Legalità, è un allarme che la nostra organizzazione ha già lanciato dall’inizio della crisi da Covid 19, per alcune segnalazioni pervenute proprio in questa direzione. Con società di intermediazione, spesso con sede al Nord Italia o, addirittura all’estero, proponevano aiuti, soprattutto del settore turistico e della ristorazione, con la concessione di immediata liquidità a patto che poi fossero cedute le imprese o la maggioranza azionaria delle stesse”.

FASE 2, RIAPRONO LE PALESTRE MA SENZA CONTATTO FISICO. SACCO: “DALLA REGIONE NULLA, A RISCHIO PROGETTI PER I RAGAZZI”

RICERCA, NEOPLASIE POLMONARI: PREMIATA LA BIOLOGA NAPOLETANA FEDERICA ZITO

FASE 2 E CRISI GIORNALISTI, PARLA CLAUDIO SILVESTRI (SUGC): “SERVONO MISURE ECCEZIONALI PER L’EDITORIA”

DEMA: DALLE ORIGINI DI SINDACO DEL POPOLO ALLE TENTAZIONI DA SCERIFFO

Di Giuseppe Milazzo* – Vederlo parlare per due sere di seguito non è stato piacevole, eppure intriga sempre un po’ perché lo ricordo agli albori del suo esordio politico: il De Magistris del popolo, che scendeva dall’alto della sua collina e andava in giro per vicoli e palazzoni a cercare di farsi comprendere col suo napoletano italianizzato (che completa sempre le parole con una vocale).

Di fronte alle telecamere di SudReporter, stasera, mi ha fatto quasi tenerezza. Aveva le braccia conserte ed un maglioncino soffice, con i suoi occhietti che si schiudevano come se avesse appena preso il cappuccino fatto dalla tata.

Sono sempre stato curioso di sapere come si comporta quando é attorniato dai suoi amichetti che frequentavano i posti occupati, e che faccia fa quando sorseggiano le birre direttamente dalle bottiglie.

L’hanno etichettato Gigino ma in realtà é Gigi, tifoso dell’Inter.  Era un bravo ragazzo, Gi-gi, studiava tanto, anche se poi dopo aver superato il concorso ha scoperto che la magistratura non faceva per lui.

Gli avvocati napoletani più anziani ne conservano un pessimo ricordo. Adesso prova a fare il sindaco dal basso. Ma ieri da Giletti, vantandosi della sua amicizia con il magistrato del CSM Nino Di Matteo ha invocato il carcere anche per i detenuti le cui condizioni di salute li espongono a seri rischi in caso di contagio da Covid-19.

Che fine ha fatto il DeMa pseudo-compagno dei ribelli di strada? Gli è bastato poco per togliersi l’armatura da amico del popolo per tornare a fare il giustizialista (cacciato a calci da Catanzaro), che redarguisce il popolo maleducato.

Sarebbe bello ospitarlo a San Giovanni a Teduccio, il nostro sindaco, lui che rare volte ha superato il Loreto Mare, probabilmente, pensando che andando ancora più avanti ci fosse solo il Comando della Polizia Municipale di Portici.

Dopo avergli offerto una pizza, per il gusto di guardarlo mentre non sa mangiare con le mani, gli urlerei nei timpani “Vattene sceriffo”. Ricordandogli di portarsi dietro la sua schiera di delatori, a cui ha insegnato a controllare le piazze dove una volta prendevano parte ai tumulti.

*avvocato penalista

 

FASE 2, PARLA IL VIROLOGO GIULIO TARRO: “VACCINO IN FUTURO, ORA TERAPIE IN VISTA DELLA STAGIONE AUTUNNALE”

FASE 2, CLAMOROSO A LIPARI: ASSOIMPRESE CONSEGNA LE CHIAVI DELLE ATTIVITÀ ALLE ISTITUZIONI

FISCO E CRISI COVID-19, UILPA: “BENE ACCORDO AGENZIA ENTRATE, EVITARE OPERAZIONI NON NECESSARIE IN QUESTO MOMENTO”

“Molto bene l’accordo raggiunto qualche giorno fa, dopo una serie di riunioni di contrattazione nazionale, certamente estenuanti, ma che hanno prodotto concreti risultati in tema di tutela della sicurezza e della salute al tempo dell’emergenza COVID-19, sia per i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate che per i cittadini che usufruiranno dei servizi all’utenza riguardo le cosiddette ‘attività indifferibili’ e non eseguibili telematicamente.

Ribadiamo che adesso, in piena Fase 2, vigileremo attentamente sulle misure adottate nelle sedi delle Agenzie delle Entrate dell’intero territorio nazionale, sottolineando che si tratta di un accordo frutto anche della grande azione svolta dal Sindacato con il Governo, laddove le intese raggiunte sono, infatti, parte integrante dei DPCM emanati dall’esecutivo.”

Così si esprimono in una nota il Coordinatore Nazionale UILPA Entrate, Renato Cavallaro, ed i vice Coordinatori, Fabio Pergoloni e Cristian Spera.

“Ora, con la Fase 2, infatti, la contrattazione sulla sicurezza si sposta su tutte le sedi delle Agenzie delle Entrate, dove vigileremo che quanto previsto nell’accordo nazionale sia rispettato e garantito, passando dalla disponibilità dei dispositivi di protezione individuale (DPI, ossia guanti, gel disinfettante, mascherine, più i pannelli in plexiglas agli sportelli) alla sanificazione e verifica dello stato di salute di tutti coloro che fisicamente entrano nei nostri Uffici.

UILPA Entrate auspica anche la massima attenzione della politica riguardo la grave crisi che sta attraversando il Paese, non solo in ambito sanitario ma anche in campo sociale ed economico: il Governo Conte fornisca dei chiari indirizzi operativi all’Agenzia delle Entrate, orientati ad evitare eccessive – e attualmente non necessarie – operazioni di controllo fiscale verso quei cittadini ed imprese, particolarmente in difficoltà per la situazione. E questo eviterebbe così anche il proporsi di affollamenti e tensioni presso gli Uffici dell’Agenzia, che peraltro ricadrebbero sugli incolpevoli lavoratori delle Entrate”, conlcudono il Coordinatore Nazionale UILPA Entrate, Renato Cavallaro, ed i vice Coordinatori, Fabio Pergoloni e Cristian Spera.

FASE 2 A NAPOLI, INTERVISTA A DE MAGISTRIS: “GOVERNO NON MANTIENE PROMESSE E DE LUCA RISPONDA SU COME HA RIDOTTO SANITÀ CAMPANA”

IL PANE SOLIDALE ANTICAMORRA HA UN ALTRO SAPORE: L’INIZIATIVA DI PIZZERIA DI MATTEO E SOS IMPRESA

A cura di G. Manzo e T. Raio – Per iniziativa dell’associazione antiracket e antiusura SOS IMPRESA-RplL e dell’associazione Report, coordinate da Luigi Cuomo ed Anna Ferrara, nell’ambito del progetto “La solidarietà, senza la camorra, ha un altro sapore”, da lunedì 11 a domenica 17 maggio tutte le mattine Salvatore Di Matteo sfornerà il pane della solidarietà che l’associazione Report con l’aiuto di Luca Napoleone, scrittore di viaggi e cibo, consegnerà gratuitamente ad alcune famiglie e comunità di cittadini più fragili e bisognose della nostra città.

Con questa notizia Sud Reporter annuncia l’inzio di un Osservatorio sulle mafie in collaborazione con Sos Impresa-Rete per la legalità: ogni venerdì alle 13 interventi e interviste dei protagonisti dell’impegno anti-racket e anti-clan.

Vedi i video con le interviste dell’iniziativa. Qui parla Salvatore Di Matteo, titolare dell’omonima pizzeria:

 

SANITÀ, PRIMA E DOPO IL COVID-19. MARANTA (FORUM DIRITTI E SALUTE): “SI APRONO LE PORTE AL GRANDE BUSINESS PRIVATO”

FASE 2 E INFANZIA, A PALERMO IL SINDACO: “DENUNCIO I GENITORI CHE NON VIGILIANO SUI FIGLI”

Fase 2, distanziamento sociale e infanzia. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando annuncia nuovi provvedimenti: “intendo denunciare alla Procura quei genitori che non vigilano sui propri figli piccoli e adolescenti e che mettono a rischio la propria e altrui salute”.

Le preoccupazioni del primo cittadino sono rivolte al week end: “questo fine settimana, che si preannuncia bellissimo sotto il profilo meteorologico, rischia di essere pericolosissimo sotto il profilo sanitario – aggiunge -. In alcune città, come a Milano, si sta pensando addirittura di tornare indietro, di tornare al blocco che, se dovesse accadere a Palermo, sarebbe un disastro sociale ed economico. Con la vita non si scherza, per questo chiedo a tutti di attenersi alle regole e non pensare che ci sia un inaccettabile, e soprattutto pericoloso, ‘liberi tutti’ “.

(fonte agenzia stampa Dire)

FASE 2, MELFI: LA FIOM CHIEDE DIRITTI, SALUTE E INNOVAZIONE ECO-SOSTENIBILE

Si è svolta una riunione telematica con tutti i delegati dell’indotto FCA Melfi della FIOM CGIL Basilicata alla presenza della segreteria regionale e della FIOM CGIL Nazionale Carboni Mariano, per una riesamina generale del lavoro che si è svolto nella prima fase e per garantire l’avvio della seconda fase in sicurezza, vista la ripartenza produttiva del 4 maggio 2020, seppur in modo graduale, che coinvolgerà una piccolissima percentuale di lavoratori.

Per la FIOM “la fase 2 nella componentistica FCA MELFI dovrà essere caratterizzata dall’avvio produttivo, guardando alle condizioni di sicurezza, con verifiche continue dell’applicazione corretta dei protocolli concordati in tutte le aziende affinché i lavoratori abbiano le stesse garanzie di sicurezza, compreso i lavoratori della logistica”.

Importante in questa fase “il coinvolgimento dei lavoratori per affrontare la situazione e svolgere le verifiche, pertanto è necessario che le aziende rispondano alla nostra richiesta di poter svolgere le assemblee con mezzi piattaforme che solo in questa fase transitoria possano sostituire il diritto dell’assemblea”.

La FIOM CGIL è cosciente del fatto che il rischio contagio non è stato ancora superato, pertanto “sono fondamentali tutte le attività di igienizzazione e sanificazione periodica, durante il turno, di luoghi e postazioni, il mantenimento delle distanze sulle linee e negli ambienti comuni, la dotazione kit dpi a tutti i lavoratori (mascherine, guanti e occhiali), la misurazione delle temperature prima del turno di lavoro, la limitazione degli assembramenti in entrata e in uscita, nelle mense e negli spogliatoi, sarà necessario modificare l’organizzazione del lavoro prevedendo un rallentamento dell’attività produttiva aumentando le pause durante il turno di lavoro”.

Per la ripresa lavorativa la FIOM ritiene “indispensabile un piano regionale sui trasporti per eliminare il rischio contagio per i lavoratori che usano mezzi pubblici, necessaria la sanificazione e l’intensificazione delle corse, la riduzione della tariffa del costo del biglietto, la FIOM CGIL in diversi incontri con la regione, ha chiesto il rispetto di tutte delle condizioni di sicurezza e che i lavoratori costretti a raggiungere i luoghi di lavoro utilizzando le proprie vetture non dovranno subire un ulteriore abbassamento del salario con costi aggiuntivi e che le parti se ne dovranno far carico”.

La FIOM nel sottolineare l’importanza che ha avuto in questa fase, il dialogo continuo tra il sindacato e il governo che “ha creato le condizioni per tutelare la salute e sicurezza, l’occupazione e il salario dei lavoratori, ritiene indispensabile proseguire il confronto con la stessa intensità, anche dopo la pandemia, cambiando inevitabilmente le politiche industriali, mettendo al centro il lavoro di qualità con i diritti, l’innovazione come volano per il superamento della crisi del settore, con produzioni e sistemi produttivi eco-sostenibili”.

 

FASE 2 E RISTORAZIONE, PARLA LO CHEF STELLATO GENNARO ESPOSITO: “PROTOCOLLO RIGOROSO PER APRIRE ANCHE DOMANI”

FASE 2, MERCATO DEI FIORI AL COLLASSO: LA GENTE HA PAURA, CALI VENDITE DEL 60%

COVID-19, PLASMA IPERIMMUNE: VIA LIBERA ALLA SPERIMENTAZIONE AL COTUGNO DI NAPOLI

Foto dal reportage di Sky Us sull’ospedale napoletano

“A seguito della riunione del Comitato Etico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli e dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, presieduto dal professore Liberato Berrino, è stato dato il via libera alla sperimentazione, presso l’Ospedale Cotugno, per il trattamento  delle polmoniti da Covid 19 con il plasma iperimmune”. A darne notizia Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi – Cotugno – CTO).

“Grazie a questo importante atto approvato oggi dal Comitato etico, che ringrazio per la solerzia e la celerità con la quale ha operato – aggiunge di Mauro – siamo pronti a partire anche noi con questo nuovo trattamento sperimentale”.

La sperimentazione, guidata da Roberto Parrella, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie infettive ad indirizzo respiratorio dell’ospedale Cotugno, si avvarrà anche della collaborazione del centro trasfusionale dell’Ospedale Monaldi, diretto da Bruno Zuccarelli.

La prima fase coinvolgerà tutte le Unità operative complesse del dipartimento di Malattie infettive del Cotugno, guidato da Rodolfo Punzi, e consisterà nel reclutamento dei donatori, ossia di soggetti guariti che presentino un’elevata carica anticorpale disposti a donare il plasma che, una volta trattato, sarà poi utilizzato per il trattamento dei pazienti.

“Era per noi estremamente importante intraprendere anche questa strada per offrire agli ammalati colpiti da questo virus tutti i piani terapeutici possibili e per avere un’altra arma importante, che già altrove sembra dare risultati molto confortanti, in questa battaglia che stiamo combattendo quotidianamente ormai da diversi mesi”, conclude di Mauro.

 

IL TABÙ DELLA VIOLENZA SUGLI UOMINI: “DISTORSIONE DEL DIRITTO, USO GIUSTIZIA COME VENDETTA”

COVID-19, MEDICI UMANI E NON EROI: ASL NAPOLI LANCIA IL TEST PER ANALIZZARE CONDIZIONI PSICO-FISICHE

DIDATTICA A DISTANZA PER RAGAZZI DISABILI: AL VIA IL PROGETTO PROMOSSO DA “EX ADVERSO – GIOVANI AVVOCATI”

Garantire la didattica, al pari di quella scolastica e creare interazione con i ragazzi e fornire un concreto supporto, seppur a distanza, alle loro famiglie: nasce con quest’obiettivo, su iniziativa dell’associazione “Ex Adverso – Giovani Avvocati” con il sostegno di Il Nuovo Bianchi, la Campagna di solidarietà sulla piattaforma online Gofundme “Avvocati per i Ragazzi Disabili A RUOTA LIBERA”, con lo scopo di sostenere il progetto “Noi ci siamo” dell’associazione napoletana “A Ruota Libera Onlus” di Luca Trapanese.

“Il Nuovo Bianchi”, la scuola paritaria rilanciata come istituto bilingue nel 2019 a Napoli degli ex alunni con il sostegno della Fondazione Grimaldi, è un’icona della scuola a Napoli e dallo scoppio dell’emergenza è stata una delle prime realtà ad attivare la didattica a distanza per gli studenti e nel supportare il progetto ha anche sostenuto il suo sviluppo grazie alle competenze sviluppate nell’e-learning.

Il progetto prevede la donazione di 70 tablet Samsung per l’istruzione a distanza di altrettanti ragazzi disabili che, a seguito della emergenza epidemiologica da Covid – 19, hanno dovuto interrompere improvvisamente tutte le attività quotidiane che li aiutavano a mitizzare il loro malessere procurato dalla loro condizione di disabilità.

“L’associazione “Ex Adverso – Giovani Avvocati”- dichiara il segretario generale Andrea Fabbozzo -, formata da giovani avvocati, ha come pilastri l’amore per la professione e l’amicizia, approcciandosi sin da subito a sfide importanti, dentro e fuori il Tribunale.
Il fine nobile del progetto ha convinto e coinvolto sin da subito tutti gli appartenenti all’Associazione nell’affrontare questa sfida.”

“Dallo scoppio dell’emergenza- dichiara Carmine Esposito -Presidente del CdA de “Il Nuovo Bianchi”-  abbiamo immediatamente attivato le piattaforme on line e siamo passati alla didattica a distanza per tutti. Lo abbiamo ritenuto molto coerente con il nostro approccio che è quello di essere una scuola paritaria attenta ed in prima linea al fianco ai più deboli.”

 

FASE 2 E DIRITTO AL DISSENSO, PAGANO (USB): “LA NOSTRA ARMA DI PRENDERCI LE PIAZZE COME IL 4 MAGGIO”

 

FASE 2, DALL’11 MAGGIO SI TORNA SULLE ISOLE: “QUI A ISCHIA PRONTI A RIAPRIRE”

FINE QUARANTENA: ECCO LA MAREA NERA IN CAMPANIA. LA FOTO DELLA VERGOGNA

Foto dalla pagina facebook di Stop scempio ambientale Giugliano

Ecco la marea nera, dopo soli 3 giorni di riapertura in Campania. Foce del canale Agnena, (affluente fiume Volturno) al confine tra i comuni di Mondragone e Castel Volturno in provincia di Caserta. Solo pochi giorni fa era stato lanciato l’appello on line per difendere il mare cristallino uscito fuori dalla quarantena.

“Una marea nera che si espande sulla costa casertana nel mar Tirreno. Fino a pochi giorni fa, nonostante il disagio della quarantena, abbiamo tutti contemplato stupiti e felici il nostro mare limpido, finalmente, per una volta. Riaperte le attività, non abbiamo avuto neanche il tempo di toccare con mano quella meraviglia che gli scarichi tossici ci hanno subito sottratto, anticipando tutti”. Questa la denuncia di Stop scempio ambientale Giugliano che sulla propria pagina facebook mostra la foto della vergogna.

I liquami arrivano dalle attività industriale e agricole della zona riversando nel fiume e quindi in mare scarichi e letame animale. “Non la vogliamo questa normalità semplicemente perché la normalità non è e non può essere questa. La normalità è un mare pulito e gli scarichi controllati e ecocompatibili. La normalità è che tutti i territori siano liberi da veleni e possano svilupparsi sulle risorse naturali. La marea di scarichi tossici che ci sta invadendo non ci toglie solo salute ma anche lavoro. Governo e regione giocano sulla responsabilità personale, quando sanno benissimo che ci vogliono regole e leggi precise al riguardo, soprattutto controlli che ne valutino il rispetto”, aggiungono i comitati.

FASE 2, A NAPOLI L’OFFENSIVA DELLA CAMORRA. SANDRO RUOTOLO: “LO STATO SIA RAPIDO O VINCONO I CLAN”

COVID-19 E GIORNALISTI, TRA LAVORO E IMPEGNO SOCIALE: PARLA LORENZO CREA

IN UN TIMELAPSE I LAVORI DELLA STAZIONE DALLA STATALE DEL VESUVIO ALL’A3 NAPOLI-SALERNO

IL CONTAGIO DEL CANTO PER RITROVARE LE PAROLE PERDUTE: ALICE ONLUS PER LA FESTA DELLA MAMMA

Un videoclip in grado di veicolare messaggi che si moltiplicano come augurio speciale per il giorno della Festa della Mamma: “Un’associazione è come una mamma – dice Federico Carle, presidente di A.L.I.Ce. Cuneo Odv -: cura e si prende cura, lotta, assiste e supporta. Una mamma con la quale gioire: per questo l’inno alla madre “Mbele Mama” vuole essere il nostro augurio speciale a tutte le mamme e a tutti noi. Un grazie come auspicio a stare sempre e ancora di più insieme, in associazione, per lottare contro le difficoltà: il nostro sforzo deve essere congiunto. La lotta all’ictus deve proseguire ed essere fatta insieme, anzi, ‘in coro’”.

Il progetto del “Coro degli Afasici”, fortemente voluto dalla Federazione nazionale A.L.I.Ce. Italia, è una realtà presente ormai in diverse città: oltre a Cuneo anche Trieste, Genova, Ravenna, Firenze, L’Aquila ed è rivolto a coloro che, avendo già realizzato un percorso riabilitativo, vogliono affrontare e migliorare i disagi emotivi collegati alla propria esperienza di isolamento e depressione, conseguenze molto frequenti dell’ictus e dell’afasia.

Partecipare al Coro comporta non solo benefici di natura psicologica, ma si caratterizza anche per una specifica valenza terapeutica. Le persone afasiche, infatti, hanno difficoltà a parlare ma riescono quasi tutte ugualmente a cantare: questo è possibile perché musica e linguaggio verbale non si trovano nello stesso emisfero cerebrale. Il linguaggio si colloca nell’emisfero dominante, mentre la funzione musicale interessa l’emisfero non dominante. Questo è il motivo per cui una persona che non riesce ad articolare neanche le frasi più semplici, può con l’esercizio unire la propria voce a quella degli altri, anche solo sillabando.

“Il Coro – dichiara la Dottoressa Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv- rappresenta anche un importante e piacevole momento di socializzazione e di incontro tra le persone afasiche e i loro familiari o caregiver, perché in queste occasioni tutti possono “dare voce” al proprio vissuto. Con questa esperienza si rafforza anche l’autostima della persona, che, essendo in contatto con altre che hanno problematiche simili, si sente finalmente parte di un gruppo”.

https://www.youtube.com/watch?v=ATnzBzrw9nI&feature=emb_title

Per la persona con afasia può essere difficile riuscire a seguire discorsi veloci, trovare le parole adatte da dire o comprendere frasi molto lunghe e complesse. Bisogna, innanzitutto, capire che convivere con chi ha un disturbo così grave può determinare cambiamenti di umore anche importanti e repentini e, quindi, sarebbe opportuno avere un atteggiamento rassicurante e positivo. La difficoltà di linguaggio non va interpretata come “rifiuto di parlare”: la persona afasica comunica come e quando può, riuscendo un attimo prima a dire una parola, ma subito dopo potrebbe manifestare difficoltà nell’esprimere efficacemente il proprio pensiero.L’ictus cerebrale è una malattia grave e disabilitante, che ogni anno nel mondo colpisce circa 15 milioni di persone e rappresenta la terza causa di morte, la prima di invalidità e la seconda di demenza; nel nostro Paese sono circa 150.000 i soggetti colpiti e quelli che sono sopravvissuti, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 1 milione.Fondamentale per la prevenzione è la adeguata consapevolezza da parte dei cittadini dei fattori di rischio che da soli o, ancora di più, in combinazione tra di loro aumentano la possibilità di incorrere in un ictus: ipertensione arteriosa, obesità, diabete, fumo, sedentarietà ed alcune anomalie cardiache e vascolari. Le terapie della fase acuta (trombolisi e trombectomia meccanica) possono evitare del tutto o migliorare spesso in modo sorprendente questi esiti, ma la loro applicazione rimane a tutt’oggi molto limitata per una serie di motivi. I principali sono rappresentati dalla scarsa consapevolezza dei sintomi da parte della popolazione, dal conseguente ritardo con cui chiama il 112 (118) e quindi arriva negli ospedali idonei alla cura, dalla perdita di tempo intra-ospedaliera e, infine, dalla mancanza di reti ospedaliere appropriatamente organizzate e omogeneamente distribuite sul territorio nazionale.

MOVIDA IN GINOCCHIO, SOS LOCALI : “LA NOSTRA CATEGORIA ABBANDONATA DAL GOVERNO”

FASE 2, GLI ARTIGIANI DI SAN GREGORIO ARMENO IN PIAZZA: “VOGLIAMO UN TAVOLO CON REGIONE E COMUNE”

NAPOLI FASE 2, TRASPORTI E IL CASO CUMANA. DE GREGORIO: “QUESTA LA FLOTTA, NON POSSIAMO FARE MIRACOLI”

Con la Fase 2 e la riapertura delle città i trasporti vanno alla prova su sicurezza ed efficienza. A Napoli esplode il caso Cumana con un video che mostra un treno super affollato di pendolari.

Parla il presidente di Eav Umberto De Gregorio: “le aziende non possono fare miracoli, al momento possiamo soddisfare il 25% della domanda. Potenzieremo treni che passano tra i rioni popolari”

Ascolta l’intervista

 

NAPOLI, IL GIORNO DELLA FASE 2: LE IMMAGINI DELLA CITTÀ “RIAPERTA”

Napoli nel giorno della riapertura: la Fase 2 vede la città comportarsi ancora in modo responsabile e in giro si rivedono i carrozzini e i bimbi

Il video sul lungomare Caracciolo tra sole e timide passeggiate vicino al mare

 

NAPOLI, FASE 2: A CHIAIA COMMERCIANTI IN PIAZZA. “SIAMO AL COLLASSO”

FASE 2 NAPOLI: “ERBACCE, DEGRADO E DUBBI SU SANIFICAZIONI. IL CIMITERO DI POGGIOREALE NON È PRONTO A RIPARTIRE”

“Erbacce ovunque, persino tra il basolato ormai reso scivoloso e potenzialmente pericoloso. Viali in condizione di totale abbandono e sporcizia. Una situazione degradante agli occhi e che desta perplessità anche sulle sanificazioni nel cimitero previste per contenere l’epidemia covid-19. Chiederemo immediatamente conto al vicesindaco di Napoli Enrico Panini e agli assessori competenti se e in che modo il cimitero di Poggioreale sia stato sanificato in questo periodo, con quale frequenza e se immediatamente prima di questa riapertura in occasione della cosiddetta Fase 2”. Lo dichiarano Carmelo Pezzino, responsabile della segreteria nazionale, e Gennaro Tammaro, rappresentante campano del sindacato EFI (Eccellenza Funeraria Italiana).

“Non è la prima volta – spiegano i due – che gli spazi di Poggioreale si presentano in condizioni pietose agli occhi degli avventori. Ma, chiaramente, stavolta siamo preoccupati seriamente per la salute dei nostri concittadini. Ci sentiamo quindi di appoggiare in toto la posizione espressa ieri dalle segreterie partenopee di CISL FP, UIL FP e CSA che chiedevano conto all’amministrazione comunale del perché non sia stato aperto un confronto con le rappresentanze dei lavoratori sulla riapertura dei servizi offerti ai cittadini. Ne condividiamo le preoccupazioni, soprattutto in termini di mancata sicurezza. L’esempio di Poggioreale è esaustivo dell’approssimazione di questa Giunta de Magistris nel gestire il ritorno alla ‘normalità’”.

“Per quanto riguarda il nostro comparto – concludono da EFI – ricordiamo agli utenti che le agenzie funebri si sono dotate di una serie di strumenti per permettere di dare ai cari estinti l’estremo saluto anche a distanza. Funerali in streaming, dipendenti con termoscanner, misure di sicurezza seguite alla lettera. Con questo know-how ormai acquisito, si poteva pensare e pianificare tutto meglio, anziché ripartire in queste condizioni. Allora ci rivolgiamo direttamente ai cittadini e alla vostra sensibilità: un’ulteriore attenzione in questo momento può prevenire l’esplosione di una nuova pandemia. Se potete, scegliete ancora strumenti alternativi per salutare i vostri defunti. Contiamo più su di voi che sugli amministratori locali”.

 

FASE 2, LA CALABRIA RIAPRE. FIORITA: “ERRORE DELLA SANTELLI MA IL SUD GUIDI LA RIPRESA”

FASE 2, IL GRIDO CHE ARRIVA DALLE ISOLE EOLIE: “SIAMO SCHIACCIATI DA PAGAMENTI E TASSE, GOVERNO CI AIUTI”

FASE 2, NUOVO MODELLO DI IMPRESA E COMUNICAZIONE: A COLLOQUIO CON ROBERTO RACE

CON IL COVID-19 IL MARE CRISTALLINO DELLA CAMPANIA: PETIZIONE PER CHIEDERE INDAGINE SU CHI INQUINA

“Avete visto le immagini del litorale campano dopo solo 1 mese di stop delle attività industriali? Vi siete resi conto di che cosa significa?”

Parte così la petizione on line per difendere le acque marine della costa campana.

“Nonostante le centinaia di leggi ambientali fino ad oggi c’era ancora qualcuno che non rispettava le norme, sversando illegalmente nei fiumi e nel mare rifiuti e materiali di produzione sacrificando la nostra terra per il proprio profitto. L’uomo continua a fare danni alla natura che lo ospita”, continua l’appello.

“Un semplice stop di un mese, è bastato questo al nostro mare per tornare a splendere.

Chiediamo al presidente De Luca di approfittare di questo periodo per intensificare i controlli alle aziende presenti sul nostro territorio. Durante la riapertura, pretendiamo un’indagine capillare per identificare tutte le industrie che fanno danno alla nostra terra.

Non facciamo gli indifferenti, valorizziamo di nuovo la nostra splendida terra che è già stata negli anni martoriata in tutti i modi possibili. Firma anche tu, facciamoci sentire”, conclude il testo.

 

MATTARELLA NOMINA CAVALIERE DI GRAN CROCE AL MERITO IL GIUDICE VITO TENORE

Con d.P.R. 27 dicembre 2019 (in G.U. 27 aprile 2020 n.108), il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha insignito il professore Vito Tenore, Consigliere della Corte dei Conti e Professore presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, della apicale onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica per  rilevanti meriti professionali, scientifici ed umanitari.

Il professore Tenore, già in precedenza Ufficiale e poi Grande Ufficiale al Merito,  è il più giovane degli insigniti:  57 anni, napoletano, ma residente a Roma e in servizio presso la Sezione Giurisdizionale Lombardia della Corte dei Conti, è in Magistratura dal 1991.

Apprezzato docente da molti anni presso la SNA, la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, la Scuola Ufficiali Carabinieri e la Scuola Economico Finanziaria della GdF (corso Superiore), il professore Tenore è autore di importanti studi giuridici di diritto civile, amministrativo, del lavoro, sull’ordinamento giudiziario e delle libere professioni, oltre ad essere stato promotore di rilevanti indagini su danni erariali in Lombardia quale Sostituto Procuratore della Corte dei Conti e successivamente estensore di importanti sentenze, quale Giudice, su temi rilevanti edite sulle maggiori riviste italiane, sulla tangentopoli fiscale e contrattuale, su danni arrecati da amministratori di spa a partecipazione pubblica, sulla “malasanità” lombarda, su danni da incarichi e consulenze illegittime, su spese illegittime dei Gruppi regionali, su mancati recuperi di somme pubbliche, su danni all’Unione europea, su danni da mobbing e demansionamento, da uso imperito di armi da fuoco, sul danno da tangente e all’immagine della p.a., su incompatibilità e doppi lavori di dipendenti pubblici (medici, professori universitari), omesso introito di ticket sanitari, gare e appalti, su tangenti nella G. di Finanza, su conferimenti di incarichi dirigenziali ex 19, co.6, d.lgs.165/2001, da contrattazione decentrata contra legem.

Prima dell’ingresso in Corte dei Conti il prof.Tenore è stato Funzionario della Banca d’Italia, Magistrato ordinario, Magistrato Militare e Avvocato dello Stato. E’ tra gli altri, autore del prezioso volume “I Palazzi del Potere”, ed. Anicia, che racconta e fotografa le Istituzioni Italiane.

DIETRO LA RETE – RIPRESE DEGLI ALLENAMENTI E CONDIZIONE ATLETI, MAIORANO: “IMPOSSIBILE DISTANZIAMENTO SOCIALE”

 

IL NUOVO PONTE DI GENOVA. IN RICORDO DI GIOVANNI BATTILORO: PARLA IL PAPÀ ROBERTO

 

COVID-19 E LIBRERIE: COSÌ RIAPRONO NEL PAESE CHE LEGGE POCO

COVID-19 E TERRA DEI FUOCHI, DON PATRICIELLO: “PAGANO SEMPRE I POVERI, APRIRE CHIESE AI BISOGNOSI”

 

FASE 2: PER LE PMI LA RIAPERTURA COSTERÀ MEDIAMENTE 3MILA EURO

Architetti, Ingegneri e Geometri. Un esercito di professionisti qualificati gratuitamente a disposizione di imprese e istituzioni per aiutare negli adempimenti in materia di sicurezza del lavoro nella Fase 2. Questa la task force guidata da Giuseppe Izzo, Responsabile del Piano di Coordinamento nazionale ES.A.AR.CO. per il post emergenza e membro della direzione nazionale della confederazione, la più rilevante in Italia per numero di associazioni ed enti bilaterali aderenti.

“Nella fine del lockdown – sottolinea Giuseppe Izzo – oltre a definire le norme, è fondamentale capire come tradurle in azioni concrete. Ogni azienda è diversa e ha esigenze differenti che devono essere valutate da un esperto. Pensiamo a una falegnameria: di quale tipo di DPI dovranno essere dotati i dipendenti? Quelli specifici contro il COVID-19 oppure quelli che li devono proteggere dalla polvere e dalle altre sostanze tossiche? Oppure pensiamo all’adeguamento degli impianti di aspirazione e condizionamento per evitare il propagarsi del virus, un tema di assoluta attenzione. Può un imprenditore fare da solo questa valutazione? La materia è complessa e le imprese devono essere accompagnate in questa fase delicata se vogliamo aiutarle a ripartire in sicurezza per i lavoratori e le loro famiglie”.

Secondo il D.Lgs. 81/2008 la sicurezza sul lavoro è affidata a figure specifiche di comprovata capacità, quindi tecnici specializzati, in gergo tecnico R.S.P.P. La riapertura rende necessario, per esempio, l’adeguamento del documento della valutazione dei rischi a firma del datore di lavoro, del medico competente e del tecnico R.S.P.P. Di fronte alla necessità di dover riaprire per non fallire, le aziende saranno costrette a sostenere un ulteriore costo variabile e direttamente proporzionale alle dimensioni dell’azienda per tutti gli adeguamenti di tipo tecnico, normativo e sanitario necessari. Tema, tra l’altro, che ha anche rilievo penale, con pene fino a 18 anni di reclusione.

Secondo le stime del sindacato, prendendo a esempio un parrucchiere con un salone di 100mq e con 5 collaboratori, il costo da sostenere per gli adempimenti burocratici e verifiche sanitarie pre-apertura ammonterà ad almeno 3000 €.

“Oltre a questo – aggiunge Izzo -, le aziende dovranno preventivare ulteriori costi mensili per l’acquisto di dispositivi e abbigliamento idonei. Le mascherine chirurgiche che devono essere sostituite più volte al giorno, nel caso del parrucchiere, comporteranno da sole circa 700€ al mese di spese extra; i camici dovranno essere di tessuto tecnico e costeranno dai 12 ai 20€ l’uno contro i 3€ attuali; i capelli tagliati dovranno essere messi in una busta e sterilizzati, prima di essere smaltiti. Nessuno ci pensa, ma l’emergenza non ha azzerato la burocrazia, l’ha aumentata e con essa i relativi costi che aggravano una situazione economica per le imprese già gravissima”.

Per far fronte a questa necessità e sostenere le migliaia di imprese e i milioni di lavoratori che dovranno tornare al lavoro in sicurezza nelle prossime settimane, ES.A.AR.CO. ha messo oltre 5000 professionisti gratuitamente a disposizione delle istituzioni in tutta Italia per supportare. Gli elenchi, in continuo aggiornamento, sono già stati comunicati a Inps e Inail.

“Solo in Veneto, regione dove ha sede la mia azienda, ci sono 350mila imprese che devono ripartire e solo pochissimi ispettori del lavoro – aggiunge Izzo -, a cui va tutto il mio ringraziamento per il lavoro che stanno svolgendo, ma non possiamo pensare che riescano da soli a supportare tutti né possiamo relegare questa enorme responsabilità alla Protezione Civile, fatta di uomini e donne straordinari, ma senza una competenza specifica in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro. Per questo abbiamo deciso di metterci a disposizione, perché da questa Fase 2 dipende il futuro e la salute di tutti noi. Non possiamo sbagliare”.

Adempimenti burocratici, accorgimenti pratici, iniziative ad hoc per il distanziamento dei lavoratori, valutazione e scelta dei DPI e delle altre misure di controllo e prevenzione del contagio. Queste sono solo alcune delle attività sulle quali ES.A.AR.CO. assisterà le migliaia di imprese aderenti attraverso le associazioni confederate e molte altre sul territorio a partire dai prossimi giorni.

I professionisti che vogliono rispondere alla call e mettersi a disposizione gratuitamente possono prendere contatto scrivendo a info@esaarco.info. Per le aziende non associate che cercano supporto, è invece disponibile l’indirizzo email info@uese.it

 

FITNESS E PALESTRE, IL COMITATO UNITI PER LO SPORT SCRIVE AL GOVERNATORE DE LUCA

Il Comitato Uniti per lo Sport chiede a De Luca la riapertura parziale dei centri fitness: “gli impianti e le attrezzature rischiano di non poter essere più utilizzati senza manutenzione, le perdite sono notevoli“.

Lettera a De Luca

Il comitato “Uniti Per Lo Sport” nasce dall’unione di un gruppo di professionisti del settore fitness, gestori di palestre e di impianti sportivi.

Visto il periodo di LockDown della quasi totalità produttiva non abbiamo creato alcun soggetto giuridico, ma per valore di sostanza abbiamo dato vita ad una Pagina Facebook alla quale stanno aderendo tantissimi addetti del settore proprio per dare “Voce” e farci sentire.

Al nostro comitato, si stanno affiancando comitati di altre regioni , come quello della Sicilia “Movimento Salva Palestre”. Insieme vorremmo fronteggiare con sistemi sicuri e profrssionali il notevole problema che sta coinvolgendo il nostro paese per la chiusura delle attività sportive. L’attività fisica hai il grande e riconosciuto pregio di essere uno strumento di prevenzione e terapeutico ai casi con patologie e difficoltà che necessitano dell’utilizzo di strutture. La chiusura dei centri, sta anche compromettendo notevolmente il funzionamento degli impianti e delle attrezzature per mancata manutenzione .

L’attuazione di regole restrittive che disciplinano la frequentazione dei centri fitness potrebbero rendere fattiva la possibilità di riaprire in tempi relativamente brevi.

Inoltre le misure di sostegno adottate finora sono insufficienti a sostenere il nostro settore.
La crisi economica impatta in maniera differente da palestra a palestra: il 22% dichiara di aver autonomia per un mese; in due mesi il 61% dichiara di non aver le forze economiche per superare la crisi; il 77% dei Club potrebbe non farcela in tre mesi. Al quarto mese di stop, il rischio è quello che oltre l’82% dei club non sopravviva. Solo il 3,4% dei club potrebbe avere le risorse economiche per resistere a cinque mesi di chiusura.

Signor Governatore, le chiediamo di voler esaminare questa nostra richiesta di apertura PARZIALE dei centri entro il 4 Maggio 2020, affinché possiate accoglierla.

Di seguito le elenchiamo i punti fondamentali:

1) Stabilire il rapporto persona/MQ.
2) Stabilire orario di prenotazione entrata/uscita dei singoli individui per ogni turnazione.
3) Misurazione temperatura coorporea all’ingresso e utilizzo di mascherina e guanti.
4)Utilizzo di distributori di Amuchina e spray sanificanti per attrezzatura da utilizzare ad ogni cambio turno (tutto messo a disposizione dal centro).
5) Posizionare le attrezzature cardio/isotoniche ad almeno 2 metri di distanza l’una dall’altra.
6) Quota di ingresso ESCLUSIVAMENTE giornaliera, al fine di consentire maggiore controllo delle presenze che regolano il servizio.
7) Obbligo da parte del centro di compilare scheda aggiornata con nome ed orario di tutti i presenti, per poter favorire la regolarità del servizio all’eventule controllo delle FORZE DELL’ORDINE.

Le chiediamo infine di poterci agevolare sui seguenti punti:

a) Sospensione incombenze fiscali e bollette
b) Forme di finanziamento a fondo perduto
c) Agevolazioni e forme di indennizzo per il danno indotto da cause di forza maggiore
d)Estendere e potenziare, gli ammortizzatori sociali per i collaboratori delle nostre aziende in ogni forma: dipendenti, partite IVA, contratti sportivi.

COVID-19 E MONDO LGBT: LA CAMPAGNA DI ARCIGAY PER IL I MAGGIO, PARLA ANTONELLO SANNINO

FASE 2 E RISTORAZIONE, UN GRIDO DA POSITANO: “NON VOGLIAMO LICENZIARE, GOVERNO CI AIUTI”

Imprese allo stremo, l’emergenza ha già messo in ginocchio molti ristoratori e a soffrire particolarmente sono gli operatori turistici.

Luigi Pisacane, titolare del ristorante “Le tre sorelle” di Positano chiede un intervento netto al Governo: “le aziende del settore sono tutte già indebitate, non possiamo sostenere ulteriori periodi di chiusura”.

Ascolta l’intervista

CHE FINE HANNO FATTO I BAMBINI? A NAPOLI SCATTA LA PROTESTA DI GENITORI E INSEGNANTI

Ormai da due mesi, bambini e adolescenti sono scomparsi dal discorso e dallo spazio pubblico. Questa la denuncia di un gruppo autorganizzato di genitori, insegnanti ed educatori a suon di striscioni a Napoli. “I minori dovrebbero essere al centro delle riflessioni su cosa siano la salute e la cura; Ma neanche ieri sono stati citati nella conferenza stampa del Presidente del Consiglio che introduceva la cosiddetta Fase due, nonostante siano tra i soggetti che soffrono maggiormente le misure di isolamento domestico e di rigido distanziamento sociale adottate per contenere il contagio. Eppure, i bambini e i ragazzi hanno bisogni, desideri e diritti, che interrogano la società intera, non solo la famiglia e la scuola. E ci sono, e lasciano tracce in città: seguiamole, per restituire respiro, voce, spazio al futuro”, scrivono in una nota.

Oggi in piazza Dante, al Corso Vittorio Emanuele, a Bagnoli, sono stati esposti gli striscioni colorati con le sagome dei bambini.

Cosa vogliono

“Vogliamo affermare pratiche di cura della salute autogestite dal basso, come quella di individuare uno o più spazi aperti in ciascun quartiere dove poter passeggiare e giocare con i bambini con turnazioni e nel rispetto delle misure di distanziamento sociale.

Chiediamo misure di contenimento del contagio diverse, rispettose dei bisogni primari dei bambini, che sarebbero altrettanto se non più efficaci per la reciproca tutela, in comunità informate, responsabilizzate e responsabili.

Riteniamo che quando e come riaprire le scuole, vada deciso a partire dalla tutela della salute pubblica e del diritto allo studio. La scuola non può essere ridotta a servizio strumentale e funzionale a forzare le lavoratrici e i lavoratori a tornare a produrre in assenza di
sicurezza e in mancanza di una strategia trasparente e condivisa di uscita dall’emergenza sanitaria. Nell’immediato, la scuola nell’emergenza può e deve usare gli strumenti della didattica a distanza, ma per tentare di raggiungere e includere, certamente non per misurare e valutare gli alunni.

NAPOLI, MADRE DENUNCIA SCOMPARSA FIGLIO CON AUTISMO: RITROVATO DALLA MUNICIPALE

Nella serata di domenica agenti  Motociclisti sono stati allertati dalla Centrale Operativa  della Polizia locale per una segnalazione di una madre disperata per l’allontanamento di un minore affetto da autismo, che si era sottratto  alla sorveglianza dei familiari mentre  percorrevano Via Palizzi all’altezza del Corso Vittorio  Emanuele.

Gli Agenti riuscivano ad intercettare il giovane su Via  Nardones, riuscendo a tranquillizzare il ragazzo ed accompagnando per mano a piedi fino a Piazza Trieste e Trento  dove sono restati  in attesa dell’arrivo della  madre, che era stata immediatamente avvertita,  a cui è stato poi
affidato.

“Non è il primo caso in cui la sensibilità delle donne e degli uomini  del Corpo della Polizia Locale si manifesta nei confronti dei nostri  concittadini più deboli –ha detto il Comandante del Corpo Ciro Esposito- la foto che ho ricevuto pochi minuti dopo che la vicenda si  era positivamente chiusa mi ha profondamente emozionato e testimonia  come, sempre di più, la Polizia Locale è e vuole essere accanto e di  sostegno alla nostra Collettività.

FASE 2, LA RABBIA DEI PARRUCCHIERI: “COSTRETTI A LICENZIARE, RISCHIO ABUSIVI”

Esclusi dalle riaperture barbieri, parrucchieri e centri estetici, forse si ripartirà il I giugno. Categoria in rivolta. Abbiamo intervistato Antonio Cuomo, titolare di Hair Do Top: “Pronti a riaprire da subito, non incentiviamo il lavoro abusivo”.

Ascolta l’intervista

FASE 2, RIAPRONO PASTICCERIE. BELLAVIA: “C’È URGENZA, RIAPRIAMO CON CONSEGNE A DOMICILIO”

Al via la fase 2 anche in Campania, questa mattina hanno riaperto librerie, pasticcerie e pizzerie ma solo per consegna a domicilio o da asporto.

Germano Bellavia ha tracciato un primo bilancio: “Ho 325 dipendenti non potevo più aspettare. Abbiamo ottenuto ottimi risultati da subito, boom di richieste a Pasqua. Dobbiamo ripartire seguendo le disposizioni del Governo e soprattutto non aumentando i prezzi”. “Un posto al sole? Speriamo di tornare quanto prima sul set”.

Clicca play e ascolta l’intervista.

FONDI COESIONE, IL REBUS DEL DOCUMENTO CHE TOGLIE SOLDI AL SUD: SCATTA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

“Il governo faccia chiarezza sull’esistenza di una bozza di documento denominato ‘L’Italia e la risposta al Covid-19’, elaborato ad aprile 2020 dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri, che proporrebbe due proposte volte a modificare la normativa vigente in materia di destinazione delle risorse economiche alle regioni del Sud Italia”.

Lo dichiarano i deputati d Fratelli d’Italia Marcello Gemmato, Edmondo Cirielli, Wanda Ferro, Carolina Varchi, Ella Bucalo, Salvatore Deidda, Ylenja Lucarelli, Salvatore Caiata e Davide Galantino annunciando una interrogazione. La notizia su questa bozza era stata già denunciata dalla parlamentare Pezzopane e anche da alcuni settori della società civile del Mezzogiorno come il presidente di Legacoop Puglia Carmelo Rollo

“Vogliamo sapere – proseguono i deputati di FDI – quali siano le eventuali modifiche alle percentuali di riparto delle risorse del ‘Fondo sviluppo e coesione’ che si vorrebbero modificare (Ciclo di Programmazione 2014-2020 ), e che attualmente prevedono l’80% destinato alle regioni del Mezzogiorno e il 20% destinato alle regioni del Centro-Nord. Inoltre, chiediamo se realmente il governo intenda sospendere la cosiddetta regola del 34% nella assegnazione degli stanziamenti statali ordinari in conto capitale, che attualmente prevede in nome del principio del riequilibrio territoriale, il criterio di assegnazione differenziale di risorse aggiuntive a favore degli interventi nei territori delle regioni del sud disponendo che le Amministrazioni centrali dello Stato si debbano conformare all’obiettivo di destinare agli interventi in queste regioni un volume complessivo annuale di stanziamenti ordinari in conto capitale proporzionale alla popolazione di riferimento”.

“Infine – concludono gli esponenti di FDI – chiediamo di sapere quali iniziative intenda adottare l’esecutivo al fine di assicurare comunque un congruo ed adeguato riparto di risorse in favore delle regioni del Sud affinche’ si possa garantire sempre il riequilibrio territoriale tra le diverse zone del Paese nonche’ lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali del Paese cosi’ come disposto dall’articolo 119 della Costituzione della Repubblica italiana”.

(Fonte: agenzia Dire)

UN 25 APRILE DI PROTESTA A NAPOLI DAVANTI AL COMUNE, 10 FERMATI E IL SINDACO RISPONDE

Mattinata di mobilitazione a Napoli per il 25 aprile. Dalla cumana di Montesanto a piazza Municipio davanti la sede del Comune sono stati srotolati gli striscioni: “La Liberazione non è finita, reddito e salute per tutti”. Dieci manifestanti sono stati fermati e condotti in Questura ma gli attivisti si difendono: “eravamo a distanza di sicurezza e abbiamo indossato guanti e mascherine”.

Le iniziative in città e i fermati

Oggi in molti quartieri della città le reti del mutualismo solidale (Sgarrupato/Damm, Opg, Brigata Vincenzo Leone, Bam a Scampia, il Giardino di Materdei), che da oltre un mese sostengono il diritto di sopravvivenza di alcune migliaia di persone in città, e varie realtà sociali (nudm, movimenti dei disoccupati) hanno aperto una serie di striscioni per ricordare il 75esimo anniversario della Liberazione in un momento drammatico per il diritto alla salute e per la crisi sociale ed economica.

Da Bagnoli alle Case Nuove, da Montesanto a Materdei e Scampia: le parole degli striscioni ricordano l’urgenza di allargare il diritto al Reddito ai non garantiti, di un provvedimento sugli affitti, dello screening di massa per il Covid. Sono le voci che quotidianamente raccogliamo da centinaia di famiglie e precari che ci raccontano la propria rabbia e disperazione quando consegniamo la spesa solidale. Il 25 aprile è cosi un modo per sottolineare l’importanza di liberarci di chi ha distrutto la sanità pubblica e l’ambiente e mette le logiche del profitto davanti al diritto alla vita.

“Tutte queste iniziative si sono svolte in forma autoregolata – scrive Alfonso De Vito, attivista delle reti napoletane – con massimo dieci-dodici persone tutte con dispositivi di protezione personale, molte meno di quelle che erano stamani fuori uno dei qualunque negozi del centro cittadino. Eppure c’è stata un’assurda forzatura della Questura di Napoli che sia a Bagnoli, sia soprattutto in piazza Municipio, ha fermato, denunciato e multato una quindicina di persone perchè in strada ‘senza giustificato motivo’. Uno spiegamento di forze dell’ordine pazzesco e surreale (quante DPI si comprano con cinque blindati di celere e relativo straordinario per fermare dieci persone?) che ci racconta in modo esemplare l’uso distopico dello Stato d’Emergenza”.

“E’ questo un anticipo della ‘fase due’? Persone multate e fermate per aver aperto in sicurezza degli striscioni sui diritti dei più deboli il 25 aprile? Diverse di queste persone hanno speso le loro uniche ore d’aria in questo ultimo mese per consegnare la spesa solidale”, conclude De Vito.

Le reazioni: il sindaco si difende

  • “La città tra poco non reggerà più – scrive su facebook il sindacalista Usb Giovanni Pagano – il governo ha promosso risorse che non sono mai arrivate, il Comune ha ristretto i bonus spesa ad una platea nettamente inferiore a chi poi realmente ne ha bisogno. Sembra che l’unica risposta, a 2 mesi di distanza, sia blindare e reprimere”.

Anche il sindaco Luigi de Magistris ha potuto vedere l’iniziativa davanti al portone di Palazzo San Giacomo mentre era in corso la cerimonia istituzionale e risponde alle critiche della protesta: “ci sono persone che protestano, chiedono ciò che noi chiediamo come reddito di quarantena, mascherine e tamponi per tutti. Il popolo deve essere unito in queste rivendicazioni ma non è il Comune che può dare queste risposte ma lo Stato e le regioni”.

ADDIO AL FILOSOFO ALDO MASULLO: “NELL’EPOCA DELLA ‘RAZIONALITÀ IDIOTA’ NESSUNO SI SALVA DA SOLO”

Napoli piange un suo intellettuale storico. Una mente sempre lucida sui processi culturali e politici del nostro Paese. È morto il filosofo Aldo Masullo, nato ad Avellino il 12 aprile del 1923, e insignito della cittadinanza onoraria di Napoli un anno fa dal sindaco Luigi de Magistris. Masullo e’ stato dal 1955 libero docente e dal 1967 professore ordinario di filosofia teoretica. Successivamente, ha insegnato filosofia morale all’Universita’ di Napoli.

Dal 1984 al 1990 e’ stato direttore del dipartimento di Filosofia dell’Universita’ di Napoli. Candidato nelle liste del Partito comunista italiano prima e in quelle dei Democratici di sinistra poi, dal 1972 al 1976 ha ricoperto la carica di deputato, mentre dal 1976 al 1979 e dal 1994 al 2001 e’ stato senatore della Repubblica.

“Ho l’impressione che stiamo vivendo ciò che io chiamo la “razionalità idiota”. Idiota non tanto delle scarse capacità intellettive, ma come suggerivano i greci dell’attenzione dedicata al proprio particolare. Siamo come i topi di una nave che affonda, ciascuno cerca la sua via di salvezza. Ma non è così che ci si salva”. Così rispondeva durante un’intervista rilasciata qualche anno fa al giornale Repubblica.

(Fonte: agenzia Dire)